trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Posts Tagged ‘milano’

Appunti di lettura | 30.

In Ponti di vista on maggio 21, 2017 at 7:37 pm

water_miniature

Costanti confusioni politiche.

Mauro Magatti | I valori su cui scommettere
nel disordine delle ideologie | Corriere della Sera
Un’interessante riflessione che però rischia di essere eccessivamente ecumenica. E’ davvero possibile una transizione senza una rottura netta con il precedente paradigma? “Ciò implica puntare a costruire una società post-consumerista. Che non significa ostile ai consumi, ma piuttosto consapevole che, nella fase in cui ci troviamo, il benessere va conquistato tutti insieme, scommettendo e costruendo quei «valori» (qualità dell’ambiente, investimento nella formazione, innovazione nelle relazioni di lavoro, lotta alla disuguaglianza, centralità della qualità della vita) che decidiamo di rendere prioritari. Obiettivo raggiungile solo con una politica capace di «mettersi in mezzo» per ricucire i frammenti di una società in pezzi.”
– Di Mauro Magatti anche questo pezzo, pubblicato su Generatività Sociale –

Kaveh Waddell | Discriminati da un algoritmo | The Atlantic
Gli algoritmi hanno la capacità di influenzare le nostre vite più di quanto crediamo, segnando stili di vita, opportunità ed esclusioni, scelte politiche. Leggi il seguito di questo post »

QOTSA live report

In Ponti di vista on novembre 4, 2013 at 11:00 pm

BYL4HU5IgAEscmd.jpg_largeMilano, 3 novembre 2013 – I Queens of the Stone Age rimangono una delle cose più divertenti da vedere su un palco, anche per chi non è necessariamente un appassionato del genere. Il signor Joshua Homme ha saputo diversificare il suo pubblico e ora può guardare – chitarra imbracciata e sguardo compiaciuto – una platea molto eterogenea che balla e si dimena al ritmo delle hit più conosciute. Le dita paffute e tatuate di Josh corrono veloci sui tasti, così come il ciuffo in forma galleggia sopra le mille mossette ammiccanti del suo volto di plastica. Perchè poi la formula del successo dei QOTSA è fatto di poche semplici regole da sempre rispettate. Garantire un costante livello di effetto party, non guardare troppo al passato e – sia sul palco che in studio di registrazione – fare le cose per bene. Josh Homme è garante affinchè questi elementi non manchino mai e che abbiano un certo equilibrio. Il concerto di Milano non sfugge a questa formula.

Due ore abbondanti. Pronti via e dopo un’introduzione dall’ultimo album arrivano un paio di sonori schiaffoni. Leggi il seguito di questo post »

Alla costante ricerca…del passato!

In Ponti di vista on giugno 11, 2012 at 9:59 pm

Scrivo dopo una settimana, ma non è una recensione ragionata. Sono partito con molti pregiudizi, lo devo confessare. In macchina da solo verso Milano – pioggia e nubi alle spalle, foschia e afa davanti – ho pensato a cosa mi spingeva, dopo una settimana di polemiche e di rospi da ingoiare in silenzio, verso un concerto di lunedì sera dove un manipolo di band del secolo scorso tornavano a calcare lo stesso palco dopo anni di silenzio. Voglia di fuga? In parte. Ricerca di conforto in un passato felice? Come non potrebbe essere così. Il biglietto in tasca, comprato addirittura a metà gennaio, e in testa il dubbio di andare a sommare delusione a delusione. Un Chris Cornell senza voce – magari con qualche riferimento all’amico Timbaland – sarebbe stato il colpo di grazia! Incrocio le dita e supero il cancello. Entro in un enorme parcheggio ribattezzato inspiegabilmente Arena. E’ tardo pomeriggio e il sole giallo cala proprio sopra il palco. Suonano gli Afghan Wings, davanti a poche centinaia di persone. Di Greg Dulli ho ascoltato sommariamente anche i progetti Twilight Singers e  Gutter Twins, ma non sono mai riuscito ad appassionarmi davvero. Lo stesso anche davanti a questo live che assomiglia tanto ad un sound check. Mi guardo attorno e penso.

Agli inizi degli ’90 (avevo sette anni, quindi la mia è ovviamente una ricostruzione a posteriori) tutto sembrava filare liscio. Non era proprio così ma le apparenze a volte contano abbastanza. L’economia cresceva e non si sapeva cosa fosse lo spread. Si usciva dalla guerra fredda e si entrava in un nuovo decennio (e in nuove guerre, non meno sanguinose). L’ultimo decennio del secolo e del novecento. La storia di quegli anni – nel mondo come in Italia – è un susseguirsi di eventi che avrebbero potuto cambiare la direzione delle nostre vite. La forma è rimasta al condizionale. Le conseguenze di alcune scelte, e non scelte, fatte in quel tempo aiutano a rendere incerto il futuro prossimo che andremo ad affrontare. Prendeva forza il concetto di globalizzazione e tutto ciò che ne è conseguito. Nasceva anche il primo sito sul World Wide Web, non un cambiamento di poco conto nelle nostre abitudini. Leggi il seguito di questo post »