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Il futuro della Politica sta nel risalire la corrente…e imitare il salto di Fosbury

In Ponti di vista on novembre 13, 2018 at 10:27 am

dick-fosburyAnno 1968. Dick Fosbury vince la gara del salto in alto alle Olimpiadi di Città del Messico. Lo fa stupendo il mondo, modificando per sempre la tecnica di salto. Dalla transizione ventrale si passa a un movimento con l’asticella approcciata di schiena, dopo una rincorsa arrotondata invece che lineare. Un azzardo. Una rivoluzione della tecnica fino ad allora utilizzata.

Osservando il contesto politico e sociale – in Trentino e non solo – risulta evidente l’urgenza di ripercorrere metaforicamente la coraggiosa storia di Dick Fosbury. Un cambio di paradigma, tanto nei contenuti quanto nelle forme, con l’obiettivo di mettere in campo risorse e idee per la definizione di un un nuovo campo possibile per il confronto politico e per l’azione che ne dovrebbe conseguire.

Ma a chi si può rivolgere un ragionamento di questo tipo che ha le ambizioni, e allo stesso tempo tutti i limiti, di un appello? A chi si ritrova, spaesato e deluso, dentro gli angusti confini della fu coalizione di centro-sinistra autonomista? Non basterebbe. A tutti coloro che rivendicano orgogliosamente la differenza dai “barbari” che con una certa superficialità si teorizza abbiano occupato le istituzioni democratiche mettendone a repentaglio il normale funzionamento? L’identità e la nemicità sarebbero all’inizio due buoni collanti ma mostrerebbero (e mostrano già) i propri limiti. E allora a chi? A tutti – partendo dalla prossimità multiforme e non lineare della comunità – e a ciascuno, tentando di ridare corpo al ruolo della cittadinanza come infrastruttura minima dell’agire politico. 

Trovato, pur in maniera generica, l’uditorio che vorremmo raggiungere il passaggio successivo riguarda l’orizzonte da darsi. Con le elezioni del 21 ottobre in Trentino il non ancora che pensavamo ancora lontano dall’arrivare si è materializzato in forme – una certa idea di futuro e di mondo – che fatichiamo a riconoscere, che stressano le nostre certezze (che pure già scricchiolavano in precedenza), che cambiano radicalmente il contesto dentro il quale ci muoviamo. 

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“Cambio di paradigma”. Intervista a Mauro Magatti.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on marzo 16, 2018 at 11:17 am

People_Tubo

“Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come” (Nietzsche).

Possediamo ancora un “perché” tanto potente da indicarci la strada – magari tortuosa e piena di ostacoli – che ci porta a individuare un “come” condiviso, la forma pratica per far atterrare i sogni, per dare gambe agli ideali, per concretizzare le utopie?
Mauro Magatti – autore del libro “Cambio di paradigma” (ed. Feltrinelli, 2017) –  é a mio avviso uno degli osservatori più attenti e curiosi del tempo che stiamo vivendo. Lo é perché il suo sguardo sociologico ed economico sul mondo riesce a mescolare efficacemente l’offerta di una visione – lo sguardo lungo, la prospettiva, la cornice – alla quotidianità della vita, necessario ancoraggio alla realtà che permette di mettere alla prova le intuizioni teoriche.
Chi vogliamo essere? Quali sono gli obiettivi che intendiamo darci, come singoli esseri umani e come specie? Come intendiamo collaborare affinché possa farsi largo – tra tensioni e complessità, tra rancori ed egoismi – un’ipotesi diversa di presente e futuro?

“abbiamo bisogno di un’idea più relazionale della nostra individualità,” – scriveva in un recente editoriale uscito sul Corriere della Sera – “riconoscendo che la realtà non coincide con noi stessi, che c’è qualcosa d’altro oltre il nostro Io, che nessuno si salva da solo e che, per quanto potente, la tecnica da sola non basta.Insomma, oggi come ieri, un’idea di futuro passa per una nuova idea di libertà. È questa la posta in gioco della transizione in corso. In Italia come in Europa. O si riuscirà ad andare avanti, ricostruendo il nesso tra economia e democrazia, o si tornerà indietro. Le scorciatoie possono anche far vincere le elezioni. Ma spesso sono il modo per finire nel burrone.” Leggi il seguito di questo post »