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Posts Tagged ‘riqualificazione urbana’

Quando “parlare come si mangia” può diventare pericoloso

In Ponti di vista on agosto 10, 2016 at 8:34 am

lost-places-1549096_1920Breve controreplica all’intervento (lo trovate a fondo pagina) a firma di Rodolfo Borga, pubblicato sul Corriere del Trentino lo scorso 6 agosto.

Non mi aspettavo che Rodolfo Borga fosse d’accordo con me. Il fatto poi che non condivida le idee da me espresse e le possa – a suo modo – criticare non solo fa parte della normale dinamica democratica, ma anzi dovrebbe essere caratteristica fondante di un contesto politico vivace. Peccato che la sua sia a oggi l’unica risposta a una riflessione, quella che ho abbozzato qualche giorno fa, che chiama invece in causa una vasta platea di potenziali interlocutori all’interno della comunità trentina. In queste poche righe – senza alcun obiettivo polemico – cercherò di proporre tre questioni che a mio modo di vedere emergono dalle parole di Borga e che meritano di essere riprese e commentate. Tre temi che, è bene dirlo, vanno ben oltre quelli da me affrontati e dovrebbero farci riflettere sullo stato di salute della politica, trentina e non solo.

La forma e la sostanza. Ammetto che mi sarebbe piaciuto – e rimango disponibile in qualsiasi momento per un confronto – trovare nella replica del Consigliere Borga argomentazioni che si soffermassero maggiormente sul merito delle questioni da me proposte piuttosto che limitarsi a una critica alla forma, allo stile del mio scrivere (ci tornerò dopo) o alla pratica dell’occupazione. Non vorrei che al consigliere – e più in generale alla classe politica trentina – fosse sfuggito che per quanto riguarda una nuova fase nella gestione creativa di spazi pubblici e privati nei contesti urbani non siamo più  al momento del “se” ma del “come” agire in maniera innovativa, per l’attivazione di collaborazioni con le reti cittadine. Leggi il seguito di questo post »

La politica dell’atto dovuto

In Ponti di vista on agosto 4, 2016 at 12:15 pm

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*pubblicato sul Corriere del Trentino del 4 agosto 2016

Si commetterebbe un grave errore se dell’azione legale avviata dalla Provincia Autonoma di Trento nei confronti di sei componenti del Centro Sociale Bruno – volta al recupero di un presunto credito di circa 119.000 Euro –  si prendesse in considerazione esclusivamente la dimensione giudiziaria. La si ridurrebbe – sbagliando – a una lunga e piuttosto noiosa telenovela, che conosce nel bel mezzo dell’estate 2016 l’ennesima puntata. E’ bene invece non perdere di vista l’atto scatenante (l’occupazione da parte di un gruppo di cittadini e cittadine dello stabile di Via Dogana a Trento) e l’atteggiamento che la politica trentina tiene nei confronti del necessario, e sempre più urgente, processo di recupero del patrimonio immobiliare che versa in stato di abbandono o degrado.

Anche per via di un contesto economico e culturale mutato radicalmente nell’ultimo lustro, quella attorno al riutilizzo di edifici in disuso non è più una discussione che si può ridurre nell’abusata dicotomia legalità/illegalità, laddove questa coppia semantica sia mai stata sufficiente a descrivere il nucleo filosofico/pratico capace di determinare il valore (o il disvalore) delle pratiche di occupazione e autogestione di spazi sociali. Ciò che più stupisce nella scelta della Giunta provinciale è proprio la linearità con cui affronta – dentro una pericolosa omologazione tra destra e sinistra, tra civici e autonomisti, tra democratici e leghisti – una questione che necessiterebbe invece un deciso salto di paradigma nell’interpretazione teorica prima e nell’elaborazione pratica poi. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 4.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on novembre 8, 2015 at 10:59 pm

12189550_10153623565846011_5906737014703441401_nNicola Melloni | I lati oscuri della sharing economy | Pandora
Uber e Airbnb hanno cambiato le tue abitudini per quanto riguarda il tuo modo di spostarti e di organizzare le vacanze? Qui un articolo che offre qualche riflessione su ciò che meno viene raccontato della – ancora presunta – rivoluzione scatenata dall’avvento della sharing economy.

Anche Fomiche dedica un numero speciale al tema dell’economia della condivisione. Qui l’editoriale che apre la rivista.

Kim-Mai Cutler | Airbnb, Proposizione F e l’ipocrisia condivisa della Bay Area Housing | http://techcrunch.com/
Se volete capirci qualcosa sul referendum per regolamentare Airbnb di qualche giorno fa a San Francisco qui trovate tutto ciò che vi serve. Tantissimi dati da incrociare per rendersi conto delle mille contraddizioni che attraversano il pensiero referendario e il business di Airbnb che si vorrebbe regolamentare.

Serena Danna | Tech, dollari e sfratti. Lotta di classe a San Francisco | La Lettura
Un pezzo di qualche tempo fa che spiegava come i flussi della rivoluzione tecnologica impattino sui territori (anche quelli abituati come San Francisco) lasciando ferite profonde.

Sam Shank | Cosa ho imparato registrando ogni minuto del mio tempo | Wired
Segnalazione personalissima. Il tempo è fattore determinante alla base di ogni nostra scelta, soprattutto quando ne possediamo quantità limitate che non bastano a far fronte ad ogni nostra attesa. Fare i conti con il tempo che abbiamo a disposizione è un primo passo fondamentale. Quando comincerò? Leggi il seguito di questo post »

Meno fatti, più parole…

In Ponti di vista on Mag 15, 2015 at 10:50 pm

camuflageLe coincidenze non esistono. Il vecchio asilo di S.Martino (ribattezzato Assillo) è stato sgomberato. Era un’occupazione che non sentivo particolarmente affine, per differente sensibilità politica, culturale e umana. Credo che tutti – compresi gli occupanti – avessero chiara l’impossibilità di una mediazione (do you remember “l’abolizione del denaro”) e molti si aspettassero la fine di questa esperienza una volta scollinata la scadenza elettorale del 10 maggio. Di giorni dalla conferma del Sindaco Andretta ne sono passati solo un paio, con nel mezzo il titolo di un quotidiano locale dai toni tambureggianti: “Andreatta preme sull’acceleratore”. Varrebbe da chiedersi se sia stata verificata la rotta prima di imboccarla a tutta velocità. Ma attenzione ai particolari, che in questo caso fanno la differenza. Da parte del Questore è arrivata, immediata, la precisazione che la scelta di agire nei confronti dell’Assillo è da ritenersi esclusivamente tecnica e non ascrivibile ad una decisione politica. La Politica abdica quindi di fronte alle esigenze “gestionali” delle Forze dell’Ordine? Mah.

Durante la campagna elettorale appena conclusa ho avuto la sensazione che la Politica fosse la vera assente. Mi spiego. “Meno parole, più fatti” è lo slogan che – con varie declinazioni – meglio rappresenta gli ultimi due mesi del “dibattito” interno alla città di Trento. Era il messaggio forte del candidato Cia (niente sogni, mi raccomando…), dei suoi alleati della Lega Nord (quelli del pugno duro, nei confronti di tutto…) ma a ben vedere lo si poteva rintracciare dentro quasi tutti i programmi delle varie liste in corsa. Lo trovo assurdo e pericoloso. Bisognerebbe avere il coraggio di ribaltarlo, rivendicando il primato del pensiero, del ragionamento, dell’approfondimento. Leggi il seguito di questo post »

Tutta mia la città |Il bilancio

In Ponti di vista on ottobre 17, 2014 at 1:47 pm

IMG_20140920_103513Esperimenti per la città condivisa, Trento – 15/20 settembre 2014

Sono passati poco più di tre mesi da quando per la prima volta abbiamo parlato di un Festival in Via del Suffragio. Da allora sono state centinaia le e-mail scambiate, decine le persone e gli uffici che a vario titolo sono stati coinvolti, incalcolabile la durata delle telefonate effettuate per dare forma ad ognuno degli appuntamenti in calendario.

Abbiamo immaginato un Festival ambizioso e allo stesso tempo sostenibile e possiamo essere soddisfatti di questa prima edizione “fatta in casa”. Se si esclude un piccolo finanziamento della Circoscrizione Centro Storico e Piedicastello oltre a qualche minima sponsorizzazione “Tutta mia la città” nasce come esperimento di autofinanziamento – attraverso il Crowdfunding – e incosciente “investimento” (in soldi e moltissime energie) di alcuni degli organizzatori. Si tratta di cifre modeste, in gran parte spese per costi burocratici (occupazioni suolo pubblico, SIAE), che raccontano della possibilità di fare molto anche con budget ridotti.

Sapevamo quale poteva essere il valore aggiunto del progetto: lo spazio di Via del Suffragio(e una sua riscoperta in forma diversa), la collaborazione di diversi partner/amici,l’immaginario di un modo altro di riempire la città. Ognuno di questi aspetti, se guardato oggi a posteriori, va analizzato con molta attenzione per provare a dare corpo a un bilancio sufficientemente oggettivo dell’iniziativa appena conclusa. Devono emergere i fattori di novità, le caratteristiche peculiari, le sensazioni positive, senza però dimenticare tutte le contraddizioni connesse al tema della condivisione sperimentati sulla nostra pelle.

Scarica il bilancio |

Il quartiere delle Albere

In Ponti di vista on luglio 17, 2014 at 7:54 am

Il quartiere delle Albere compirà tra pochi giorni un anno.
Dentro questo nuovo “pezzo” di città sembrano convivere tre sentimenti molto diversi: la gioia per il successo del MuSe, la curiosità per i possibili utilizzi del parco, i dubbi legati alla reale sostenibilità del progetto immobiliare. E’ strano dover parlare di ri-qualificazione per un quartiere appena costruito, ma sarebbe necessario di fronte al “vuoto” che Le Albere rappresentano oggi nel tessuto urbano cittadino. Tra i palazzi disegnati da Renzo Piano la città di Trento può crescere, oppure rischia di subire un doloroso schiaffo.
E’ pronta Trento – la sua amministrazione, i suoi attori economici e sociali, anche i suoi cittadini – ad affrontare questa sfida, non solo urbanistica?

| Good morning, Trento |
E’ un esperimento di narrazione che nasce dalla voglia di condividere uno sguardo sulla città.
E’ curioso, economico e autoprodotto. Si potrebbe dire indipendente.

| ideazione, riprese, interviste e montaggio |
Federico Zappini

Progetti e processi

In Ponti di vista on gennaio 21, 2014 at 8:10 am

tumblr_lexb2r2t8d1qaouuqo1_1280“L’architettura della partecipazione” è il titolo di un libricino, ripubblicato di recente, che raccoglie un importante intervento dell’architetto Giancarlo De Carlo, datato 1969. In queste pagine – che lette oggi sanno di profezia inascoltata – viene descritto un approccio incredibilmente moderno al ruolo dell’architettura (e dell’urbanistica) in relazione alla vita e alla trasformazione delle città. Non solo. Se non lo si ritiene esclusivamente un testo per addetti ai lavori, ci si accorge che le parole che De Carlo usa per dipingere la figura del progettista dovrebbero essere quelle che caratterizzano l’azione della politica, in ogni campo. Leggi il seguito di questo post »