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Posts Tagged ‘municipalismo’

Trento in Comune (?)

In Ponti di vista on giugno 20, 2018 at 8:24 am

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[Scarica in formato .pdf – 30 pagine., ca. 40 min. il tempo di lettura]

Per cominciare e per capirsi. Il mio augurio è che questo testo sia in grado di far “perdere” un po’ di tempo a un numero sufficiente di persone, il più possibile diverse una dall’altra. Di tempo ne dovremmo, e dovremo, dedicare molto al tentativo di riqualificare la politica e per ridarle un senso. Un impegno dedicato allo stesso tempo ai linguaggi e alle pratiche, alle relazioni e all’elaborazione di pensiero, alla frequentazione del territorio e alla costruzione di nuove utopie collettive su scale più ampie.

E’ un testo – una sorta di instant book – frutto di diverse conversazioni e di fortunati incontri. Di un lungo periodo – almeno gli ultimi sei anni – di osservazione e sedimentazione di riflessioni, certamente parziali ma utili. Anni passati ai margini della politica praticata all’interno dei contenitori tradizionali (partiti, comitati, movimenti, associazioni), senza però mai perderla di vista e riconoscendone sempre la centralità che sta tutta dentro l’ambizione – troppo spesso dimenticata – di trasformare una situazione data in una situazione desiderata.

Queste pagine rappresentano la necessità di mettere a terra un certo numero di pensieri, sistematizzandoli quando questo è possibile, lasciandoli in sospeso dove meritano una più approfondita trattazione. Sono uno sfogo. Una presa di parola. Una richiesta di attenzione. Vogliono essere messe a disposizione di una platea più ampia che io immagino interessata – almeno quanto me – a capire se esista lo spazio, partendo dalla prossimità che si frequenta giorno dopo giorno, per immaginare un’attività politica in grado di tenere insieme formazione e approfondimento, coinvolgimento culturale e civico, attivismo e capacità di governo. Leggi il seguito di questo post »

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Occhiali giusti per nuovi scenari politici

In Ponti di vista, Uncategorized on luglio 7, 2017 at 10:43 am

elezioni_10511_mainOrmai più di due settimane fa provavo a mettere in fila qualche idea attorno al primo turno della elezioni amministrative. Questo il risultato di quella scrittura. Il tentativo era di viaggiare parallelamente al dibattito mainstream (in molte parti inservibile, per certi versi dannoso) e comporre un quadro utile a definire le caratteristiche di una possibile traccia di lavoro politico, condividendone poi il risultato con alcuni amici. A distanza di quindici giorni l’urgenza che percepivo allora si è fatta più pressante e con essa ha conquistato spazio la voglia di dare corpo a una riflessione collettiva che non assecondi lo status quo dell’analisi politica che va per la maggiore – prevalentemente dentro giornali, talk show e social network – ma tenti di farla deragliare dal binario morto sopra il quale sembra muoversi.

Si tratta di una ribellione dolce a un copione assai scontato e ripetitivo. Un esercizio oggi doveroso. A meno che, ho mille e più motivi per dubitarne, non appassionino i tre filoni prevalenti – tra cronaca e storytelling – di questi giorni. Uno. La ritrovata competitività del centro-destra – più o meno – a trazione leghista. Un remake di cui non si sentiva l’esigenza. Due. “La crescita lenta e inesorabile del M5s”, così come l’ha descritta Beppe Grillo e successivamente hanno religiosamente ripetuto tutti i di lui seguaci. Leggi il seguito di questo post »

Il ritorno dei sindaci, la centralità delle città

In Ponti di vista, Uncategorized on maggio 19, 2016 at 10:37 pm

Non sarà un pezzo che ricorderemo tra qualche decennio. Ma ho trovato simbolico ascoltare questo canzone – mentre visitavo Siracusa e Catania, ormai dieci giorni fa – proprio negli stessi momenti in cui immaginavo che potesse essere interessante scrivere questo breve pezzo.

Si è tanto parlato nell’ultima settimana dell’elezione del nuovo sindaco di Londra. Figlio di immigrati pachistani, origini umili, di religione musulmana, apertamente schierato a favore dei diritti della comunità gay e attivo nella difesa dei diritti civili. Una storia perfetta per riempire le pagine dei quotidiani e intasare le bacheche Facebook di mezza Europa. Dal punto di vista dello storytelling politico e culturale nulla di meglio da contrapporre all’ondata montante di movimenti (più o meno) apertamente razzisti e xenofobi che attraversa il continente. Se ci limitassimo però alla solo dimensione simbolica – pur non secondaria – rischieremmo di non comprendere in pieno il valore del risultato elettorale.

Sembra sfuggire ai più che Sadiq Kahn non è stato eletto perché musulmano, ma semplicemente – si fa per dire – perché é entrato a far parte a pieno titolo di una comunità,  riuscendo poi a diventarne il primo rappresentante. Non lo hanno votato i musulmani contro i cristiani (certo, adoriamo le semplificazioni) ma cittadini di ogni estrazione sociale che lo riconoscono come loro pari, hanno fiducia nel suo programma amministrativo e – chi più, chi meno – anche nel suo partito, quello laburista. Un milione abbondante di preferenze, con affluenza (scarsa) al 45%. Il tutto dentro un contesto, quello inglese, che pur pieno di contraddizioni ha certamente un’esperienza più avanzata della nostra per quanto riguarda la partecipazione alla vita politica di membri non autoctoni della comunità. Quelli che in Italia, pur rappresentando ormai oltre il 10% della popolazione, non vanno oltre qualche insufficiente apparizione nelle liste elettorali, perennemente a rischio di scadere nel folklore. Riconosciuti- ahinoi! – ancora come stranieri prima che cittadini, senza un apparente miglioramento nel dibattito pubblico rispetto a qualche anno fa. Leggi il seguito di questo post »