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Posts Tagged ‘partiti’

Europa e territori. Della necessità di politiche a geografie variabili.

In Ponti di vista, Uncategorized on maggio 1, 2017 at 8:48 pm

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Il Partito Democratico riesce spesso nell’impresa di sfiorare una cosa e di renderla immediatamente inservibile, impossibile da recuperare all’uso. Non sfuggono a questa triste sorte neppure quelle idee, poche per la verità, che potrebbero rivelarsi interessanti, generative. Ne è testimonianza evidente l’iniziativa – intitolata #tuttoblUE – realizzata a Milano nella giornata del 25 aprile scorso con l’obiettivo di orientare l’attenzione (propria e non solo, sperabilmente) nei confronti delle difficili condizioni in cui versano l’Europa, le sue istituzioni e la sua proiezione nel futuro. Il kit completo offerto ai militanti (maglia, k-way e cartello personalizzabile) al prezzo di 6 euro che strizzava l’occhio – o stringeva proprio la mano – al marketing politico spinto, la grave disattenzione nel “confondere” Liberazione con libertà, il vuoto spinto rispetto a una necessaria proposta di democratizzazione (così la definisce Thomas Piketty in una recente riflessione, edita da La nave di Teseo) dell’Unione Europea sono riusciti a mettere in secondo piano l’interessante intuizione – lo dico senza ironia – di integrare la memoria – cosa buona e giusta – con la capacità di definire nuovi riferimenti costituenti nella costruzione di un senso comune, valoriale e pratico, preferibilmente su scala sovranazionale. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 29.

In Ponti di vista on aprile 25, 2017 at 9:34 pm

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Christian Raimo | Provare a capirci qualcosa sulla sinistra e dintorni in Italia a partire dai programmi | Minimaetmoralia 
Non era mia intenzione – lo ammetto – passare del tempo a spulciare tra i vari documenti delle sinistre (sinistrate) italiana, ma Christian Raimo lo ha fatto per me. Cosa ne esce? Qualche spunto qua e là, molta superficialità nell’affrontare temi che non lo permettono, la mancanza – vorrei discuterne, perché ammetto di non aver la soluzione a portata di mano – di un immaginario forte che tenga insieme una prospettiva credibile di futuro.

Simone Casalini | La nausea del presente | Corriere del Trentino 
E’ bello avere amici dall’animo ricco e dalla penna sottile. “Senza voler procedere per analogie — la Storia, nelle sue somiglianze, produce spartiti sempre diversi — la nausea avanza e s’insinua anche nel nostro tempo. Si alimenta nel graduale processo di disgregazione dell’Europa (di cui la Brexit è un monito volgare), nelle meste ritualità delle democrazie occidentali, nella perdurante crisi economica, nella modestia delle élite e nello sfacelo cognitivo e culturale su temi come l’immigrazione. La tela del presente è punteggiata anche di alternative possibili che tuttavia quasi mai producono massa critica. Quasi mai prefigurano il futuro. Anche in Trentino la nausea s’infila nelle fondamenta dell’Autonomia che tutti riconoscono vivere un periodo di oscuramento. La difficoltà di rinnovare i codici dell’autogoverno e le patologie di alcuni cardini del sistema uniti al problema di avere tutti i significanti sociali in asse (istituzioni, élite, popolo, valori) sostentano lo spaesamento, la deriva. Come Roquentin, di fronte alla tesi di dottorato, avanziamo e indietreggiamo spersi nell’ordinaria amministrazione.”
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Breve ricordo di Rodolfo Belenzani dentro uno sguardo sulla città

In Ponti di vista on ottobre 12, 2016 at 8:37 am

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É da tempo che immaginavo di scrivere un articolo che prendesse spunto dalla storia di Rodolfo Belenzani. L’occasione propizia é quella del decimo compleanno del Centro Sociale Bruno. Questo mio breve testo vale da augurio a distanza – così come da distante osservo un’esperienza politica che per un lungo periodo è stata quella nella quale mi sono riconosciuto – e da contributo alla discussione, oggi assolutamente necessaria per la città di Trento.

Partire da Rodolfo Belenzani significa ricordare la figura di un ribelle, impegnato a più riprese agli inizi del ‘400 nelle rivolte del popolo trentino nei confronti del potere del principato vescovile. Un masaniello alpino al quale é persino dedicata una via cittadina. E non si tratta di una collocazione toponomastica qualunque, perché  a lui è intitolata la via principale del centro città, quella che unisce i luoghi del potere religioso – contro il quale sei secoli fa Belenzani si scagliò, fino alla morte sul campo di battaglia – e politico, rappresentato dai palazzi del consiglio comunale e degli uffici di rappresentanza del sindaco. É proprio in quel tratto di strada che va dalla chiesa di San Francesco Saverio a piazza Duomo che si può ritrovare il contatto tra la memoria delle gesta di Belenzani e le vicende recenti dei movimenti sociali trentini. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 7.

In Ponti di vista, Uncategorized on dicembre 30, 2015 at 8:45 am

sandy-831605_1920Appunti di fine anno. Letti di fretta – perché gli asili sono chiusi, la parentesi natalizia faticosa e troppi i chilometri al volante – ma condivisi perché interessanti spunti di riflessione su alcuni temi che ritengo importanti. Questa volta provo a raggrupparli sotto dei titoli che ne rappresentino un’ideale cornice.

*Spagna, territori e Europa.
Il voto in Spagna – al netto di tutte le analisi sui vincitori e gli sconfitti, che qui comunque troverete – non ci dice solo che è venuto meno il bipartitismo iberico, ma che (dopo i casi di Grecia, Francia e in parte Italia) il voto su scala nazionale soffre di grande volatilità. Sono in crisi i partiti tradizionali – non da oggi -, ne traggono vantaggio movimenti o forme di rappresentanze spurie che per semplicità (e pigrizia intellettuale) continuano a venir definite “antipolitiche”. E’ se il vero problema fosse la forma Stato e la sua fragilità dentro un contesto dove assumono grande centralità le comunità territoriali e le realtà sovranazionali?

Laura Cervi | Il caso catalano e la crisi politica in Europa | Eutopia

Steven Forti | Una nuova tappa per la Spagna | Micromega

*Politica e cambi di paradigma.
La politica non piace, anzi viene generalmente considerata nociva. Della sua debolezza si discute da tempo eppure – zoppicando – si trascina inseguendo le emergenze e faticando terribilmente a cambiare passo. Non sono sufficienti piccoli aggiustamenti, serve una radicale mutazione delle forme organizzative, dei tempi e dei linguaggi oltre al rifiuto del paradigma economico e culturale che ci ha accompagnato negli ultimi decenni. Un esempio concreto? Una rivoluzione ecologica – a rischio di apparire conservatori – che metta al centro del dibattito politico la definizione dei limiti della crescita, fino ad oggi non presi nemmeno in considerazione.

Remo Bodei | Democrazia. Una politica di contenuti

Marco Belpoliti | Accellerare per competere | DoppioZero Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 6.

In Ponti di vista on dicembre 13, 2015 at 1:20 am

floriana barbuGiuseppe De Rita | Partiti e sindacati si sono disintegrati e allora si esaltano gli individualismi | Giornale di Sicilia

Qualche tatuaggio lo ho pure io. Se ne vedono tantissimi in giro. De Rita dice che l’aumento esponenziale dei tatuatori è il segnale del venire meno della dimensione collettiva della nostra società, tutta ripiegata sul personale. Certo è che i corpi intermedi non stanno bene e questo influisce sulla qualità generale del contesto politico, sociale e culturale. Da dove ripartire?

Romano ProdiRiformare partiti e sindacati, per costruire la classe dirigente di domani | Prefazione di “Corpi intermedi”, ed.Ancora
Non è solo un problema di classe dirigente, ma di ridefinizione delle coordinate dell’agire politico. Un’azione che richiede tempo e pazienza, e soprattutto inizialmente la voglia di condividere momenti e spazi che diventino davvero comuni. Serve riconoscere e ridare forma al km0 delle relazioni, oggi completamente abbandonato.

Vincenzo Emanuele, Nicola Maggini | Il partito della nazione? Esiste e si chiama M5S | Cise
Il titolo è un po’ forzato, l’analisi dei dati però accurata. Il M5S è partito trasversale, capace di raccogliere dentro di se di tutto. Ha tratti identitari molto generali (alcuni li definirebbero populisti, in un’accezione negativa che non amo) che ne fanno oggi punto di approdo per molteplici sensibilità. In comune questi “diversi” hanno un bagaglio di sentimenti rancorosi, per certi versi vendicativi. La nazione – è un fatto – ne è oggi produttrice instancabile. Leggi il seguito di questo post »

Politica impazzita…

In Ponti di vista on giugno 21, 2015 at 10:41 pm

foto (2)Qualche giorno fa, nel bel mezzo dell’ultima – lunga – tornata elettorale ho scritto un pezzo tutto incentrato sulla necessità di trovare nuovi indicatori per leggere gli scenari politici rispetto a quelli esclusivamente connessi al risultato delle urne. Se possibile il ballottaggio conclusosi nel week end scorso (con il “caso Venezia” in primo piano) non fa che amplificare l’urgenza di questa operazione. Da questo punto di vista un prezioso aiuto per dare slancio alla discussione ce lo offre Luca De Biase in un breve commento dal titolo “Ma se sono 50 anni che è colpa della politica cosa c’è di nuovo?”, che trovate qui. In particolare condivido questo passaggio:

Il rancore è diventato così risorsa politica. E l’alternanza dei risultati elettorali – che hanno per 25 anni penalizzato chi aveva vinto la volta prima – è diventata una sorta di regola. Prima che gli elettori cominciassero a disertare in massa le urne dimostrando così che ormai credono che la politica non sia rilevante per le loro vite. A parziale conferma che, alla fine, hanno deciso persino che la politica non merita tutta l’attenzione che le riservano i suoi critici e i suoi protagonisti, insieme ai media che la sopravvalutano.
Le colpe della politica sono tutte lì da vedere. Ma limitarsi a descriverle all’infinito non basta proprio più. E anzi finisce col dinsincentivare l’afflusso di bravi potenziali amministratori che potrebbero anche interessarsi alla politica e rinnovarla (se ne parlava nel post “butta la casta“).

Se conservavo qualche dubbio nel dar credito a un’interpretazione così netta, questi sono venuti meno all’apertura del n°1690 di Topolino, datato aprile 1988. Ne allego due pagine, per condividerne alcune vignette che potrebbero essere tranquillamente ripubblicate oggi senza essere percepite come datate. La politica ha condizioni minime di esercizio che oggi non sono purtroppo garantite. Leggi il seguito di questo post »

Un salto nel voto [*cit.]

In Ponti di vista on giugno 2, 2015 at 10:04 pm
rubikIlvo Diamanti ha anticipato – a margine del suo intervento al Festival dell’Economia, parlando della nuova edizione del “Saggio sulle classi sociali” di Paolo Sylos-Labini – alcune riflessioni riguardo al voto regionale dell’altroieri. Non lo ha fatto elencando vincitori e vinti (come molti si sono affrettati a fare in queste ore) ma descrivendo con grande puntualità il contesto dentro il quale le elezioni si sono svolte. Un contesto schizofrenico capace di rendere ogni tornata elettorale imprevedibile, socialmente e politicamente sfuggente a ogni schema interpretativo in nostro possesso. Per mettere ordine servono – mutuando le convinzioni sul ruolo degli economisti dello stesso Labini – interpreti curiosi, attenti e non ideologici della realtà, commentatori intellettualmente onesti per comprendere il portato esplosivo della situazione che stiamo vivendo in questi anni. Per questo mio articolo prendo in prestito il titolo del volume che Diamanti ha dedicato allo studio dei flussi elettorali delle “pazze” Politiche del 2013. Qui, più umilmente, trovate alcune riflessioni che mi andava di condividere.

Diffidate delle analisi post-voto, quindi anche di queste poche righe scritte di getto. Sono viziate da almeno due gravi errori interpretativi – la fretta e la voglia di semplificare – e disturbate dal rumore di fondo di un dibattito politico disordinato e infruttuoso. Il combinato disposto di queste tre cattive abitudini ha effetti fortemente distorsivi, non permettendo di fotografare in maniera fedele la realtà che ci circonda. Si può facilmente immaginare che a valutazioni fortemente superficiali, e spesso sbagliate, di ciò che è appena successo difficilmente seguiranno azioni capaci di determinare positivamente cosa dovrà succedere domani.

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Oltre il finale di partito…

In Ponti di vista on febbraio 11, 2014 at 6:45 am

tumblr_lrre9lSMRq1qe04f4o1_500Fa sempre piacere dialogare con Marco Revelli, così come ho potuto fare attorno al suo ultimo libro “Finale di partito”. E’ ancora più interessante se lo si può fare all’interno di un incontro che ragiona sul come la comunità (quella trentina nello specifico, ma vale per tutte) debba attrezzarsi per uscire dalle secche in cui sembra essersi arenata. Questo l’obiettivo – giustamente ambizioso – che si propone la scuola di formazione immaginata dalle Acli trentine che coinvolge una ventina di persone provenienti da ogni angolo del territorio.
“Finale di partito” è stato solo il pretesto per una lunga chiacchierata che ha toccato alcuni temi dell’attualità politica. La sfiducia nei confronti dei partiti, certo, ma più in generale la sensazione di una crisi generalizzata di tutte quelle realtà che dovrebbe essere capaci di “trasformare l’io in noi”, e che oggi arrancano. Leggi il seguito di questo post »

Finale di partito?

In Ponti di vista on gennaio 8, 2014 at 11:24 am

img_1192ldRisposta all’articolo di Simone Casalini, e pubblicato sul sito Politica Responsabile.

E’ passato un mese dalle primarie che hanno investito Matteo Renzi del compito di rivoltare (di “cambiare verso”, direbbe lui) il Partito Democratico. Tutto intorno, non che all’interno la situazione sembri migliore, le macerie di quelli che un tempo erano i partiti, a lungo strumento fondamentale della vita politica e democratica. Questo mio breve commento è necessariamente viziato da un paio di letture di questi giorni, il pamphlet “Fine di partito” di Marco Revelli (Einaudi, 10,00€) e un interessante articolo di Francesco Palermo pubblicato nei giorni scorsi anche su questo sito. Due visioni critiche nei confronti dell’attuale ruolo ricoperto dai partiti e che ragionano – in maniera diversa – sul cosa dovrebbero fare per invertire la parabola discendente di legittimità e rappresentatività che hanno imboccato, arrivando a metterne addirittura in dubbio – in “Fine di partito”- la riformabilità. Leggi il seguito di questo post »

E intanto il tempo se ne va…

In Ponti di vista on ottobre 20, 2013 at 7:10 am

matthew porterNei giorni scorsi – per curiosità e non con troppo coinvolgimento – sono stato per qualche minuto all’incontro di Matteo Renzi a Trento all’interno della campagna elettorale per le elezioni provinciali. Non sono rimasto a lungo, ma tutto mi ha dato il senso del già visto. L’attesa, la folla, l’acclamazione, l’accentramento dell’attenzione di tutti sull’uno, Renzi appunto.
Non sottovalutando la fondamentale importanza in politica del carisma del leader e del riconoscersi in lui è inevitabile riflettere sui rischi di una tale personalizzazione del consenso attorno a una figura di riferimento. Lo faccio partendo dal fatto di averlo votato sia al primo che al secondo turno delle primarie del centrosinistra, e quindi di non avere nei suoi confronti nessun pregiudizio di fondo.
Un anno e mezzo fa Matteo Renzi aveva l’opportunità di voltare pagina rispetto agli ultimi vent’anni di storia politica. Come sarebbero andate poi le cose non possiamo dirlo, non avendo la necessaria controprova. La stessa opportunità era nelle mani nel Partito Democratico e di tutti quei cittadini che potevano decidere nelle primarie il miglior candidato per quella sfida elettorale. Leggi il seguito di questo post »