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I luoghi idea(li) | appunti dall’incontro di Parma

In Ponti di vista on febbraio 4, 2016 at 7:34 am

NicolasGrenier5Solitamente quando non mi viene immediatamente voglia di scrivere di una cosa è perché la mia curiosità non è stata particolarmente sollecitata. E’ andata così anche per il report che mi ero impegnato a redigere dopo il seminario nazionale dei Luoghi Idea(li), svoltisi a Parma lo scorso 30 gennaio. Ho riguardato gli appunti – pochi, a essere sincero – e ho provato a ripensare al paio d’ore di dibattito a cui ho assistito e la sensazione che ne traggo è quella di una certa delusione, che ora provo a descrivere brevemente. Delusione che – lo voglio specificare – prende le mosse dalle altissime aspettative che ripongo nell’esperienza proposta da Fabrizio Barca e dal suo gruppo di lavoro.

Sono condivisibili i punti di partenza dell’analisi, che qui sintetizzo ponendo allo stesso tempo anche alcuni appunti critici.

1) Si partiva (e non si è ancora usciti da quella fase) da una situazione che è stata definita di “catastrofe”. In particolare il riferimento è alla crisi del Partito Democratico, ma a ben vedere è l’intero sistema politico, partitico e istituzionale a non attraversare un momento di buona salute.

2) Non si può negare l’entrata in crisi del sistema capitalistico per come lo abbiamo conosciuto. La crisi quindi non è un fenomeno transitorio, ma di sistema. Detto questo se tutto si limitasse alla condanna dell’ultimo ventennio (quello della “catastrofe”, per semplificare) confermeremmo di non aver compreso davvero la portata della trasformazione ormai avvenuta e delle contromisure necessarie per non venirne sopraffatti.

3) Gli scenari oggi non subiscono variazioni progressive. Se disegnati su un grafico potremmo vedere fasi orizzontali di accumulazione di “energia per il cambiamento” (come sta avvenendo in questo momento) e successive esplosioni verticali di trasformazione. Quando la prossima? Determinata da cosa? Leggi il seguito di questo post »

Punto e a capo?

In Ponti di vista, Supposte morali on luglio 26, 2015 at 9:54 pm

trees-691987_1280Aggiungere qualcosa sull’affair Borgonovo Re è difficile e forse inutile. Si è detto molto sulla volontà di chiudere alcuni punti nascita periferici, ipotesi sulla quale dopo la venuta al mondo della mia seconda figlia (con parto in casa) non ho un’opinione completamente definita. Non sono mancate le prese di posizione sul metodo di lavoro (mi sembra di capire poco collegiale e viziato da qualche limite di dialogo/ascolto) dell’Assessora in questione. Visti gli schizofrenici ultimi due giorni vissuti dalla maggioranza di centro-sinistra, la lista di chi può offrire lezioni di stile sembra scarsamente presidiata. Chi la accusa. Chi la difende. Chi la usa. Chi già la rimpiange. Chi la giudica. Chi ne ha chiesto la sostituzione e chi non ha aspettato un secondo per prenderne il posto. Ognuno interpreta il proprio ruolo, sempre e comunque fortemente autoreferenziale e quasi mai intellettualmente onesto. Si sbaglia chi riduce tutto ad una trappola tesa ad un’Assessora scomoda e non troppo avvezza alla comunicazione 2.0. Siamo di fronte a una crisi di sistema, e come tale faremmo bene ad affrontarla. L’unica certezza, da qualunque lato si guardi la faccenda, è che in Trentino regna la confusione più totale e la politica scivola inesorabilmente su di un piano inclinato apparentemente senza fine. Un coacervo di personalismi sfrenati e assenza di senso del bene comune. Una costante navigazione a vista in un mare dalle acque perennemente agitate..
In politica – è bene ricordarlo – non sono le scelte dolorose e impopolari a dover spaventare. Quindi neppure quella che imponga il sacrificio di un’Assessora da 10.000 preferenze singole abbondanti se questa avviene in nome di un miglior equilibrio e di una rafforzata capacità di coesione all’interno dell’azione di governo. Nulla di tutto ciò si prospetta però all’orizzonte e quindi è del tutto normale che i commenti più ricorrenti che provengono dai cittadini (oltre che alcuni dall’interno dei partiti e delle istituzioni) siano apertamente critici rispetto alla decisione presa. Leggi il seguito di questo post »

Politica impazzita…

In Ponti di vista on giugno 21, 2015 at 10:41 pm

foto (2)Qualche giorno fa, nel bel mezzo dell’ultima – lunga – tornata elettorale ho scritto un pezzo tutto incentrato sulla necessità di trovare nuovi indicatori per leggere gli scenari politici rispetto a quelli esclusivamente connessi al risultato delle urne. Se possibile il ballottaggio conclusosi nel week end scorso (con il “caso Venezia” in primo piano) non fa che amplificare l’urgenza di questa operazione. Da questo punto di vista un prezioso aiuto per dare slancio alla discussione ce lo offre Luca De Biase in un breve commento dal titolo “Ma se sono 50 anni che è colpa della politica cosa c’è di nuovo?”, che trovate qui. In particolare condivido questo passaggio:

Il rancore è diventato così risorsa politica. E l’alternanza dei risultati elettorali – che hanno per 25 anni penalizzato chi aveva vinto la volta prima – è diventata una sorta di regola. Prima che gli elettori cominciassero a disertare in massa le urne dimostrando così che ormai credono che la politica non sia rilevante per le loro vite. A parziale conferma che, alla fine, hanno deciso persino che la politica non merita tutta l’attenzione che le riservano i suoi critici e i suoi protagonisti, insieme ai media che la sopravvalutano.
Le colpe della politica sono tutte lì da vedere. Ma limitarsi a descriverle all’infinito non basta proprio più. E anzi finisce col dinsincentivare l’afflusso di bravi potenziali amministratori che potrebbero anche interessarsi alla politica e rinnovarla (se ne parlava nel post “butta la casta“).

Se conservavo qualche dubbio nel dar credito a un’interpretazione così netta, questi sono venuti meno all’apertura del n°1690 di Topolino, datato aprile 1988. Ne allego due pagine, per condividerne alcune vignette che potrebbero essere tranquillamente ripubblicate oggi senza essere percepite come datate. La politica ha condizioni minime di esercizio che oggi non sono purtroppo garantite. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie… /3.

In Libri con le orecchie... on novembre 21, 2014 at 4:30 pm

PhilPorterGeorge: Quanti anni hai, Mary?
Mary: Diciotto.
George: Diciotto? Ma se l’anno scorso ne avevi diciassette!
 (Frank Capra, La vita è meravigliosa, 1946)

Secondo l’opinione comune è coerente chi rifiuta di adattarsi opportunisticamente al nuovo e decide di non cambiare. Per chi la pensa in questo modo la coerenza è sinonimo di coraggio e di resistenza. Ma c’è anche chi la chiama la “virtù degli imbecilli”, ossia l’incapacità di apprendere dalle situazioni e la chiusura di fronte a qualsiasi mutamento. Insomma, c’è chi sceglie il riccio, l’animale che resiste oppure muore, e chi la volpe, l’animale che sa adattarsi alle situazioni.

Tra queste due opposte scuole di pensiero esiste però anche una più modesta forma di coerenza, che si può ricavare dal breve dialogo del film di Capra, “La vita è meravigliosa”. A George, che le ha chiesto l’età, Mary dà una risposta diversa da quella che aveva dato l’anno prima, ma continua a dire la verità. E può dirla proprio perché non dà la stessa risposta.

Image-1Comincia così “Senza il vento della storia. La sinistra nell’era del cambiamento.” (2014 Laterza, 94 pp., 12 Euro) di Franco Cassano, studioso dei cambiamenti sociali, appassionato narratore del Mediterraneo e – incidentalmente – ex parlamentare del Partito Democratico. Leggi il seguito di questo post »

Elezioni europee: il giorno dopo, i giorni che devono venire…

In Ponti di vista on maggio 26, 2014 at 2:13 pm

2b_farbe_paul_kleeFRONTE INTERNO, LA CONTA E’ FINITA. Il PD ha vinto, in maniera quantitativamente e qualitativamente inaspettata. Matteo Renzi ha vinto, e lo hanno detto in troppi per doversi soffermare troppo su questa notizia. Non è il dato percentuale monstre (oltre il 40%) a fare impressione ma quello dei “voti veri”, lievitati di oltre 3 milioni dalle Politiche2013, proprio mentre la scarsa affluenza livellava verso il basso i risultati delle altre forze politiche (M5s in testa, con più di due milioni e mezzo di preferenze lasciate per strada).
La sensazione però è che per capire l’esito di questo voto – e le prospettive che ne derivano – non sia sufficiente leggere attentamente i numeri, ma serva approfondire alcuni aspetti peculiari della situazione politica italiana. Sul contesto interno del nostro Paese incidono, con varia intensità, la novità Matteo Renzi (anagrafica, di linguaggi, di orizzonte, di composizione dell’elettorato), l’impresentabilità del centro-destra (chi?), l’inconsistenza della sinistra classica (Tsipras raggiunge di un soffio lo sbarramento, ma con gli stessi voti di Sel dodici mesi fa…), la crisi di rigetto del M5s (cosa vorranno fare da grandi?). Leggi il seguito di questo post »

Demain c’est loin…

In MP2013 - Una piccola inchiesta., Ponti di vista on marzo 27, 2014 at 6:28 pm

“Il domani è lontano…”. Così canta IAM, uno dei gruppi rap più famosi di Marsiglia. L’esatto contrario di quanto dice Marine Le Pen, il giorno dopo il clamoroso successo ottenuto nelle elezioni municipali francesi. “Il futuro è adesso” afferma la leader del Front National, che raggiunge nella città di Jean-Claude Izzo addirittura il 23%, superando il candidato socialista e arrivando – con grandi aspettative – al secondo turno, che si terrà domenica prossima. Marsiglia resta a destra, ma soprattutto conferma la forte crescita del FN, che pure qui aveva già un certo radicamento e negli ultimi anni un costante risultato a due cifre.La Le Pen rivendica la rottura dello schema destra/sinistra, sostituito da una piú moderna (qualcuno direbbe populista) divisione tra basso ed alto, tra popolo ed elité.

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Lì dove la rappresentanza frana…

In Ponti di vista on marzo 19, 2014 at 9:54 am

city_pict5aSu Pontidivista in questi ultimi due anni e mezzo ho scritto di un po’ di tutto, provando a interpretare in modo non banale ciò che mi succedeva attorno. Lo ho fatto sempre – almeno lo spero – rinunciando alla presa di posizione semplice, aggiungendo (quando mi riusciva) qualche sfumatura a dibattiti spesso molto schiacciati su posizioni fortemente polarizzate tra loro. Ho tentato, con risultati ambivalenti, di incoraggiare riflessioni che non si limitassero a dire “io sto con…” ma si proponessero di favorire l’incontro e lo sguardo lungo. Ho concentrato in particolare la mia attenzione, per passione e per minima “competenza”, sui temi della politica, in tutte le sue declinazioni. In questi ultimi giorni mi sono astenuto, per così dire “per eccessivo spaesamento”, dal commentare tre argomenti di stretta attualità, ma oggi – dopo alcuni giorni di febbre alta – credo di aver trovato il filo rosso che li unisce. Un filo neppure troppo sottile, che molte volte ho maneggiato in questo blog, su cui vale la pena soffermarsi un’altra volta a riflettere: la generale crisi di ogni tipo di rappresentanza politica, e i tentativi – non sempre riusciti – di ridarle forma.

La battaglia contro i privilegi dei politici, ad esempio, sta alla rappresentanza come un corto circuito. E’ figlia di un’indignazione (giustificata, certo…sacrosanta) che ribolle in maniera scomposta, e porta con sè tutto e il contrario di tutto. Leggi il seguito di questo post »

Caro Civati, ti scrivo…

In Ponti di vista on febbraio 26, 2014 at 12:02 am

KarlHaendel4Caro Giuseppe Civati,
non ero presente all’incontro di domenica a Bologna ma avrei partecipato volentieri, per almeno due motivi.
Il primo, se così si può definire, terapeutico. Lo spaesamento (per quanto riguarda la politica, ma non solo) è oggi sentimento che condividiamo con diversi milioni di uomini e donne. Una sorta di malattia che difficilmente si sconfigge da soli, e che necessita di “terapie di gruppo”, momenti di confronto approfonditi e luoghi accoglienti che si percepiscano come comuni. Lo dico da non iscritto al PD che ha guardato per anni con una certa diffidenza alla dimensione partitica, e che vive oggi alla costante ricerca di uno spazio politico adatto ad essere vissuto con rinnovata passione ed energia.
Il secondo motivo, invece, è più strettamente collegato agli obiettivi dell’agire politico. Leggi il seguito di questo post »

Fuori in dieci minuti…

In Ponti di vista on febbraio 19, 2014 at 10:45 pm

Frank SchottPoco meno è durato l’incontro, se così lo si può definire, tra Matteo Renzi e Beppe Grillo. Nemmeno seicento secondi monopolizzati dal leader 5stelle, che non ha concesso nessuno spazio al segretario PD. Un vero e proprio monologo, spezzato solo da qualche timido tentativo di replica che non ha prodotto nessun risultato. Grillo ha aperto – decidendo di partecipare alle consultazioni (dopo che gli iscritti del suo blog glielo avevano imposto a maggioranza) – e ha chiuso, dicendo quando era ora di andarsene. In mezzo la solita serie di accuse più o meno circostanziate e un continuo rifarsi a categorie piuttosto pericolose, se usate con tanta visceralità. Forse la più scivolosa è tutta racchiusa in quel continuo richiamo alla separazione tra “noi e voi”, rinforzata poi dal ricorrente “non c’è mediazione possibile” che ormai non si riferisce più soltanto alla disfida fra onesti e casta ma assume il ruolo di frontiera tra chi sta nel giusto e chi, al contrario, è connivente e quindi parte del “mondo marcio” che ci circonda. Leggi il seguito di questo post »

Squilla il telefono

In Ponti di vista on febbraio 19, 2014 at 2:19 pm

telefonata“Pronto, ciao Fabrizio. Sono Nichi. Come stai?”. Fabrizio Barca non se lo fa dire due volte e si sfoga. Denuncia le pressioni subite per accettare il ruolo di Ministro all’Economia del nascente Governo Renzi. Dice esplicitamente che dagli ambienti di Repubblica gli arrivano continue sollecitazioni. Fa di più, descrive uno scenario apocalittico per le sorti dell’Italia lasciandosi andare a giudizi durissimi sull’assenza di contenuti della proposta del segretario PD (“nemmeno un’idea, solo slogan”), tacciata di avventurismo. Lascia trasparire una forte preoccupazione per la tenuta del Paese di fronte a scelte politiche che non condivide né nel metodo né nei contenuti. Il finto Vendola – complice della trasmissione “La Zanzara” – rimane stranamente in silenzio, così come di certo non farebbe l’originale. Barca è un fiume in piena, non servono domande per farlo parlare.

Una telefonata ti allunga la vita, diceva Massimo Lopez in un famoso spot televisivo. Al contrario ultimamente sembra proprio che il telefono sia lo strumento che più nuoce alla vita politica non solo dei singoli, ma anche a quella di un intero sistema di relazioni politiche. Leggi il seguito di questo post »