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Posts Tagged ‘movimenti’

Appunti di lettura | 35.

In Ponti di vista on agosto 2, 2017 at 3:42 pm

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Leggere come strumento di comprensione dell’esistente e condizione necessaria per poterlo migliorare. In questa raccolta di articoli si parla molto di città, mescolando linguaggi e approcci, argomenti ed esperienze. Poi la tecnologia e le sue ricadute sulle nostre esistenze. Tema che dovrebbe far parte – seriamente – di un’agenda politica per il futuro, che troverete abbozzata negli Appunti di lettura numero 36. Buona lettura.

*La città, o meglio le città…

Yona Friedman | La città continente | Quodlibet
Nel 1974 qualcuno aveva già intuito i possibili sviluppi (anche positivi) delle trasformazioni urbane. L’emersione di città che si fanno – collegate tra loro – continente potrebbe essere un’evoluzione interessante per l’Europa. Friedman lo disse, in tempi non sospetti. “L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.

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Appunti di lettura | 14.

In Libri con le orecchie... on aprile 25, 2016 at 11:42 pm

Appunti di lettura dedicati a #nuitdebout. Il mio sguardo è rivolto alla Francia. Mentre il primo ministro Valls conferma lo stato di emergenza fin oltre Tour de France e campionati europei migliaia di persone vivono Place de la Republique (e decine di altre piazze) nel tentativo di dare forma a un movimento costituente che sappia descrivere i contorni del “nouveau monde“. L’esperienza mi affascina e – senza l’enfasi che in alcuni commentatori italiani trovo – mi piace condividerla in questo mio piccolo spazio di comunicazione e approfondimento.

Cornice.

Dario Gentili | L’agonia del potere | Doppiozero
“Come sembra suggerire lo stesso Gramsci, per uscire da quella condizione costitutiva dell’interregno che è la crisi a nulla serve cercare di riportare in vita ciò che è moribondo: “la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” (Gramsci, 2001, p. 311 [Q 3, 34]). L’interregno consiste dunque nel procrastinarsi dell’agonia del vecchio in mancanza del nuovo che deve nascere; anzi, più precisamente: è proprio tale perpetuarsi del vecchio a dilazionare l’avvento del nuovo, che pertanto non “può” nascere.”

Marco Belpoliti | Risentimento | Doppiozero
Rancore. Ha mille sinonimi – livore, astio, ostilità, odio, inimicizia, invidia, malignità, acredine, malevolenza, accanimento, vendetta – e rappresenta probabilmente il tratto caratteristico della stagione politica e culturale che stiamo vivendo. “Perché lui sì e io no? Questa è la domanda principale, forse la sola, che gli invidiosi si pongono. Il filosofo sloveno Slavoj Žižek, ha sostenuto che l’invidia è qualcosa di più, o di meno, del desiderio di possedere quello che ha l’altro – ricchezza, amore, potere. Un sentimento decisamente rivolto al “negativo”: impedire all’altro quel possesso che si agogna. Žižek racconta in vari suoi libri una storiella emblematica. Una strega dice a un contadino: “Farò a te quello che vuoi, ma ti avverto, farò due volte la stessa cosa al tuo vicino!” E il contadino con un sorriso furbo le risponde: “Prendimi un occhio!””
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I limiti dell’estetica del conflitto…

In Ponti di vista on aprile 21, 2014 at 6:47 am

tumblr_lfb8xlnYaN1qc4z8to1_500“Si applaudono soltanto i luoghi comuni, mentre sarebbe il caso di coltivare l’atrocità del dubbio”
– Pier Paolo Pasolini –

Sabato scorso (12 aprile, o #12A) ero a Roma, ma non in piazza a manifestare. Ero allo zoo con mia figlia, distratto dal costante ronzio degli elicotteri della polizia che dall’alto presidiavano la città. Con un occhio seguivo l’evolvere della situazione – raccontato dai social network – con l’altro controllavo le fughe di Petra e la guidavo alla scoperta di leoni ed elefanti.  Non mi ha stupito il verificarsi puntuale degli scontri di piazza, conclusione che in un certo senso “sta bene” a tutti, perché parte di una liturgia di cui sembra non si possa fare proprio a meno. Testimonianza ne sono i commenti dei giorni successivi, che – da un lato e dall’altro – fotografano la situazione con parole e interpretazioni che hanno l’insipido gusto di un copia/incolla che almeno da qualche decennio caratterizza la storia del nostro paese. Accuse reciproche, interviste ai “protagonisti”, difese accorate delle proprie ragioni e – immancabili – le tradizionali analisi che annunciano una nuova fase costituente di mobilitazioni capaci di animare il conflitto sociale del nostro paese. Ricordate bene questo verbo, ci torneremo poi. Leggi il seguito di questo post »