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Posts Tagged ‘politica’

Metamorfosi. Clima, migrazioni, distopie.

In Ponti di vista on agosto 11, 2017 at 8:50 am

Durante il recente G20 di Amburgo una delle iniziative dal più alto valore simbolico è stata la performance realizzata dal collettivo 1000 Gestalten. Una parata – lugubre e silenziosa – di centinaia di attori/zombie attraverso le vie centrali della città. Una massa uniforme che avanza al rallentatore, compatta. E’ uno strato di polvere grigia, finissima e senza sfumature, a nascondere i volti e impregnare i vestiti. Gli sguardi sono persi e le braccia ciondolanti. Il passo incerto e senza forza. Un movimento inerziale e senza meta. Il risultato angosciante. Volutamente la rappresentazione porta all’estremo i tratti omologanti che segnano la società che gli attivisti intendono criticare. Una distopia umana e sociale che – senza voler essere troppo radicali nell’analisi del tempo presente – non si discosta di molto dalla realtà che ogni giorno vediamo dispiegarsi intorno a noi. Uno scenario fatto di prassi consolidate, di abitudini ipersoggettive che non siamo disposti a mettere in dubbio. Leggi il seguito di questo post »

Terzo Statuto: processi, incroci, mediazioni, coraggio

In Ponti di vista on luglio 21, 2017 at 6:50 am

19420797_1700489926647343_6153534933314422211_nSi potrebbe tagliare corto. L’operazione di manutenzione dello Statuto di Autonomia non è andata a buon fine. Non è il momento buono, meglio ripensarci poi. Non c’è il giusto clima – si dice – così come per la legge sullo ius soli e, sembra, per ogni argomento che preveda una minima messa in discussione della visione più complessiva del mondo. Venuta meno l’urgenza imposta della (fu) riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi abbassare le ambizioni è diventata la parola d’ordine.
Se la questione si potesse risolvere tutta dentro la dimensione politica/partitica non sarebbe difficile spostare in avanti, posticipare, mettere in coda nell’agenda delle priorità. Temo però non ci sia permesso il lusso di evitare di prendere di petto la rivisitazione (non solo difensiva e non solo formale) del funzionamento dell’autogoverno e l’articolazione dell’infrastruttura – istituzionale, politica, sociale e culturale – dell’Autonomia. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 34.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 18, 2017 at 8:16 am

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E’ un paradosso che mi fa male. Con l’estate non diminuisce il materiale (cartaceo e non) che si accumula da leggere. Nello stesso tempo – e sta qui la fregatura – non aumenta di un secondo a disposizione il tempo per ridurre il malloppo che attira i miei occhi ma fatica a intercettare la mia concentrazione.

*Movimentazione politica, da dove e per dove muoversi

Ilvo Diamanti |Nel dizionario degli italiani la politica da Renzi a Grillo è sinonimo di sfiducia | La Repubblica
Le mappe (così come le bussole) sono importanti per orientarsi. Ne abbiamo bisogno e dobbiamo farlo alla svelta, perché ne va della capacità stessa di riconoscere i segnali di futuro, che non sono né chiari né univoci. “Perché i soggetti tradizionali della “democrazia rappresentativa” partiti e politici – appaiono delegittimati. Isolati nella regione del “passato”. Mentre la Democrazia digitale, “immediata” più che “diretta”: è il futuro. Nella Mappa tracciata dagli italiani, si posiziona in alto. Eppure è spostata, anche se di poco, verso il quadrante della sfiducia. Meglio, della “prudenza”. Come i social media. Tra diffidenza e delusione. Gli italiani, per definire il futuro della democrazia, non usano parole rassicuranti.”

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Appunti di lettura | 33.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 17, 2017 at 9:57 am

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*Ro-do-tà! 

Stefano Rodotà | Quale spazio per i beni comuni | CheFare
A pochi giorni dalla sua morte un pezzo utile a capire la profondità del pensiero di uno dei più importanti osservatori del fenomeno dei beni comuni. “Lungo sarebbe l’elenco delle esperienze rinvenibili in luoghi diversi, che vanno da quelle più comprensive riguardanti l’acqua alle pratiche sociali e istituzionali nelle quali emerge il protagonismo istituzionale di quelle che, secondo le parole dell’articolo 43 della Costituzione italiana, possono definirsi “comunità di lavoratori e di utenti”. Ma, come i beni comuni non sono un dato a priori da registrare naturalisticamente, così anche le soggettività sono l’effetto di una costruzione consapevole generata appunto dalla relazione concreta con i dati reali nei quali si riconoscono i soggetti storici di una possibile trasformazione.”

*Dove guardare per capire qualcosa…

Ezio Manzini e Victor Margolin | Stand up for democrary | Nova24
Che ci sia bisogno di un cambiamento radicale per ridare fiato alla democrazia è una dato condiviso da moltissimi. Ezio Manzini propone un campo di discussione interessante, aperto e includente. Chi vuole ci si butti dentro senza paura… Leggi il seguito di questo post »

Occhiali giusti per nuovi scenari politici

In Ponti di vista, Uncategorized on luglio 7, 2017 at 10:43 am

elezioni_10511_mainOrmai più di due settimane fa provavo a mettere in fila qualche idea attorno al primo turno della elezioni amministrative. Questo il risultato di quella scrittura. Il tentativo era di viaggiare parallelamente al dibattito mainstream (in molte parti inservibile, per certi versi dannoso) e comporre un quadro utile a definire le caratteristiche di una possibile traccia di lavoro politico, condividendone poi il risultato con alcuni amici. A distanza di quindici giorni l’urgenza che percepivo allora si è fatta più pressante e con essa ha conquistato spazio la voglia di dare corpo a una riflessione collettiva che non assecondi lo status quo dell’analisi politica che va per la maggiore – prevalentemente dentro giornali, talk show e social network – ma tenti di farla deragliare dal binario morto sopra il quale sembra muoversi.

Si tratta di una ribellione dolce a un copione assai scontato e ripetitivo. Un esercizio oggi doveroso. A meno che, ho mille e più motivi per dubitarne, non appassionino i tre filoni prevalenti – tra cronaca e storytelling – di questi giorni. Uno. La ritrovata competitività del centro-destra – più o meno – a trazione leghista. Un remake di cui non si sentiva l’esigenza. Due. “La crescita lenta e inesorabile del M5s”, così come l’ha descritta Beppe Grillo e successivamente hanno religiosamente ripetuto tutti i di lui seguaci. Leggi il seguito di questo post »

Pagine senza soluzione…

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 21, 2017 at 7:03 pm

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Se lo spaesamento è oltre il livello di guardia – e lo è certamente – ben vengano libri che tentano di mettere ordine, offrendo interpretazioni utili a una comprensione più profonda e diffusa delle principali questioni sul terreno. Se il senso di inadeguatezza, personale e collettivo, di fronte alla complessità del mondo è un compagno di viaggio quotidiano – lo è per me, non lo nascondo – sarebbe lodevole, e urgente, lo sforzo di forgiare pensieri adatti a offrire strumenti teorici e pratici per continuare a mettere un passo dopo l’altro sul sentiero, oggi piuttosto tortuoso e non battuto, che ci deve condurre verso il futuro.

Immagino – almeno lo spero – che chiunque decida di gettarsi in quest’impresa si ponga l’obiettivo minimo di alzare lo sguardo sopra il pelo dell’acqua della sterminata – troppo? – “bibliodiversità” che li circonda. Una produzione a ciclo continuo capace di intasare gli scaffali delle librerie generaliste (oltre a quelle degli autogrill, quelle virtuali dei bookstore online, degli innumerevoli festival che ingolfano i calendari e ravvivano le piazze) di tomi dedicati ai fenomeni più rilevanti della contemporaneità. Centinaia ad esempio sono state le pubblicazioni dedicate negli ultimi mesi all’inattesa elezione di Donald Trump. Leggi il seguito di questo post »

Quello che le amministrative ci hanno detto, anche se forse lo sapevamo già…

In Ponti di vista on giugno 14, 2017 at 1:08 pm

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Si può rimanere folgorati (legittimamente, per dimensioni e capacità di penetrazione del fenomeno, politico e comunicativo, Macron) dall’ampia vittoria che En Marche! ha ottenuto al primo turno delle legislative francesi. Tanto oltre le attese da far temere addirittura per la dialettica parlamentare, a rischio di essere schiacciata dal “partito unico” macronista. Si può addirittura credere che quell’esperienza – o per altri quella di Corbyn, o Senders, o Podemos – possa essere il modello sul quale scommettere per ridare corpo (e anima) alla sinistra italiana. L’esperimento non mi convince e di conseguenza mi fermo qui, tentando di muovermi dentro un registro altro, sia geografico che tematico. O Macron è davvero “la” Rivoluzione così come da molti è descritto (temo non lo sia, almeno non nel verso che dovremmo augurarci, interessante a questo riguardo è l’intervista al ministro dell’Economia del suo Governo realizzata da Francesco Maselli per Pagina99) oppure valgono anche per lui le perplessità legate alla difficoltà di riconnettere – al di là dello storytelling della novità contrapposta al vecchio e alle fluttuazioni sempre meno prevedibili dei flussi elettorali  – politica e cittadini. Non si è ancora trovato il filo rosso in grado di tenere insieme territori (spaesati), Stato (ingombrante e fragile) e globalizzazione (fuori controllo, non da oggi). Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 31.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 7, 2017 at 8:19 am

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Lavoro e reddito.

Yuval Noah Harari | Il senso della vita in un mondo senza lavoro | The Guardian
Se c’è un tema potente, cruciale e allo stesso tempo sfuggente è quello del lavoro, declinato nella sua visione futura. “The crucial problem isn’t creating new jobs. The crucial problem is creating new jobs that humans perform better than algorithms. Consequently, by 2050 a new class of people might emerge – the useless class. People who are not just unemployed, but unemployable.” Abbiamo bisogno di visioni (anche parziali), di immaginari da mettere alla prova.

Marco DottiFrancesco: «C’è un’economia senza volto che uccide il lavoro, l’impresa, il sociale» | Vita
Un Papa popolare (quasi populista) affronta le contraddizioni del mondo – precario – del lavoro. Le sue sono parole ruvide, rispetto alle quali non si dovrebbe (come sembra accadere sempre più spesso) rimanere indifferenti. L’impresa ha bisogno di virtù, così come la democrazia, perché il bisogno «dei lavoratori e delle lavoratrici è il bisogno di fare il lavoro bene perché il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato: questa è una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perché nega la dignità del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignità, per onore. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro”. Leggi il seguito di questo post »

Il Trentino e il girello della politica

In Ponti di vista on maggio 30, 2017 at 7:59 am

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Non era difficile da immaginare: è dunque arrivato il momento in cui qualcuno tenta di aggiungere una variabile nell’equazione della politica trentina. Un’equazione che  dal 2013 in poi, almeno  dimostra una persistente difficoltà nel trovare una quadra accettabile. Era altrettanto evidente che tale spunto sarebbe potuto arrivare solo da chi si sentisse libero di intervenire da fuori quello schema che  nel bene e nel male  caratterizza il governo della Provincia autonoma di Trento da almeno quindici anni. Ecco allora che la presa di parola di un gruppo di sindaci, espressione di una sensibilità civica (cosa significa oggi?) e non partitica, era atteso. Potrebbe dimostrarsi addirittura utile se non ci si limiterà a leggerlo attraverso le schermaglie tra addetti ai lavori ma lo si accoglierà come stimolo alla riflessione generale sullo stato di salute della vita democratica e politica della comunità trentina, e non solo.

Correre “da fuori” va di moda. Permette di acquisire i gradi di outsider e innovatori, spesso auto assegnandoseli. Due categorie che ovviamente non è sufficiente evocare, ma bisogna dimostrare di saper praticare davvero. Non è un caso (o forse sì…) che questo dibattito si apra a pochi giorni dalla vittoria nelle presidenziali francesi di Emmanuel Macron. Un estraneo (quanto davvero?, quanto per una raffinata strategia di marketing politico?) ai partiti tradizionali, ridotti a simulacro di se stessi sia per consenso (ai minimi storici) che per capacità (altrettanto marginale) di leggere le sollecitazione di questo tempo inquieto. Leggi il seguito di questo post »

L’alleanza dei corpi | Intervista a Federico Zappino

In Ponti di vista on maggio 25, 2017 at 8:57 am

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*articolo pubblicato su CheFare.

L’alleanza dei corpi – per come l’ho intesa io – sta all’intersezione tra riscoperta della materialità dell’incontro (da una necessaria disconnessione, dal web, a una successiva riconnessione, sociale e politica), riqualificazione dello spazio pubblico (che si fa comune, superando la dicotomia pubblico e privato) e riconoscimento del conflitto come motore delle trasformazioni, siano esse riferibili alla rivendicazione di diritti negati, alla modifica di destinazione d’uso di un edificio per farne un luogo di socialità e cooperazione o il desiderio – ambizioso e urgente – di modificare gli strumenti e i contenuti del vivere democratico.

L’alleanza – così come la descrive Judith Butler nel suo ultimo libro – va intesa come pratica utopica, come tensione costante e continuativa al miglioramento delle condizioni date. Per entrare più a fondo dentro questo affascinante e potente argomento mi è sembrato interessante sottoporre una serie di domande a Federico Zappino (l’omonimia è solo sfiorata…), curatore e traduttore della versione italiana di “L’alleanza dei corpi”, edito da Nottetempo. Leggi il seguito di questo post »