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Posts Tagged ‘regolamento’

Riparliamo di Codici Urbani…

In Ponti di vista on luglio 2, 2014 at 9:40 am

trento_1860Scenari possibili dalla città che sarà

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La città è da sempre terreno fertile di discussione. Non da oggi attorno ai contesti urbani – spesso in relazione o in contrasto con ciò che li circonda – si sviluppa gran parte del dibattito che riguarda le trasformazioni sociali, culturali e politiche.
 Le città – come luogo di incontro e produzione, di differenze e conflitti, di ricerca e sperimentazione – sono oggi più che mai attraversate da una crescente richiesta di protagonismo da parte di una molteplicità di soggetti. I cittadini “semplici” in primis, che sembrano essersi resi conto in anticipo della “fine dell’egoismo” che Antonio Galdo bene descrive in un libro che raccoglie una serie di buone pratiche di cooperazione cittadina. Le associazioni, le cooperative o le imprese che guardano con interesse all’innovazione e che trovano nella city (più o meno smart) lo spazio perfetto per avviare le proprie start up, siano esse orientate alle energie rinnovabili, ai trasporti sostenibili o alla condivisioni di progetti culturali. Gli architetti e gli urbanisti che – mai così attratti da una declinazione social del proprio lavoro – associano sempre più l’opera di progettazione ad un forte richiamo alla riqualificazione e al riuso dell’esistente, puntando a quella che Renzo Piano descrive come opera di “rammendo urbano”. Leggi il seguito di questo post »

Chi fermerà la musica?

In Ponti di vista on Maggio 23, 2012 at 11:22 PM

Mi trovo a scrivere in merito alla “polemica” sui concerti nelle vie della città di Trento e so che sarò almeno in parte frainteso. Parto dalla mia esperienza personale. Vivo in via Suffragio da circa dieci anni e ho visto passare sotto il mio balcone alcuni bar storici della prima fase universitaria/happy hour della città. Ho convissuto – senza troppi pensieri – con gli schiamazzi, con le pisciate sotto casa, con le risse che con buona frequenza si verificavano. Per qualche anno ho partecipato in prima persona all’organizzazione di concerti presso il Centro Sociale Bruno, provando – e magari qualche volta riuscendoci – a limitare il disturbo che portavamo ai vicini e scontrandomi, spesso, con la difficoltà di fare i conti con l’esuberanza di chi alle serate musicali partecipava come pubblico. Ora via Suffragio è meno vissuta dal popolo universitario che ha trovato nuove mete di riferimento ma resistono un paio di locali con orari di chiusura che superano di molto la mezzanotte. Non organizzano mai eventi musicali all’aperto, vivono delle bevande che vendono e della posizione centrale di cui godono. I loro clienti, e le compagnie di ragazzi e ragazze che si muovono lungo le strade del centro dal lunedì al sabato, finiscono spesso per essere il sottofondo che mi accompagna a letto. Peggio va quando il tappeto di chiacchiere ad alta voce diventa alterco o canto a squarciagola, o scampanellata libera, o rutto di gruppo. Il mio modo di interpretare il ruolo di dirimpettaio è quello di chiedere (via sms al gestore) di poter ricevere un maggior rispetto almeno dopo un determinato orario, nel tentativo di costruire una corretta convivenza di diverse necessità e aspettative.

Perchè questo pippone paternalistico? In primis perchè credo che la libertà sia un bene di inestimabile valore. Fatico a vedere descritto tutto il potere immaginifico di questo concetto nella dimensione di divertimento che riesco a fotografare sporgendomi dalla finestra in alcune nottate particolarmente rumorose. Così come non riesco a convincermi che la libertà sia in qualche modo la sopraffazione di un interesse – nello specifico di chi vuole vivere la notte – su qualunque altro. Leggi il seguito di questo post »