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Nessi, misura, mondi migliori

In Ponti di vista on settembre 17, 2020 at 7:28 am



Spiazzato, perchè privato di un luogo di socialità. Spezzato, vista la presenza divisiva di via Brennero. Sfruttato, data la ridondanza di grandi spazi commerciali lungo lo stesso asse viario.

Il comitato 3.0 – Solteri – Magnete e Centochiavi in un documento, rivolto ai candidati e alle candidate, descrive il proprio quartiere attraverso questi tre aggettivi. Ne aggiunge poi un quarto, particolarmente importante.

Il quartiere è vivo. Capace di tenere accese relazioni e di valorizzarne le specificità.

Proprio della migliore vivibilità dello spazio urbano si dovrà occupare la prossima amministrazione comunale. Predisponendo luoghi adeguati alla con-vivenza e alla con-divisione. Ricucendo brani interrotti di città, decretando la prevalenza di una funzione (servizi per la coesione sociale? il verde urbano? la mobilità pedonale e ciclabile?) rispetto ad altre (le auto? i loro parcheggi? nuova edilizia abitativa? ulteriore Grande Distribuzione Organizzata?). Ponendo al centro della quotidianità democratica metodi dialogici e processi di co-progettazione, da attivare con cittadini e cittadine.

Immaginando insieme una città che ancora non c’è.

A tal proposito si sente spesso ripetere – i diversi candidati del centro-destra con particolare insistenza – che Trento deve tornare a crescere, accelerando il proprio sviluppo sulla base di investimenti dedicati alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali.

Bisogna ri-partire si dice, mostrando i muscoli. Uguale, o maggiore, velocità. Stessa rotta. Obiettivi invariati. Come se neanche l’esperienza tragica del Covid19 – evidenziatore a livello globale della fragilità strutturale dell’attuale modello di sviluppo – ci avesse insegnato nulla dell’insostenibilità della nostra impronta ecologica rispetto al pianeta Terra.

Tale approccio quantitativo dimentica come i fenomeni di spiazzamento, frammentazione e sfruttamento derivino proprio da modelli di produzione intensivi e dalla loro irrefrenabile ingordigia. Gli impatti di quella stagione (novecentesca e non solo…) sono ancora ben visibili dentro la mappa urbanistica della città.

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