trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Posts Tagged ‘rancore’

Siamo caduti in un pozzo. Rimaniamoci per un attimo per tornare a vedere il sole e la luna… [prima parte]

In Ponti di vista, Uncategorized on marzo 8, 2018 at 9:27 am

pozzo_© H U D A

“La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità.”
Leonardo Sciascia

Leggo attorno a me spaesamento e frustrazione, stupore e delusione. Voglia di fuggire. Chissà dove poi, come esistesse un altrove perfetto e privo di spigoli nel quale abbandonarsi ad una vita senza alti e bassi, senza conflitti da affrontare, senza complessità da sbrogliare. Leggo il bisogno di capire cosa é successo e cosa succederà. E la voglia di un abbraccio, in attesa di un ragionamento politico risolutivo che tarda a venire a galla. Leggo anche – dopo un primo momento di giusto silenzio, utile a mettere ordine, a razionalizzare – commenti che tendono a fotografare la situazione politica dentro gli schemi precedenti al voto di domenica. Già essere arrivati fin lì con quegli schemi é stato evidentemente un errore. Perseverare é – come sappiamo – diabolico. Eppure é la scelta più semplice, tra chi sottolinea l’ignoranza generalizzata dell’elettorato e chi denuncia la mancanza di una proposta di “vera” sinistra capace di intercettare un bisogno che – a conti fatti – sembra invece essere semplicemente migrato altrove, cambiando di forma (anche radicalmente) o riconoscendo parole d’ordine di proprio interesse dentro programmi e visioni altre. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Appunti di lettura| 45.

In Ponti di vista on febbraio 27, 2018 at 11:22 pm

ballo_miniature

La campagna elettorale si sta per concludere, e potrebbe essere l’unica buona notizia di questo periodo. Qui sopra un’istantanea dello stato d’animo, in avvicinamento al 4 marzo. Quel giorno decreterà la fine (temporanea) di un flusso di informazioni assolutamente ingovernato e ingovernabile che ho osservato – credo non da solo – con un certo sgomento. Con questo “Appunto di lettura” ho deciso di affiancare da distante, senza lasciarmi coinvolgere direttamente. In queste pagine credo si possano trovare spunti che, se raccolti e sistematizzati, potrebbero rappresentare un programma, o almeno un’ipotesi di immaginario alternativo (perché le alternative le dobbiamo costruire seriamente) rispetto a quelli che tanto si vedono proposti sulla piazza.

Mancano all’appello una serie di temi decisivi per decifrare la complessità del tempo che stiamo vivendo, mentre invece la propaganda batte su pochi, e non certamente centrali, argomenti che infestano le pagine dei giornali, gli spazi – pochi e mal presidiati – del “confronto”, le teste degli elettori. E’ un bel problema, nel momento in cui chi è chiamato a scegliere un candidato piuttosto che un altro, una proposto politica o quella che a essa si oppone, avrebbe bisogno di una visione d’insieme di ciò che un partito o una coalizione propone e si impegna a sviluppare durante un ipotetico periodo di governo.

*OLTRE LA CONTINGENZA.

Daniela PanosettiArjun Appadurai. Diritto all’immaginazione | Doppiozero
Cosa serve per approcciarsi alla vita con sufficiente apertura e curiosità? “La speranza è esattamente l’essenza dell’etica della possibilità.

Leggi il seguito di questo post »

“Stranieri residenti”. L’approccio alle migrazioni di Donatella Di Cesare alla prova dell’Italia del rancore.

In Ponti di vista on febbraio 8, 2018 at 11:58 pm

happy kid play superhero , boy power conceptParlare di immigrazione a pochi giorni dall’attacco di matrice razzista di Macerata rischia di far prendere a ogni considerazione una deriva retorica che allontana dalla piena comprensione di ciò che sta accadendo. Ecco perché, iniziando a raccontare la conversazione con Donatella Di Cesare a proposito del suo ultimo libro “Stranieri residenti” (2017, Bollati Boringheri), faccio riferimento ad alcune riflessioni che – rovistando nel marasma non proprio edificante dell’informazione e nel profondo degli abissi del web – aiutano a orientarsi dentro il tempo che stiamo vivendo e ci impongono un punto di vista più articolato rispetto a temi e fenomeni che non toccano incidentalmente le nostre vite ma ne fanno parte – non da ieri, non in forma emergenziale – e ne faranno parte ancora per lungo tempo, mettendoci alla prova. Questioni decisive – la relazione con l’altro, la giustizia sociale, il rapporto ambiguo con l’identità e la debolezza dello Stato Nazione – perché potenzialmente fondative di un modo diverso di addentrarci nel futuro.

Proprio Donatella Di Cesare descrive in maniera molto precisa e netta la situazione italiana nel suo editoriale ospitato dal Corriere della Sera domenica 4 dicembre, invitando a innalzare la soglia di attenzione. Il fatto che il fascismo da detestabile ideologia – propellente ad uso e consumo di parti un tempo ultraminoritarie e marginali della società – si sia trasformato in sentimento diffuso e penetrante, in linguaggio riconosciuto, accettato e utilizzato senza pudore in pubblico (tanto in contesti virtuali che fisici), deve farci interrogare profondamente. Leggi il seguito di questo post »

Il Trentino come terra solidale. Fino a prova contraria.

In Ponti di vista, Supposte morali on settembre 23, 2015 at 10:51 pm

francesco romoliCome formula giustificativa – quando avviene qualcosa di spiacevole in Trentino, soprattutto se di stampo razzista e discriminatorio – le istituzioni ripetono in automatico: “Questa è terra storicamente sensibile, accogliente e solidale”. Peccato che il curriculum vitae di una comunità – anche qualora fosse effettivamente immacolato – non ci garantisce per il presente, figurarsi per il futuro. Verrebbe da dire – per comprendere l’impossibilità di descrivere con precisione le traiettorie dell’agire umano – “sono certo di non aver ucciso nessuno, fino a questo momento…”. Questa frase dovremmo ricordarcela tutti quando ci scandalizziamo di fronte all’accusa che anche il territorio trentino sia vittima di un generale imbarbarimento nei rapporti interpersonali e di una crescente insofferenza nei confronti del diverso.

In questo tempo bislacco – dominato dalla categoria della nemicità come fondamento dell’affermazione di una propria identità  – perché mai questa piccola terra di montagna dovrebbe differenziarsi dalle altre. Non certo per tradizione, perché non c’è niente di immutato nelle relazioni che ci uniscono a chi ci circonda, messe in ogni momento alla prova dalla convivenza e dalle sue innumerevoli incognite. Non per comodità, essendo l’apertura verso l’altro da noi posizione scomoda per definizione perché rende lo spazio che abitiamo un contesto in trasformazione, di cui il conflitto è motore potente e dai comportamenti non del tutto prevedibili. Allora perché?

Partiamo dai sintomi del male, per capirne la cura. L’11 agosto 2015 è uscito sul Corriere del Trentino un editoriale di Ugo Morelli dal titolo “Scene di vita, ordinario razzismo”. E’ il racconto dei commenti, non proprio edificanti, di alcuni passeggeri di un autobus di fronte a due addetti dell’azienda dei trasporti pubblici colpevoli di…essere neri e, apparentemente per questo motivo, non degni di quel ruolo di controllo e responsabilità.
E’ come se la chiacchiera “da bar” avesse varcato i confini – spesso alcolici – del bancone riversandosi sulla città, modificandone almeno in parte il linguaggio e gli atteggiamenti.

A distanza di qualche settimana – siamo a settembre – il dibattito che si svolge dentro l’aula del Consiglio Provinciale durante la discussione del disegno di legge di iniziativa popolare contro le discriminazioni sessuali appare totalmente allineato a questo nuovo registro e ne diventa in un certo senso rappresentanza politica. Si parla di armadilli, di masturbazioni in classe, di “putelote” che devono giocare a pallavolo. Uno “spettacolo” poco edificante che temo sia lontano dal potersi dire concluso. Leggi il seguito di questo post »

Mondo 2.0, effetti collaterali…

In Ponti di vista on giugno 12, 2012 at 11:19 pm

Di Facebook e della rete. Le librerie sono piene di volumi che descrivono la straordinaria importanza di internet. Si organizzano convegni e master per studiare le eccezionali potenzialità della comunicazione in rete. Il primo decennio di questo millennio sarà ricordato come il tempo di Facebook e del Web 2.0. Vista la centralità di questi strumenti dentro la nostra quotidianità non c’è nulla di strano in tutto questo. Ciò che è meno studiato e viene spesso sottovalutato sono gli effetti collaterali della comunicazione aperta, orizzontale, libera. Non sta a me definire se il bilancio tra costi e benefici sia globalmente in positivo o meno, ma mi sento – in queste settimane che della rete e del suo dibattito sono argomento – di avanzare alcune riflessioni. La rete, la sua potenza comunicativa e la possibilità di mettere in relazione milioni di persone, ha la capacità di essere detonatore di emozioni e sentimenti, nel bene e nel male. Può essere strumento per la sollevazione di un popolo contro un dittatore sanguinario, base su cui costruire esperienze cooperative, luogo della conoscenza e dell’informazione. Ma può essere anche valvola di sfogo (a costo zero e magari nell’anonimato) delle nostre più viscerali pulsioni, arena dentro la quale mostrare il “pollice verso” nei confronti di chi vogliamo soccomba, campo di battaglia nel quale esprimere il proprio pensiero di tifoso. Lo spazio sconfinato a disposizione, la relazione non fisica ma mediata dal computer, il poter limitare la responsabilità di ciò che si afferma fanno il resto. In questo secondo caso a prevalere sono il livore, il rancore, l’odio; sentimenti che offrono la fotografia di una società che è giusto chiedersi se stia volgendo il proprio sguardo verso la civiltà o verso nuove barbarie, verso la mediazione dei conflitti o la ricerca dell’annientamento dell’altro e del diverso. Siamo animali sociali, capaci di grandi azioni e di enormi atrocità. Allo stesso modo gli strumenti che utilizziamo possono essere grimaldello per il cambiamento e il miglioramento di ciò che ci circonda o spade taglienti con cui infilzare chi è a noi avverso. Leggi il seguito di questo post »