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Posts Tagged ‘relazioni’

2018. Di libri, oroscopi e nuovi equilibri.

In Ponti di vista, Supposte morali on gennaio 18, 2018 at 11:15 pm

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Il giro largo. La prendo larga e mi metto in moto. Per rispetto delle mie precedenti esternazioni sulla necessità di rivolgere lo sguardo altrove per arrivare lì dove si deve e per non rischiare di stare un minuto di più in quello che in un ironico e curioso pamphlet Franco La Cecla definisce il “posto sbagliato”. Via quindi…

“Il passato diventa un alibi a un certo punto della vita, un calco su cui far scivolare il presente, convinti che esso sia nient’altroche una buona ginnastica di manutenzione. Cosa ci vuole perché questo giro si rompa e lanci il sellino della giostra fuori dal cerchio? Ci si può fare male, certo, ma non è peggio illudersi che lo stesso paesaggio ogni volta sia diverso?”

“Quando accade? Quando un granello di polvere in più fa cadere l’intera baracca. Quando ci si stanca dei propri giudizi su noi stessi, quando la nostra faccia allo specchio ci appare preoccupata e pronta a fuggirci. E’ una forma di grazia perché per buona parte non è agibile con la sola volontà. C’è in questo scatto l’accumulazione di piccole morti e di altrettante resurrezioni.” [1]

Negli ultimi anni ho destinato a questo blog le mie riflessioni. I miei ponti (di vista) verso ciò che mi sta attorno. Sette anni – mediamente intensi, con sfumature e toni diversi – di appunti, di racconti, di sentimenti tradotti in parole. Di immagini e suoni, lì dove ce ne fosse bisogno. Un diario costante e fedele, nel quale hanno trovato spazio – senza troppe regole – visioni che facessero riflettere (anche arrabbiare, magari…) e tentassero di non lasciare indifferenti. Che aggredissero le minuscole o gigantesche questioni del presente e gettassero le basi per, contribuire a, dare forma al futuro. Che mi rappresentassero in tutta la mia (consapevole) fallibilità e (gioiosa e rivendicata) incoerenza. Leggi il seguito di questo post »

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Il perché di una libreria (un po’ diversa) oggi…

In Ponti di vista on dicembre 2, 2017 at 11:22 pm

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Due indizi fanno (quasi) una prova. Nei giorni immediatamente successivi alla conferma che all’interno della legge finanziaria avrebbero trovato spazio alcune (comunque poche) risorse a sostegno delle librerie indipendenti due editoriali – su L’Adige e il Corriere del Trentino – si sono concentrati sui “negozi di libri” e sul loro futuro.

Prima Paolo Ghezzi, muovendo dal sostegno che il Governo ha deciso di offrire a quelli che lui ha definito “porti” culturali, ne ha descritto le caratteristiche fondamentali in termini di apertura e accoglienza, di profondità e ampiezza dell’assortimento, di competenze e abilità richieste al libraio. Poi Piero Formica ha contribuito ad allargare il campo, non accontentandosi del racconto romantico della libreria come sicuro rifugio di una comunità (sempre più sparuta) di lettori forti. Sulla base dei dati negativi in questo settore del territorio trentino – in altri invece campione riconosciuto – le ha descritte come “infrastrutture rivoluzionarie”. Ponti capaci, non da sole, di tenere insieme comunità sempre più sfilacciate. Ponti che permettano – muovendosi liberamente e curiosamente tra le differenze – di sentirsi parte di qualcosa, di dare forma a ipotesi di futuro condivise e di frutto del coinvolgimento di molti, in forme e con tensioni tra loro differenti ma in costante dialogo. Le librerie in questo senso possono (devono) ambire a essere luoghi dell’incontro e dell’elaborazione oltre che della definizione delle capacità necessarie a stare nel mondo. Leggi il seguito di questo post »