trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Posts Tagged ‘parole’

Una scuola. Cercare insieme la meraviglia negli spiazzi.

In Ponti di vista on marzo 13, 2019 at 9:39 am

bolle

La scuola deve essere un po’ meglio della società che la circonda, se no che ci sta a fare?
– Franco Lorenzoni, I bambini ci guardano – Sellerio –

Una scuola migliore del mondo che la contiene non per una posa giudicante ma come tendenza vitale al miglioramento del mondo stesso, che oggi scricchiola. Esigenza di ricerca e confronto sul come siamo diventati – come società di cui ognuno di noi fa parte – e sul come potremmo essere. Più attenti ed empatici. Più consapevoli e curiosi. Più cooperativi. Certamente meno soli.

Si tratta di un’idea semplice. Piccola. Poco rumorosa. Un seme. Un innesco. All’apparenza utopica ma in realtà molto concreta. Quanto lo può essere una via diventata spiazzo lastricata con meticolosa precisione e nemmeno un pizzico di fantasia con un’infinità di quadratissimi sampietrini. Quanto lo dovranno essere i corpi che la sapranno riempire. Incontrandosi e riconoscendosi. Parlando e ascoltando. Immaginando e progettando.

Una scuola di comunità – pensata con la comunità – impegnata a definire il programma delle attività, la cadenza degli incontri (una volta al mese? sempre di sabato mattina?) e ulteriori spiazzi da occupare oltre a quello da cui si parte, in via San Martino. Una scuola di Politica, prendendo le mosse dal contesto cittadino dove Politica deve riscoprirsi compagna quotidiana nelle relazioni tra uomini e donne che interpretano il proprio ruolo di cittadini. Leggi il seguito di questo post »

Sabotage

In Ponti di vista, Supposte morali on ottobre 19, 2015 at 11:26 PM

Sabotare – come dice Erri De Luca – sarà pure parola democratica, ma è anche un termine scivoloso. La sentenza di assoluzione piena dall’accusa di incitare al sabotaggio della Tav certifica l’assurdità di portare in tribunale qualcuno per le idee che esprime ma non ci aiuta a descrivere politicamente i confini della libertà di espressione, confini che quotidianamente spostiamo a nostro piacimento in nome di un nostro presunto e autoassegnato primato culturale o anche solo per l’umana convinzione (che fatichiamo a mettere in dubbio) di essere sempre schierati dalla parte del giusto. Come ci comporteremo domani nei confronti di chi cercherà – con le sue parole e le sue azioni, magari anche plateali – di sabotare la convivenza civile nelle nostre città? Come ci interfacceremo con chi – pur convinto, chissà come, della propria buona fede – esprimerà parole di odio al fine di sabotare i percorsi di libertà che migliaia di persone intraprendono da un capo all’altro del mondo in cerca di un miglior posto dove vivere? Che diremo di chi – esprimendo il proprio, non condivisibile, punto di vista – tenterà di sabotare la strada obbligata per il raggiungimento di una maggiore uguaglianza o per il riconoscimento dei diritti civili? Saremo così rigorosi culturalmente e onesti intellettualmente non tanto da rispettare, ma almeno da riconoscere e affrontare nel merito la diversa opinione dalla nostra in nome di un ritrovato piacere per il confronto dialettico e dentro una sana e ruvida elaborazione dei conflitti? Oppure sceglieremo la strada più facile, quella del doppio peso e della doppia misura. Che chiede da un lato di lasciare libero il pensiero laddove lo condivide per intero pretendendo al contrario di essere giudice – ovviamente senza appello – per la concessione o la negazione della cittadinanza al pensiero che ritenga invece altro da se. Sabotare è parola che non mi convince del tutto. Leggi il seguito di questo post »

Lo strizzaparole

In Ponti di vista on marzo 31, 2013 at 7:16 PM

Parole-polaApplauso (s.m.) – L’eco di un luogo comune.*

Lo ammetto, sono ossessionato dalle parole. Negli ultimi mesi ci sono alcuni fatti che mi confermano questa mia innoqua quanto ingombrante malattia. Nell’ordine. Da un po’ di tempo collaboro con una certa frequenza con il sito Politica Responsabile, un’esperienza intelligente di costruzione di pensiero politico. In rapida successione ho letto tre libri che hanno alla loro base lo studio del vocabolario. Economia a colori di Andrea Segrè (2012, Einaudi, 10 euro), ABC della cronaca politica di Carlo Galli (2012, il Mulino, 12 euro) e Tempi strani di Ilvo Diamanti (2012, Feltrinelli, 14 euro). In ultimo la settimana scorsa ho avuto l’occasione di partecipare alla presentazione di un bel romanzo, La lingua di Ana (2012, Infinito, 14 euro), e di chiacchierare un po’ con l’autrice Elvira Mujčić.

Strano che in un momento così critico per la parola ci siamo trovati a discuterne con tanta passione. Siamo partiti dai dati riportati da Tullio De Mauro che certificavano lo stato grave della conoscenza e della comprensione delle lingue da parte della popolazione italiana. Siamo arrivati a chiederci il perché il significato delle parole che usiamo, anche comuni,  sia oggi così difficile da condividere. Leggi il seguito di questo post »