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Posts Tagged ‘monti’

…calci di rigore!

In Ponti di vista on febbraio 3, 2012 at 5:40 pm

CARTELLINO ROSSO. Ad un anno esatto dalla battaglia dei cammelli in Piazza Tahrir l’Egitto vede cospargersi di sangue l’erba di un campo di calcio. La notte di Port Said lancia segnali inquietanti sulla transizione democratica egiziana e mostra la fragilità di un intero paese che fatica a lasciarsi alle spalle la lunga stagione di Mubarak e le contraddizioni sociali e politiche che ne hanno contraddistinto la genesi, la vita, la crisi, la caduta e che non si sono dissipate nemmeno con la sua sconfitta. L’inverno arabo – la primavera speriamo torni presto a fare capolino – ci offre queste immagini cruente che sembrano essere però fotografia fedele di una fase nella quale gli attori politici egiziani sono disposti a tutto per conquistare (o riconquistare) il potere e piazza Tahrir è svuotata dei significati che ne hanno contraddistinto la vitalità e l’autonomia. Forse domani sui campi innevati della Serie A italiana si osserverà un minuto di raccoglimento per ricordare i molti che in Egitto sono morti dopo una partita di calcio. Il gelo – nei confronti del vento di cambiamento che arriva dai paesi arabi – e il silenzio, rispetto alle violenze che i popoli del nordafrica hanno dovuto e devono subire, sono una costante della sponda nord del Mediterraneo.

L’ARTE DELLA COMPLETEZZA. Parlare di lavoro in Italia è un’impresa titanica. La situazione contingente non aiuta certo a rasserenare gli animi, ma il ruolo di chi si occupa di politica – in Parlamento, nel sindacato come nei movimenti  – dovrebbe essere sempre quello di saper leggere la realtà, possibilmente senza filtri ideologici o pregiudizi insuperabili, per saperne poi incentivare una modifica in senso migliorativo. Ho la sensazione che succeda, in ognuno degli ambiti sopra citati, troppo raramente per innescare un virtuoso confronto sulle scelte da compiere, e che la monotonia (vocabolo della settimana) stia un po’ contagiando tutti, con buona pace dei buoni propositi che vengono messi ricorrentemente in campo in ambito di alternative possibili e altri mondi possibili. Leggi il seguito di questo post »

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La cosa più eversiva oggi in Occidente è il buon senso.

In Ponti di vista on gennaio 8, 2012 at 11:55 pm

FORMA E SOSTANZA. A Mario Monti – fin dal giorno del suo insediamento, e forse anche prima – tutti riconoscono uno stile e dei modi distanti anni luce dalla politica a cui siamo stati abituati per decenni. Ma la forma, soprattutto in Italia, spesso non fa il paio con la sostanza.

In quindici minuti secchi di intervista, nell’atmosfera ovattata dello studio di Che tempo che fa, il Presidente del Consiglio ha saputo dare corpo ad una riflessione ad ampio spettro sull’Italia e il suo futuro, sull’Europa e le sue difficoltà, sulla politica e le sue contraddizioni. Le sue parole non serviranno  sicuramente a modificare il giudizio (o pregiudizio?) che alcuni hanno di lui e del suo governo, ma danno l’immagine di un tecnico/politico capace di interpretare il ruolo di iniziatore delle riforme possibili di un paese complicato come il nostro.

RUOLI E DECISIONI. Interpretando tre ruoli che sembra voler mantenere costantemente in comunicazione – politico, professore e cittadino – Monti ha dato la sua definizione di liberalizzazioni intese come tentativo di disarmare i protezionismi e offrire opportunità, ha descritto un modus operandi non prigioniero di tabù e ideologie anche in relazione al mondo del lavoro, ha chiarito la limitatezza temporale del suo impegno rivendicandone però l’importanza dentro e fuori i confini italiani.

POLITICA CONDIVISA. Parla a nome di un governo “strano” e augura  tranquillità all’Italia anche se non esagera nell’ottimismo. Non si erge a rottamatore di una classe politica imbarazzante ma pone la questione fondamentale dell’insopportabile distanza tra classe dirigente e cittadini. Da un tecnocrate descritto come triste e grigio – che non scade nello slogan e privilegia la riflessione – arriva quindi la richiesta di rimettere al centro la politica, quella fatta da tanti per l’interesse di tutti.

Non toccherà solo a lui trasformare in realtà le parole pronunciate oggi.

f.