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Posts Tagged ‘partecipazione’

Non esistono scorciatoie al cambiamento…

In Ponti di vista on febbraio 22, 2017 at 9:47 am

Più di tre anni fa Change.org pubblicava questo breve video. Un format e uno stile perfetti per condividere il crescente successo della piattaforma. Qui un secondo breve materiale promozionale, altrettanto utile a capire i contorni dell’iniziativa. Oggi nel loro sito, alla pagina Impatto, si possono trovare una serie di numeri utili a comprendere i contorni del fenomeno, almeno da un punto di vista quantitativo. 180.759.516 persone attive (quanto? come? perché?) nel mondo. 20.699 campagne vittoriose. Non riesco in alcuna maniera ad accedere a dati statistici più elaborati di questi che, a voler essere sinceri, dicono qualcosa ma non chiariscono del tutto la qualità e l’efficacia dei processi di aggregazione, pressione collettiva e – in conclusione – capacità trasformativa di questa come di altre piattaforme. Ma non è questo, o almeno non solo, il tema che voglio affrontare. In molti si sono espressi sull’effetto prodotto dal web nelle dinamiche sociali e politiche. Positivo? Negativo? Rivoluzionario? Risibile? Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 19.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 14, 2016 at 10:03 pm

typewriter-1245894_1920Si affastellano le cose da leggere perché – per fortuna – molti pensano e scrivono. Poi alcuni scrivono davvero molto bene e non si può fare a meno di leggerli. Era indispensabile aggiungere qualche info sul tema del referendum costituzionale (se possibile utile non solo alla scelta di voto ma anche per comprendere il contesto nel quale il voto si inserisce), proseguire nei miei filoni d’interesse legato all’economia della condivisione, mischiare città e montagna nell’analisi dei fenomeni che le stanno trasformando. Sullo sfondo – anche a partire dal recente incontro organizzato da Rena dal titolo “Le comunità del cambiamento” – l’idea forte che dall’enunciazione della lista infinita delle politiche virtuose si debba passare a un ruolo maggiormente attivo dentro la politica che si ha la legittima ambizione di voler rendere migliore.

Referendum

Gianni Giovannelli | La questione referendum | Effimera.org
Uno sguardo – di movimento – rivolto al referendum costituzionale, dentro una stagione che trova nei referendum strumenti potentissimi (e contraddittori) di trasformazione dell’esistente. Un ragionamento articolato che non slega la questione referendaria dalla situazione sociale ed economica in Italia e Europa. Leggi il seguito di questo post »

Tutta mia la città, seconda edizione

In Ponti di vista on settembre 19, 2015 at 1:52 pm

ImmaginandoMi fa piacere riprendere il discorso sulla via che abito e sul Festival “Tutta mia la città”.

Circa un anno fa la prima edizione di “Tutta mia la città”, festival sperimentale che cercava di riempire gli spazi comuni di via del Suffragio a Trento trasformandoli in luoghi vissuti e riconosciuti come ricchezza dell’intera comunità. Concerti, performance, presentazioni, degustazioni, letture…tutto dentro la cornice di una ritrovata voglia di condividere la città e restituirle vivibilità attraverso iniziative culturali rivolte a tutti i cittadini. Come per tutte le prime volte agli aspetti positivi e alle scommesse vinte si affiancano i limiti e le difficoltà, ma il solo fatto di averci provato è stato un risultato che all’inizio di quell’avventura non era per nulla scontato.

I progetti di valore sono certificati però solo dalla capacità di dare continuità alle proprie iniziative e – soprattutto – di diventare patrimonio comune di un territorio (in questo caso via Suffragio e il centro storico cittadino) e delle persone che lo abitano (tutte, senza limiti di età, provenienza e background culturale).
Nelle scorse settimane sono arrivate sollecitazioni da due realtà (Associazione Culturale “Art4ca$h” e Associazione di condivisione poetica “Universi, Poesia Libera e Sperimentale”) per utilizzare i portici della via e ci è sembrato naturale far sì che la loro richieste potessero trovare risposta positiva. Per questo dal 24 al 26 settembre 2015 via Suffragio sarà “Immaginando…Tutta mia la città”.

Non la seconda edizione del festival, ma un passaggio necessario per arrivarci in maniera ancora più condivisa e partecipata.

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FuturaTrento, la piattaforma delle idee per migliorare la città

In Ponti di vista on settembre 16, 2015 at 10:33 pm

urban-438393_1280Smart city, sharing economy, open data, beni comuni, partecipazione, cittadinanza attiva, sussidiarietà, innovazione sociale. Parole che sono entrate a pieno titolo nel dibattito quotidiano (soprattutto per la parte di popolazione più giovane) e riempiono sempre più spesso – chissà con quanta consapevolezza… – anche i programmi elettorali. C’è una rivoluzione in corso, o almeno ci sono le premesse perché questa si verifichi e migliori sensibilmente diversi ambiti delle nostre vite.

Usiamo ancora la forma ipotetica. Potrebbero nascere forme di governance più orizzontali, partecipate e trasparenti. Potrebbero (ri)nascere esperienze diffuse di mutualismo, collaborazione, solidarietà. Potrebbero generarsi interessanti opportunità imprenditoriali, ad alto contenuto innovativo e dalle grandi ricadute sociali. Potremmo trovare, insieme, gli strumenti adatti a rendere le città che abitiamo migliori e più accoglienti. Potremmo anche accorgerci che – sarebbe una grande sorpresa, visto il contesto – il prevalere delle forme collaborative sull’individualismo può renderci davvero più felici. Potremmo renderci conto che – e sarebbe anche questa una piacevole novità – una nostra piccola idea può trovare l’aiuto di altri per avere realizzazione. Potremmo riscoprire addirittura il piacere di essere cittadini.

Volere è potere, o quasi. FuturaTrento è una piattaforma web che mette a disposizione dei cittadini e delle cittadine di Trento (con particolare attenzione verso i giovani dai 16 ai 29 anni) un luogo di informazione, incontro, dibattito e organizzazione per proporre idee utili alla valorizzazione degli spazi urbani e per assumersi la responsabilità di gestire i beni comuni della città. FuturaTrento si avvale del Regolamento dei Beni Comuni promosso da Labsus. Scaricatelo, vale la pena leggerlo e capire in che direzione si muove.

Non abbiamo scuse. Proviamola (è ancora in versione Beta, a disposizione per le nostre osservazioni, necessarie per migliorarne le funzionalità), riempiamola di idee e di commenti. Sentiamoci liberi di proporre le nostre idee, di partecipare ai progetti che altri pubblicheranno, di accettare le sfide che l’Amministrazione Comunale sottoporrà alla comunità e di sfidarla a nostra volta su ipotesi ambiziose e innovative.
Segnatevi l’indirizzo, sarà attivo tra poche ore: www.futuratrento.it

FuturaTrento siamo tutti noi, se lo vogliamo.

f.

La partecipazione, tra il fare e il pensare

In Ponti di vista on agosto 23, 2015 at 10:00 pm

graffiti-569265_1280Milano, 1 maggio 2015. Durante un corteo contro l’inaugurazione di Expo gruppi di manifestanti danno alle fiamme alcune auto, distruggono vetrine e con bombolette spray tracciano scritte sui palazzi del centro città. Il giorno dopo migliaia di milanesi scendono in piazza – Sindaco Pisapia in testa – uniti dietro lo slogan “non toccate Milano”. Nelle stesse settimane è virale un video che ritrae un gruppo di cittadini, armati di tuta bianca e pennello, intenti a trasformare in tinta unita i variopinti colori di un murales nell’hinterland milanese. Peccato l’opera fosse stata realizzata – proprio per riqualificare il parco urbano – da un noto artista, addirittura con il benestare dell’amministrazione e dei residenti della zona. Corto circuito, totale.

Il tema della partecipazione e della presa in carico da parte dei cittadini di quelli che vengono catalogati come “beni comuni” è oggi al centro di una positiva e crescente attenzione. Grazie certamente a chi ha investito tempo e energie nello studio del fenomeno (primo tra tutti in Italia il professor Gregorio Arena, con il fruttuoso lavoro di Labsus), a chi “su strada” ha sperimentato – non senza ostacoli e frustrazione – la riappropriazione del concetto di sussidiarietà nel suo significato più autentico e vitale. Non vanno sottovalutati poi l’incidenza delle nuove tecnologie (la diffusione capillare dei social network, lo sviluppo di piattaforme ad hoc, l’utilizzo crescente degli open data e di servizi di geolocalizzazioni sempre più precisi, ecc.) e della spending review, che impone alle amministrazioni locali una gestione diversa delle risorse, facendole guardare con interesse all’intervento volontario e gratuito delle comunità nella cura del patrimonio pubblico, oggi a rischio degrado. Eppure non è tutto qui.

Deve essere chiaro che non va alimentata l’apologia del “fare” fine a se stesso, facendo riferimento a una sorta di operosità 2.0 che dovrebbe emergere – salvifica – dai quartieri. Certo c’è l’aiuola da ripulire e la staccionata da aggiustare, ma non solo. C’è un rinnovato modo di intendere l’utilizzo dello spazio pubblico. Leggi il seguito di questo post »

#FuturaTrentoè…una storia che ha bisogno di un buon primo capitolo

In Ponti di vista on luglio 1, 2015 at 2:10 pm

FT bene comune positivoQuesta è la traccia dell’intervento che ho tenuto per la presentazione del progetto FuturaTrento.

C’era un volta… Le favole iniziano sempre così. E’ una consuetudine comunemente rispettata. In questo caso specifico non ci riferiamo ad una favola in senso stretto, anche se – a voler essere ottimisti – si potrebbe pensare di renderla tale, almeno pro futuro. Partiamo dall’origine allora…

Il progetto FuturaTrento nasce da un fortunato incastro di circostanze.

La più generale è collegata strettamente ad una mutazione di contesto che sta segnando il mondo intero, e di conseguenza anche l’Italia. Tutto ciò che raggruppiamo sotto i termine smart city e sharing economy è oggi il paradigma culturale, sociale e economico più efficace e anche, non dobbiamo nascondercelo, più accattivante e di moda per poter immaginare un cambiamento in termini migliorativi delle città che abitiamo, dei nostri stili di vita e addirittura dell’infrastruttura democratica nel suo complesso. L’emersione e l’espansione di un approccio diverso al vivere urbano ha convinto Anci a dedicare un bando (Meet Young Cities) per l’attivazione di buone pratiche sui territori. Il Comune di Trento ha saputo interpretare al meglio le richieste in esso contentute accedendo quindi al finanziamento del proprio progetto intitolato “I giovani si prendono cura degli spazi urbani. Il bello ci salverà.”.

Restringendo il campo anche quella che quotidianamente sentiamo chiamare spending review ha avuto un impatto non secondario nello stimolare uno sguardo nuovo (sia da parte delle istituzioni che dei cittadini) nei confronti della gestione dei beni comuni, siano essi pubblici o privati, materiali o immateriali, in stato di abbandono o di recente costruzione. Sarebbe strano Trento fosse rimasta estranea a questa necessità di migliore la gestione delle risorse a disposizione della macchina pubblica. Leggi il seguito di questo post »

Oltre il finale di partito…

In Ponti di vista on febbraio 11, 2014 at 6:45 am

tumblr_lrre9lSMRq1qe04f4o1_500Fa sempre piacere dialogare con Marco Revelli, così come ho potuto fare attorno al suo ultimo libro “Finale di partito”. E’ ancora più interessante se lo si può fare all’interno di un incontro che ragiona sul come la comunità (quella trentina nello specifico, ma vale per tutte) debba attrezzarsi per uscire dalle secche in cui sembra essersi arenata. Questo l’obiettivo – giustamente ambizioso – che si propone la scuola di formazione immaginata dalle Acli trentine che coinvolge una ventina di persone provenienti da ogni angolo del territorio.
“Finale di partito” è stato solo il pretesto per una lunga chiacchierata che ha toccato alcuni temi dell’attualità politica. La sfiducia nei confronti dei partiti, certo, ma più in generale la sensazione di una crisi generalizzata di tutte quelle realtà che dovrebbe essere capaci di “trasformare l’io in noi”, e che oggi arrancano. Leggi il seguito di questo post »

Progetti e processi

In Ponti di vista on gennaio 21, 2014 at 8:10 am

tumblr_lexb2r2t8d1qaouuqo1_1280“L’architettura della partecipazione” è il titolo di un libricino, ripubblicato di recente, che raccoglie un importante intervento dell’architetto Giancarlo De Carlo, datato 1969. In queste pagine – che lette oggi sanno di profezia inascoltata – viene descritto un approccio incredibilmente moderno al ruolo dell’architettura (e dell’urbanistica) in relazione alla vita e alla trasformazione delle città. Non solo. Se non lo si ritiene esclusivamente un testo per addetti ai lavori, ci si accorge che le parole che De Carlo usa per dipingere la figura del progettista dovrebbero essere quelle che caratterizzano l’azione della politica, in ogni campo. Leggi il seguito di questo post »

Il mio spazio è il tuo spazio [un auspicio…]

In Ponti di vista on ottobre 3, 2012 at 8:47 pm

Giovedì 20 settembre, ore 00.00 – Più di un centinaio di persone, in via Suffragio a Trento, partecipano ad una festa all’esterno di un bar. Non c’è musica, solo tante birrette in bicchieri di plastica. Tanto rumore. La cosa va avanti a lungo, fino alla chiusura del locale, attorno alle 2.00. La cosa si ripete la sera dopo; un numero maggiore di persone che se ne vanno però verso le 23.30. Ora, qui non c’è da decidere quale diritto debba prevalere (quello a dormire – o magari studiare – piuttosto che quello al divertirsi) ma capire in che punto si può trovare un equilibrio che faccia vivere a tutti meglio la città. Aiuterebbe un po’ di buon senso e qualche scelta intelligente sul come immaginare e condividere lo stare nelle vie e nelle piazze; anche se le idee a tal proposito sono le più disparate e spesso contrapposte e all’apparenza inconciliabili. Il dialogo – se mai c’è stato davvero – è difficile e incancrenito da anni.

Nei giorni scorsi una delle ragazze che a breve gestirà il Cafè de la Paix (uno spazio in Vicolo Teatro Osele, in pieno centro a Trento) mi ha parlato di un progetto dal titolo “Il mio spazio è il tuo spazio”, che punta a condividere la gestione del contesto urbano, o almeno ad una migliore convivenza al suo interno. Serve trovare un compromesso tra esigenze diverse? Ne sono certo, ma temo che non saranno regolamenti (più o meno ben scritti) a dare il via ad un nuovo modo di confrontarsi, nè sarà una regola sui decibel o sul numero di musicisti a permettere una migliore gestione degli spazi comuni di un quartiere. Solo scegliendo di vivere il proprio spazio con gli altri – discutendone regole, condividendone iniziative valutandone le possibilità e i limiti, accettando il confronto anche se difficile (a volte apparentemente impossibile) – si può pensare di dare una nuova impronta alla vita culturale e sociale dei centri storici delle città, compreso a quello di Trento. Leggi il seguito di questo post »