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Alla paura preferiamo i desideri

In Ponti di vista on giugno 5, 2018 at 1:49 pm

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(Lettera firmata inviata al quotidiano Il Trentino)

Sono il genitore di una bambina che frequenta la scuola Materna
Zanella di Trento. Scrivo – a titolo personale – per proporre una breve riflessione collegata al titolo dell’articolo che il vostro giornale ha deciso di dedicare sabato 2 giugno all’inaugurazione del dipinto realizzato sulle mura dell’edificio scolastico: “I bimbi in piazza festeggiano il murale antidegrado”.
Ritengo, insieme a mia figlia, a sua sorella e ai suoi compagni, di non aver partecipato “a una festa antidegrado” (parola ormai passpartout, entrata nel vocabolario comune per la descrizione di tutto ciò che non ci aggrada) ma a un appuntamento di attivazione civica e di partecipazione collettiva. A un soleggiato pomeriggio di piacevole e gioiosa convivenza. Il senso dell’iniziativa è ben spiegato dal comunicato che aveva il compito di raccontare l’esperienza delle ultime settimane di co-progettazione all’interno dell’istituto e coinvolgimento della comunità circostante.

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone” scriveva Italo Calvino nelle Città invisibili. Come dargli torto. Ecco allora che forse i bambini e le bambine della Scuola Materna Zanella – guidati dal muralista messicano Omar Garcia e dalle loro maestre – attraverso il loro disegno collettivo contribuiscono a mettere in risalto le relazioni umane, la condivisione e la cura dello spazio pubblico, la valorizzazione delle reti di prossimità e vicinato. Nel loro sguardo il deserto si riempie di giochi e di momenti di collaborazione, di esperienze nei contesti naturale e urbano, di complicità e fantasia. Leggi il seguito di questo post »

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#10000libri

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on aprile 8, 2018 at 10:24 am
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Preparativi casalinghi per “Una strada di libri”, prevista per il prossimo 30 giugno e 1 luglio. 

Ho davanti qualche giorno di sosta forzata. Vedrò più spesso del solito – dal balcone di casa – Via Suffragio in discesa, verso S.Martino. Potrò studiare con maggior cura lo scenario. Il punto da cui, più o meno di fronte all’ingresso della Chiesa di S.Maria del Suffragio, inizieremo la distesa di volumi. Lì arrivò nel 1966 l’acqua dell’alluvione che colpì la città di Trento. Quella che propongo è un altro tipo di allagamento, di carta e parole. E poi giù fin dove la via si divide e le pagine continueranno nella copertura della strada, in questo momento – come ogni giorno – piena di auto in sosta e in transito.

Mentre il programma si va piano piano definendo (non vuole essere un festival, ma uno spazio che diventa luogo grazie a libri e persone) è proprio la raccolta dei libri il primo obiettivo, quello fondamentale.
#10000libri vi sembrano pochi? 

Un romanzo che non vi ha convinto? Il saggio di Mario Monti sul futuro dell’Europa, nei suoi mesi da Presidente del Consiglio? Un fumetto doppio, magari un po’ sgualcito? Una guida non proprio nuovissima di una capitale europea? Una serie di gialli in formato tascabile? Una raccolta di saggi sui castelli trentini? Non magari l’elenco telefonico del 1984, che vi é rimasto in cantina, o l’ultimo manuale di cucina di Carlo Cracco, che avete chissà per quale motivo nella vostra libreria.

Da oggi cominciamo a raccoglierli. Chi può donarne alcuni (uno, dieci, cento?) cominci a farmelo presente sulla mia pagina Facebook – w la capillarità delle reti digitali, almeno per il momento… – o alla mia e.mail, f.zappini@gmail.com.

Oppure li consegni direttamente ai punti di raccolta, facendo attenzione agli orari di apertura di ognuno di essi…

*Café de la Paix – Passaggio Teatro Osele
*Bookique – Parco Predara
*La Seggiolina Blu – Via S.Martino
*Bar Porteghet – Passaggio Dorigoni
*Details Design Store – Via Suffragio

oppure contattaci:
f.zappini@gmail.com
3473242667

f.

Fare è innovare. Dalla birra artigianale a nuovi ecosistemi produttivi

In Ponti di vista on maggio 27, 2016 at 11:39 pm

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Articolo pubblicato su ImpactBlog (27 maggio 2016)

Una presentazione nata sulla Rete. Così si è presentata l’occasione di parlare di “Fare è innovare” (ed. Il Mulino, 2016) con Stefano Micelli. Sul Web, valorizzando altre reti – quelle amicali e lavorative – altrettanto importanti. E da un tweet, che annunciava l’uscita del libro entro, in pochi giorni, e poche telefonate, si è arrivati alla definizione di una data buona per organizzare un incontro pubblico. Le filiere cortissime e insieme lunghissime delle relazioni costruite intorno a Impact Hub ci hanno aiutato e messo nelle condizioni – a cinque anni dalla pubblicazione del fortunato “Lavoro artigiano” – di tornare a discutere del mondo dell’artigianato, sapendone cogliere gli aspetti più caratteristici e inserendolo all’intero di un contesto globale che ne influenza le tendenze e che pure, ed è questo il punto centrale della riflessione di Micelli, ne viene anche fortemente influenzato.

E’ il caso della storia industriale da cui prende le mosse il libro. La fabbrica Moretti di Udine (produttrice di birra, dal 1859) viene venduta nel 1996 a Heineken, multinazionale olandese. Vittima della globalizzazione e delle logiche di mercato che impongono a livello mondiale l’uniformarsi dei gusti e l’adeguamento a modelli di produzione che si basano sul principio delle economie di scala. Un meccanismo apparentemente impossibile da neutralizzare e che eppure trova – nel racconto/studio di Micelli – un suo contrappeso (pur non ancora capace di determinare un vero e proprio cambio di paradigma, almeno dal punto di vista quantitativo) nell’emergere di una miriade di birrifici artigianali che l’autore identifica/esemplifica nell’esperienza di Baladin. Un birrificio che – per capirci – produce in un anno la stessa quantità di birra che 45 minuti di attività dello stabilimento Corona di Modelo in Messico garantiscono.

Ma allora perché dovrebbe interessarci l’apparentemente “improduttivo” microimpianto di Baladin e perché, allo stesso tempo, il colosso Moretti/Heineken si impegna nella realizzazione di una serie di nuove birre dal taglio territoriale: Toscana, Friulana, Siciliana, ecc.? Emergono nettamente due aspetti d’interesse: uno collegato alla produzione e uno al consumo. Il primo dipende dalla crescente democratizzazione per l’accesso alla tecnologia e agli strumenti di produzione. Leggi il seguito di questo post »