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Posts Tagged ‘referendum’

Appunti di lettura | 40.

In Ponti di vista on novembre 1, 2017 at 7:50 am

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Buttarsi nel grande mischione e provare a uscirne migliori. Questo l’obiettivo di questa puntata di Appunti di lettura. Sta succedendo qualcosa di particolarmente interessante – può essere solo una mia parzialissima interpretazione – dentro mondi molto diversi tra loro, ma che descrivono attraverso una strana e per nulla lineare emersione di contenuti e pratiche la possibilità di promuovere cambiamenti radicali nelle politiche pubbliche e, più in generale, nell’approccio generale al futuro. Europa e territori. Trasformazione delle città e delle loro comunità. Innovazione tecnologica, sociale e culturale. Gestione e cura dell’ambiente e del territorio. Immigrazione e cittadinanza. Più nel profondo – come dimensione trasversale e non del tutto compresa – azione politica, militante e radicale, di tipo collettivo. Scusate se è poco. Avanti!

Città, tra grandi rischi e grandi opportunità.

Maurizio Cilli |Rigenerazione urbana: l’approccio alle comunità | CheFare
Dopo l’outing di Richard Florida sulla fallibilità del suo approccio di rigenerazione basato sul ruolo centrale dei creativi e delle loro attività ora siamo chiamati a una riflessione più profonda e meno modaiola. Leggi il seguito di questo post »

Autonomie cooperanti. L’utopia di un’Europa che si fonda sull’autogoverno territoriale.

In Ponti di vista, Supposte morali on settembre 22, 2017 at 9:00 am

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C’è vita oltre i referendum convocati da Zaia e Maroni. E’ c’è spazio per discutere di autonomia e autogoverno senza dover necessariamente andare a ruota della propaganda – tutta economica e opportunistica – leghista. Dentro “Il viaggio nella solitudine della politica” abbiamo già avuto modo di incrociare la questione in diverse occasioni. Attraversando il Trentino, e le sue difficoltà nell’affrontare il percorso di scrittura del Terzo Statuto. Incontrando cittadini e cittadine che nell’area dolomitica e alpina da anni – in Veneto come in Friuli, o nelle valli Lombarde – si interrogano e praticano sul fenomeno delle proprietà collettive e la gestione dei beni comuni. Ne emerge un interessante – e non privo di contraddizioni – movimento di persone, tra loro anche molto diverse, che guardano con curiosità e attenzione alle prospettive federaliste. Sarebbe sbagliato non tenere in considerazione questa ricchezza di punti di vista, lasciando che ognuno approcci i prossimi referendum senza una minima riflessione collettiva.

Nel corso del fine settimana che condurrà alla scadenza referendaria il viaggio ci porterà sulle strade della Padania (concetto politico dal dubbio significato, ma utile per inquadrare lo spazio geografico che visiteremo) parlando di immigrazione e cooperazione internazionale, di petrolio e nucleare, del mito della velocità, della politica civica e delle sue possibili declinazioni.

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Aree interne, aree ferite, aree vive.

In Ponti di vista, Uncategorized on Mag 21, 2017 at 8:27 pm

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Negli ultimi mesi un interessante dibattito riguardo la condizione della montagna e delle comunità che la abitano si è sviluppato sulle pagine de Il Manifesto. Qui (in formato .pdf) riporto gli interventi già pubblicati, tutti di autori che hanno saputo far emergere una o più questioni di assoluta rilevanza. Queste mie pagine – elaborazioni di un precedente articolo già condiviso in questo blog – intendono coniugare un ragionamento più generale sul presente e il futuro delle terre alte con la discussione attiva in Trentino (scarna e non troppo centrata, a mio avviso) attorno alla riforma dello Statuto di Autonomia. Servono inoltre come traccia per un’ipotesi di itinerario alpino (dentro il “Viaggio nella solitudine della politica”, www.zerosifr.eu) da realizzare nelle giornate tra il 2 e il 5 giugno prossimi.

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“Nè lo Stato né l’individuo possono da soli realizzare il mondo che nasce. Sia accettato e spiritualmente inteso un nuovo fondamento atto a ricomporre l’unità dell’uomo: la Comunità concreta.”
*Adriano Olivetti, “L’ordine politico delle Comunità”*

Questo contributo al dibattito arriva dal Trentino Alto-Adige, alle prese con la riforma del suo Statuto di Autonomia. La carta costituente di un territorio che ha (aveva?) nell’autogoverno il suo tratto distintivo, il tratto distintivo della sua (potenziale e decisiva) unicità. Per capire l’importanza di questa fase bisogna condividere un dato di partenza. Leggi il seguito di questo post »

Europa e territori. Della necessità di politiche a geografie variabili.

In Ponti di vista, Uncategorized on Mag 1, 2017 at 8:48 pm

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Il Partito Democratico riesce spesso nell’impresa di sfiorare una cosa e di renderla immediatamente inservibile, impossibile da recuperare all’uso. Non sfuggono a questa triste sorte neppure quelle idee, poche per la verità, che potrebbero rivelarsi interessanti, generative. Ne è testimonianza evidente l’iniziativa – intitolata #tuttoblUE – realizzata a Milano nella giornata del 25 aprile scorso con l’obiettivo di orientare l’attenzione (propria e non solo, sperabilmente) nei confronti delle difficili condizioni in cui versano l’Europa, le sue istituzioni e la sua proiezione nel futuro. Il kit completo offerto ai militanti (maglia, k-way e cartello personalizzabile) al prezzo di 6 euro che strizzava l’occhio – o stringeva proprio la mano – al marketing politico spinto, la grave disattenzione nel “confondere” Liberazione con libertà, il vuoto spinto rispetto a una necessaria proposta di democratizzazione (così la definisce Thomas Piketty in una recente riflessione, edita da La nave di Teseo) dell’Unione Europea sono riusciti a mettere in secondo piano l’interessante intuizione – lo dico senza ironia – di integrare la memoria – cosa buona e giusta – con la capacità di definire nuovi riferimenti costituenti nella costruzione di un senso comune, valoriale e pratico, preferibilmente su scala sovranazionale. Leggi il seguito di questo post »

Certo il sole è sorto anche oggi, eppure…

In Uncategorized on dicembre 6, 2016 at 11:43 am

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Il sole si é alzato anche lunedì mattina. Alle 7.21 per la precisione. Questa volta non è servito aspettare l’alba per scorgere chiaro il risultato del referendum costituzionale. L’ormai tradizionale maratona di Enrico Mentana si è risolta in una poco avvincente gara dei 100 metri piani, corsa tra quelli che – moltissimi, troppi e decisamente impresentabili – si sono precipitati per intestarsi la vittoria e chi, in definitiva il solo Matteo Renzi, ha dovuto fare i conti con un risultato tanto rotondo quanto fatalmente decisivo per la propria esperienza di governo. Il tratto della velocità ha segnato l’ultima appendice di quella che è stata una lunghissima ed estenuante campagna. Interminabile nella sua fase di formazione e avvicinamento, repentina nella sua conclusione. Ritmi schizofrenici, come non poteva essere altrimenti. Ecco allora che la metafora della regolarità dei cicli solari, richiamata da Barack Obama nella notte che ha sancito la vittoria di Donald Trump e di conseguenza buona per ogni momento di ipotetica tragedia montante, risulta certo evocativa ma non del tutto rassicurante nel momento in cui alla certezza del sorgere e del tramontare quotidiano della nostra stella di riferimento non corrisponde un’analisi sufficientemente accurata delle condizioni di contesto sopra le quali quei movimenti si ripetono con tanta precisione.

Risparmierò ogni riferimento alle esternazioni – spesso di supporters dal curriculum non proprio specchiato – rispetto alle grandi vittorie della democrazia e dell’atteso ripristino della sovranità popolare. Temi troppo articolati, e preziosi se li si volesse interpretare nella loro complessità e non come possibile semplificazione a slogan, che fanno parte solo marginalmente del risultato del referendum appena archiviato. Leggi il seguito di questo post »

In attesa che arrivi il 5 dicembre…

In Ponti di vista on novembre 5, 2016 at 1:06 pm

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[In attesa di capire se verrà accolto il ricorso di Onida – viva lo spacchettamento! – e se non prevarrà la voglia di posticipare – no, vi prego, no… – propongo questa breve riflessione che non entra precisamente nel merito del quesito e nel suo giudizio tecnico, ma prende in considerazione ciò che sta a monte di ogni possibile riforma o trasformazione dell’esistente, cioè le condizioni del contesto politico e sociale dentro il quale dovrebbero verificarsi. Mi sembra un argomento più interessante della sfida tra comitati del #bastaunsì e del #iovotono, a cui però farò riferimento almeno per segnalare la mia intenzione di voto. ]

Sto seguendo – non potrebbe essere altrimenti – il dibattito attorno al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Definirlo dibattito è già di per sé un atteggiamento eccessivamente magnanimo per quella che si trasformando giorno dopo giorno in una battaglia senza esclusione di colpi. Lo stimolo per la stesura di questo pezzo – che, come dice il titolo, sarà l’unico che pubblicherò sul tema – è emerso dalla lettura di un editoriale del direttore del Foglio Claudio Cerasa (Generazione perché sì) di qualche tempo fa e, parallelamente, di un certo numero di commenti che riducono a opportunismo, o peggio, la scelta di alcuni (non molti per la verità) di immaginare o almeno riflettere (di) una terza via – non nel voto, ma di pensiero – alla sfinente battaglia tra Sì e No. E ancora manca quasi un mese. Cerasa teorizza una motivazione generazionale alla base della decisione di dare credito – nell’urna e nella sua trasposizione sociale – alla riforma costituzionale. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 20.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 23, 2016 at 11:09 pm

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Idee e azioni per città migliori.

Paolo Venturi | Proposta per un ecosistema umano cooperativo | BeneComune.net
“La rigenerazione non più come atto speculativo (costruisco e rivendo)…ma generativo”. Da questa idea si muove Paolo Venturi in questa ricognizione del terreno nel quale necessariamente dovrà muoversi chiunque intende immaginare una città diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. “Le città che investiranno su queste politiche “abilitanti” (ossia ecosistemiche) saranno quelle capaci di costruire una più solida democrazia economica e una maggiore capacità di generare Ben-essere.”

Ivana Pais | Promuovere la sharing city | BeneComune.net
Un’idea che andrebbe approfondita e – soprattutto – sperimentata. “L’elemento di novità sta nel passaggio da un coinvolgimento del cittadino organizzato attraverso associazioni nelle politiche proposte dall’amministrazione a uno «Stato relazionale» o «Stato-regia» (Iaione 2015) che abilita l’iniziativa autonoma dei cittadini. La sfida è quella di riuscire a veicolare e valorizzare il singolo “contributo”, anche in forma sporadica e non organizzata. L’esperienza delle piattaforme di mercato dimostra che è possibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo, nell’ambito dei processi redistributivi questo passaggio deve però essere accompagnato da una riflessione sulle relative implicazioni sociali in termini di potenziale rafforzamento della partecipazione civica, riduzione delle diseguaglianze sociali e ripensamento del ruolo dell’amministrazione locale.”
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Appunti di lettura | 19.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 14, 2016 at 10:03 pm

typewriter-1245894_1920Si affastellano le cose da leggere perché – per fortuna – molti pensano e scrivono. Poi alcuni scrivono davvero molto bene e non si può fare a meno di leggerli. Era indispensabile aggiungere qualche info sul tema del referendum costituzionale (se possibile utile non solo alla scelta di voto ma anche per comprendere il contesto nel quale il voto si inserisce), proseguire nei miei filoni d’interesse legato all’economia della condivisione, mischiare città e montagna nell’analisi dei fenomeni che le stanno trasformando. Sullo sfondo – anche a partire dal recente incontro organizzato da Rena dal titolo “Le comunità del cambiamento” – l’idea forte che dall’enunciazione della lista infinita delle politiche virtuose si debba passare a un ruolo maggiormente attivo dentro la politica che si ha la legittima ambizione di voler rendere migliore.

Referendum

Gianni Giovannelli | La questione referendum | Effimera.org
Uno sguardo – di movimento – rivolto al referendum costituzionale, dentro una stagione che trova nei referendum strumenti potentissimi (e contraddittori) di trasformazione dell’esistente. Un ragionamento articolato che non slega la questione referendaria dalla situazione sociale ed economica in Italia e Europa. Leggi il seguito di questo post »

Della sovranità popolare…

In Ponti di vista on febbraio 11, 2014 at 11:16 am

ferdinando-sciannaIl popolo è sovrano. Non mi azzardo a mettere in discussione questo assunto “democratico”, ma devo dire sinceramente che i risultati del referendum sull’immigrazione tenutosi in Svizzera lo scorso 9 febbraio mi hanno fatto riflettere non poco. In realtà, qualche dubbio sulle possibili deformazioni dei percorsi di democrazia diretta lo avevo avuto già in precedenza. Sempre in Svizzera – per un paio di quesiti che andavano nella stessa direzione (1/2/3) – e più in generale per una diffusa idee che sia difficilissimo affidarsi unicamente al volere popolare, laddove questo oggi vive sempre più spesso di grandi sbalzi emotivi, contraddittori e difficilmente governabili. Si può passare quindi dall’esprimere una compatta opposizione – nel non lontano 2011 – alla privatizzazione dell’acqua ed ogni programma atomico (anche qui con il contributo decisivo dell’emozione post-Fukushima) al sostenere la necessità di rafforzare i propri confini per impedire l’arrivo dei migranti o vietare la costruzione di luoghi di culto di una diversa religione sul proprio territorio. Leggi il seguito di questo post »