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Posts Tagged ‘rigenerazione’

Trento, tra déjà-vu e paura dell’innovazione

In Ponti di vista on novembre 10, 2017 at 8:41 am

Città_JAYESH TYAGI“Un déjà-vu è un’imperfezione di Matrix, capita quando cambiano qualcosa”. Così Trinity spiegava a Neo il passaggio ripetuto di un gatto nero nel primo capitolo di Matrix. Le sembianze di un déjà-vu assume anche la discussione attorno ai temi riguardanti le criticità nella gestione dello spazio urbano della città di Trento. Articoli di cronaca (numerosissimi, quasi riusciti nell’impresa di saturare lo spazio informativo), editoriali e dichiarazioni – di politici, esperti, comitati, ecc. – sembrano sempre riportare allo stesso punto. Il tempo passa e il gatto nero – sotto l’etichetta passpartout del “degrado”  – si ripresenta davanti a noi, sempre uguale. Accettare il ripresentarsi del déjà-vu é un modo comodo per non impegnarsi mai nell’immaginare il passo capace di rompere la circolarità di un movimento che ci sta dando un po’ alla testa.

Il filosofo Byung-Chul Han nel suo libro “L’espulsione dell’altro” concentra la sua attenzione sui temi della prossimità e dell’ascolto, ragionando sul come – ecco l’aggancio al tema delle città – si possono rifondare comunità oggi frantumate e spaventate. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 40.

In Ponti di vista on novembre 1, 2017 at 7:50 am

Inquinamento_Pouya Derakhshan

Buttarsi nel grande mischione e provare a uscirne migliori. Questo l’obiettivo di questa puntata di Appunti di lettura. Sta succedendo qualcosa di particolarmente interessante – può essere solo una mia parzialissima interpretazione – dentro mondi molto diversi tra loro, ma che descrivono attraverso una strana e per nulla lineare emersione di contenuti e pratiche la possibilità di promuovere cambiamenti radicali nelle politiche pubbliche e, più in generale, nell’approccio generale al futuro. Europa e territori. Trasformazione delle città e delle loro comunità. Innovazione tecnologica, sociale e culturale. Gestione e cura dell’ambiente e del territorio. Immigrazione e cittadinanza. Più nel profondo – come dimensione trasversale e non del tutto compresa – azione politica, militante e radicale, di tipo collettivo. Scusate se è poco. Avanti!

Città, tra grandi rischi e grandi opportunità.

Maurizio Cilli |Rigenerazione urbana: l’approccio alle comunità | CheFare
Dopo l’outing di Richard Florida sulla fallibilità del suo approccio di rigenerazione basato sul ruolo centrale dei creativi e delle loro attività ora siamo chiamati a una riflessione più profonda e meno modaiola. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 17.

In Ponti di vista on agosto 30, 2016 at 6:28 am


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Città e spazi urbani

Luca Tricarico | Sviluppo urbano e pluralismo | CheFare
Il futuro delle città passa per la capacità di buttarsi a capofitto dentro le contraddizioni emergenti, capendo come coinvolgere le comunità, nelle loro molteplici diversità. “Occorre quindi allargare gli orizzonti con cui si guarda la realtà e l’interpretazione dello sviluppo urbano: sfuggire alle posizioni conservatrici che generalizzano su fenomeni come la gentrification, proponendo uno sguardo libero, aperto e plurale sulle città globali.”

Fabio Viola | Playable city | CheFare
Giochiamo a come rendere la città migliore? Processi inclusivi bottomup. “Personalmente intravedo un rischio nel percorso verso questa idea di città del futuro. La tecnologia ed in generale un approccio tecno-centrico, rischia di aggiungere complessità, freddezza e asocialità se non accompagnata da partecipazione attiva della cittadinanza. Nessun software o hardware apporta miglioramenti senza un adeguato tessuto umano in grado di gestire, pianificare ed utilizzare i nuovi strumenti.”

Diletta ParlangeliAirbnb lancia Samara, un progetto per riqualficare le zone rurali | Wired
La risposta allo spaesamento dei piccoli centri rurali e montani la offre (o almeno prova a farlo)…AirBnB. Dai “signori” della sharing economy nel campo del turismo arriva l’ennesimo segnale di disponibilità dei marchi globali a inseguire impatti (anche e soprattutto dove sono anche economicamente vantaggiosi) non solo nei grandi centri urbani, ma anche e soprattutto lì dove il margine sembra tutt’altro che interessante da un punto di vista del business. O forse no? Leggi il seguito di questo post »

Raons Públiques: costruir, partecipar, educar. Un nuovo approccio al fare città.

In Ponti di vista on luglio 13, 2016 at 7:01 am

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Effetti collaterali – positivi – degli appuntamenti del Festival dell’Economia. A margine della presentazione del libro di Giovanni Semi (Gentrification. Tutte le città come Disneyland? – Ed. Il Mulino) ho scambiato quattro chiacchiere con Giovanni Roncador. Conoscevo sommariamente la sua storia da libero professionista “emigrante”, ma la breve chiacchierata avuta con lui mi ha convinto che la sua storia meritasse di essere raccontata in maniera più diffusa.

È stata l’occasione di parlare di Raons Públiques e – prendendo spunto dall’esperienza di lavoro innovativa di un gruppo di professionisti – di come stiano cambiando le traiettorie dell’urbanistica e con esse il modo di guardare alla rigenerazione dello spazio pubblico e più in generale alla gestione (obbligatoriamente sempre più partecipativa e inclusiva) delle città. Non abbiamo mancato di puntare lo sguardo sull’esperienza politica e comunitaria della sindaca Ada Colau e su come Barcellona – il contesto dentro il quale Giovanni opera – reagisce alle sollecitazioni dell’azione della cooperativa Raons Públiques che basa il suo lavoro sul motto “Costruir, partecipar, educar”

Architetto in Spagna. Come ti sei mosso? Come hai cercato collaborazioni e punti di appoggio in città?

La mia esperienza lavorativa in Spagna comincia nel 2010, grazie a una borsa di studio del Ordine degli Architetti di Trento. Da tre anni stavo collaborando con alcuni studi professionali e con l’Università di Venezia dopo aver conseguito la laurea in Architettura nel 2007. In questi anni anche un po’ tutta l’economia italiana , ma soprattutto il mondo dell’edilizia stava attraversando un momento di grave crisi. La possibilità di esplorare nuovi paradigmi lavorativi arriva da un Fondo Europeo per giovani professionisti destinata ad iniziative da realizzare all’estero. Scelsi di passare i seguenti sei mesi nella ONG Arquitectos Sin Fronteras che nel 2010 era molto attiva in Spagna e a Barcellona.

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