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Posts Tagged ‘rigenerazione urbana’

Appunti di lettura | 41.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on novembre 17, 2017 at 3:37 pm

Luke_Renoe

Stati, confini, territori, politica.

Steven Forti | Catalogna, una settimana cruciale. Come evitare il baratro | Micromega
L’attenzione si è abbassata, ma il tema è aperto. “Quello catalano è un problema politico, che riguarda tutta la Spagna, un paese che sta vivendo una crisi multilivello profonda: è necessario avviare un vero dialogo politico – completamente assente nell’ultimo lustro – con la proposta di soluzioni che permettano di superare un’impasse che potrebbe essere eterna, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Iniziando da una riforma della Costituzione e valutando la possibilità della celebrazione in Catalogna di un referendum di autodeterminazione accordato sullo stile scozzese nel futuro prossimo. 
Tutto è possibile. Basta che ci sia la volontà politica, degli uni e degli altri. Senza perdere altro tempo. Senza scaldare di più gli animi. Senza mettere ancora di più a rischio le istituzioni catalane recuperate dopo la fine della dittatura franchista. Senza usare solo i tribunali per risolvere un problema che è politico. Senza rischiare di portare un paese europeo verso il baratro.”   Leggi il seguito di questo post »

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Città che cambiano, se noi le aiutiamo a cambiare…

In Ponti di vista on agosto 5, 2017 at 8:33 pm

window-2152708_1920Per chi come me è appassionato di questo genere di processi è un piacere vedere che anche in Trentino fa capolino, timidamente, un fenomeno – quello del recupero di immobili in disuso attraverso progetti ad alto contenuto culturale, magari attraverso bandi aperti alla cittadinanza – che in giro per l’Italia e l’Europa viaggia in maniera spedita, generando opportunità imprenditoriali oltre che possibili impatti positivi sul territorio e la comunità che lo vive.

Ecco il link dove trovare tutte le informazioni utili.

Per quanto riguarda le due proposte trentine, una (quella di Roncafort) è piuttosto difficile da valorizzare perché in una zona urbanisticamente residuale – sotto un cavalcavia e di fatto all’interno di un cul-de-sac – e per le condizioni degradate dell’immobile, che probabilmente – anche rischiando un ammanco erariale – meriterebbe solo l’abbattimento. Anche attraverso la definizione dei suoi vuoti le città possono immaginare il proprio futuro. La seconda (quella di Meano) è invece decisamente più interessante e avrebbe bisogno – per dimensioni, investimento da attivare e molteplicità degli usi possibili – di una riflessione e di un impegno collettivo, a più voci e visioni. Leggi il seguito di questo post »

Disabituati al ritmo del reale. Incapaci di ascoltarne le voci e di favorirne (dove serve) il cambiamento.

In Ponti di vista on ottobre 18, 2016 at 10:32 pm

harbour-cranes-1669408_1920(Riflessione emersa dopo la partecipazione al Festival Religion Today 2016, che ringrazio per l’opportunità come sempre stimolante e “formativa”)

Sono stato sincero con i due registi, Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli. Alla prima visione – davanti al computer, in orario notturno – ho azionato diverse volte il tasto per procedere più velocemente nella riproduzione del loro documentario. Sono stato sincero nel descrivere la mia esperienza di osservatore disattento, impaziente, (stupidamente) curioso di sapere come la storia, quella raccontata in Ogni opera di confessione (2015, 67′), si sarebbe sviluppata, senza porre la dovuta attenzione a ciò che stava tra il suo inizio e la sua fine.

Ho compreso meglio il valore della scelta stilistica – così come la profondità dello sguardo degli autori dentro le ex Officine Reggiane – grazie a una seconda visione, non viziata da un orario improbabile e dalla presenza di smartphone e tablet come elementi di distrazione, e osservando la reazione in sala durante il Festival. Una reazione radicale perché all’intera proiezione hanno assistito in cinque, su circa cinquanta presenti. L’incredibile morìa di spettatori – pur dentro un contesto attento e preparato come Religion Today – mi permette di proporre una doppia riflessione. Una più culturale (legata ai temi della comunicazione e del mondo documentaristico) e una più politico/sociale (con un chiaro riferimento alla riqualificazione urbana e al rapporto che manteniamo con i margini delle città). Leggi il seguito di questo post »