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Posts Tagged ‘periferia’

Appunti di lettura | 32.

In Ponti di vista on giugno 12, 2017 at 7:01 am

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Christian Raimo | Il leader morale del mondo | minima&moralia
Una preziosa intervista di Christian Raimo. Una garanzia.

“In questo momento, guardando la situazione del mondo – come mi ha detto un leader musulmano che lo conosce – è che il 13 marzo 2013 non sia stato eletto solo il capo della chiesa cattolica, ma un leader morale del mondo. E questo oggi lo sento quanto mai vero, vedendo la tensione, la paura, i muri che vengono costruiti: è l’unica grande figura di riferimento globale.”

“Ai giovani chiede di fare casino, di hacer lio come si dice in spagnolo. L’invito fondamentale che viene fatto ai giovani è anche di protestare, non tappare dentro la propria energia. Una cosa che mi colpì molto è quando incontrò i giovani cubani – e fu un incontro ad alto potenziale elettrico dove c’erano ragazzi di ogni tipo, anche quelli di Juventud Rebelde. Lui fece un discorso ecumenico: disse mettetevi tutti insieme per costruire la società, cristiani, comunisti, magari scazzatevi – non ha usato questo termine, ma il senso era quello – però insieme. Tutti insieme. Questa idea ovviamente ha dell’utopico, ma non un’utopia astratta, ma radicata nella vita di ciascuno.”
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TuttoCittà2026 – Partire dalla mobilità per descrivere il futuro della città

In Ponti di vista on luglio 19, 2016 at 3:58 PM

 

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Sedici chilometri separano Lavis da Mattarello. Da solo il dato potrebbe apparire irrilevante, ma non si può dire altrettanto se lo si usa per comparare diversi agglomerati urbani. Sedici chilometri – metro più metro meno – è infatti la distanza che bisogna percorrere per andare dall’EUR allo Stadio Olimpico a Roma o dal sito di Expo all’Idroscalo a Milano. L’estensione longitudinale (direzione Nord-Sud) di una città di montagna – come Trento – equivale al diametro delle due principali metropoli italiane. Contesti certamente diversi che condividono la sfida organizzativa della mobilità.

Per la città di Trento – ed è proprio da qui che parte la ricerca e la progettazione di Campomarzio – si aggiungono altri tre temi utili alla definizione dei contorni dell’analisi offerta da TuttoCittà2026. Il primo riguarda la distribuzione altimetrica degli abitanti, che negli anni si è orientata verso la collina, zona che oggi ospita circa il 40% dei residenti, oltre a una cospicua quantità di lavoratori pendolari e studenti universitari. Il secondo e il terzo sono tra loro fortemente collegati. Fanno riferimento all’anzianità della riflessione e dell’azione sulla gestione degli spazi urbani cittadini e delle infrastrutture a essi connesse (parliamo di interventi precedenti al boom economico e automobilistico oltre che all’aumento della popolazione, stanziale e temporaneamente presente sul territorio) e alla parzialità e non organicità delle attività di manutenzione e riqualificazione urbanistica proposte negli ultimi decenni.

“Serve un ragionamento che alzi la scala della progettazione” – dicono Daniele Cappelletti e Alessandro Busana. E proseguono: “L’architettura deve riuscire a prevedere cosa si potrà fare, non assecondare il susseguirsi delle emergenze.” TuttoCittà2026 risponde a questa esigenza riuscendo a utilizzare il driver della mobilità – e in particolare la ristrutturazione complessiva del servizio pubblico urbano – come strumento di riflessione a tutto tondo sulla città, descrivendo le caratteristiche di un progetto che tenta di attivare processi di coesione sociale garantendo migliore accessibilità alla cittadinanza, che “ricuce parti del suo territorio riutilizzando infrastrutture esistenti”, che propone un paradigma che “punta a ridurre i flussi di traffico privato agendo in maniera strutturale sul sistema della mobilità”.
Nan Ellin, una delle maggiori esperte di integral urbanism, afferma: “Abbiamo il compito di costruire città in modo tale da sviluppare le comunità e l’ambiente che in ultima analisi sostiene tutti noi. Non è un compito facile. Ma è essenziale.” Un approccio all’urbanistica che supera i confini dell’urbanistica. Leggi il seguito di questo post »

MP2013 – La grande clameur?

In MP2013 - Una piccola inchiesta. on gennaio 28, 2013 at 11:07 PM

12 gennaio 2013 – “Le belle giornate esistono solo al mattino presto. Avrei dovuto saperlo. Le albe non sono che l’illusione della bellezza del mondo. Quando il mondo apre gli occhi, la realtà riprende i suoi diritti. E riappare il merdaio.” Sempre Jean-Claude Izzo. Lo ricordo mentre esco di casa attorno alle 8 per vedere Marsiglia che si sveglia e si prepara all’inaugurazione. Decido di bere un caffè al Panier e di dirigermi verso il faro. Dietro, verso il porto commerciale ci sono alcuni dei padiglioni costruiti per MP2013. I marsigliesi che passeggiano guardano incuriositi – forse un po’ perplessi – queste forme così squadrate e monolitiche contrapporsi allo stile bizantino della Cathédrale de la Major. Tutto attorno ancora scavi e lavori in corso, con sullo sfondo il grattacielo del Silo e le banchine del porto tristemente vuote. C’è poco da vedere in questa parte completamente rinnovata. Meglio volgere lo sguardo verso sud, verso il Mediterraneo. “Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.” [Chourmo. Il cuore di Marsiglia] Leggi il seguito di questo post »