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Posts Tagged ‘riqualificazione’

Alla paura preferiamo i desideri

In Ponti di vista on giugno 5, 2018 at 1:49 pm

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(Lettera firmata inviata al quotidiano Il Trentino)

Sono il genitore di una bambina che frequenta la scuola Materna
Zanella di Trento. Scrivo – a titolo personale – per proporre una breve riflessione collegata al titolo dell’articolo che il vostro giornale ha deciso di dedicare sabato 2 giugno all’inaugurazione del dipinto realizzato sulle mura dell’edificio scolastico: “I bimbi in piazza festeggiano il murale antidegrado”.
Ritengo, insieme a mia figlia, a sua sorella e ai suoi compagni, di non aver partecipato “a una festa antidegrado” (parola ormai passpartout, entrata nel vocabolario comune per la descrizione di tutto ciò che non ci aggrada) ma a un appuntamento di attivazione civica e di partecipazione collettiva. A un soleggiato pomeriggio di piacevole e gioiosa convivenza. Il senso dell’iniziativa è ben spiegato dal comunicato che aveva il compito di raccontare l’esperienza delle ultime settimane di co-progettazione all’interno dell’istituto e coinvolgimento della comunità circostante.

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone” scriveva Italo Calvino nelle Città invisibili. Come dargli torto. Ecco allora che forse i bambini e le bambine della Scuola Materna Zanella – guidati dal muralista messicano Omar Garcia e dalle loro maestre – attraverso il loro disegno collettivo contribuiscono a mettere in risalto le relazioni umane, la condivisione e la cura dello spazio pubblico, la valorizzazione delle reti di prossimità e vicinato. Nel loro sguardo il deserto si riempie di giochi e di momenti di collaborazione, di esperienze nei contesti naturale e urbano, di complicità e fantasia. Leggi il seguito di questo post »

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Occupare e occuparsi di S.Chiara

In Ponti di vista on gennaio 1, 2017 at 2:06 pm

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Quello che segue è da ritenersi come un documento aperto, che aspetta e ha bisogno delle modifiche e delle aggiunte di chiunque voglia partecipare alla co-progettazione degli spazi dell’ex-S.Chiara e che ritenga che il modo migliore per farlo sia quello di favorire un lavoro collettivo di raccolta ed elaborazione di idee. Rimango a disposizione (via telefono, e.mail, Facebook, Twitter e soprattutto di persona) per capire come sia meglio proseguire su questa strada. Prima scadenza il prossimo 13 gennaio, giorno in cui presentare il documento frutto dell’impegno di un gruppo il più possibile vasto.

Il 14 giugno 1975 centinaia di cittadini e cittadine decidevano di occupare il parco e le strutture dell’ex-complesso ospedaliero Santa Chiara, a Trento. Lo facevano – in un periodo certamente movimentato dal punto di vista politico e sociale – nel tentativo di impedire che il previsto riordino urbanistico della zona cancellasse spazio verde ed ex ospedale trasformando la destinazione d’uso di quello che successivamente (grazie a fondi provenienti dalla Presidenza della Repubblica) sarebbe diventato – pur in maniera mai del tutto completa – uno dei presidi culturali maggiormente utilizzati e riconosciuti dalla cittadinanza. La storia diede ragione all’azione di protesta – durata più di un mese – e certificò l’urgenza, espressa dai cittadini, di voler essere protagonisti nella definizione delle strategie per l’utilizzo e la gestione degli spazi pubblici della città.

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Appunti di lettura | 21.

In Ponti di vista on novembre 14, 2016 at 10:26 am

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Giornata convulse. Donald Trump eletto alla guida degli Stati Uniti d’America richiederebbe – se la situazione si muovesse su binari lineari – un surplus di analisi, tutta dedicata al capire come tale risultato possa essersi verificato. Credo invece serva del tempo per far depositare un po’ del polverone che le Presidenziali americane hanno alzato. Un tempo necessario per uscire dall’autoreferenzialità di stampa mainstream (e non) nel leggere il prima, il durante e l’immediatamente dopo il voto, per rifocalizzare l’attenzione più che sull’evento macro (quello giocoforza più evidente, quello che destabilizza perché dannatamente sovraesposto) sulla moltitudine delle incognite e fragilità micro – una vera e propria agopuntura sociale – che segnano ogni comunità e ogni territorio. Dentro quelle stesse particolarità, guardando bene, si potrebbero trovare anche le energie per innovare l’esistente e per tracciare possibili linee di futuro desiderabile, sia a livello locale che globale. Certo ci vuole un po’ di impegno e in questi giorni un certo coraggio.

1-nnpzte1hx74wkicl3gj34aUtile – a mio parere – è un articolo di qualche tempo fa, suggeritomi da un amico. Parla di organizzazione dei sistemi e in maniera assolutamente sintetica (e quindi non esaustiva) propone un’alternativa ai modelli centralizzati e decentrati. Una terza via – come piace a me – con alla base un’idea di governance distribuita, diffusa. Vale per la politica, oggi in crisi profonda, ma per mille altri settori. Già la sola grafica utilizzata spiega molte cose.

Ecco il pezzo. Centralized vs Decentralized vs DistributedSaurabh Goyal (da Medium) Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 11.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista, Uncategorized on marzo 3, 2016 at 12:44 am

sunset-1090164_1920Composizione notturna, faticosa. Il tema Europa sempre in primo piano, con tutte le sue contraddizioni ben in vista. Politica interna, terminata la settimana di fuoco sulle unioni civili, non riesce a uscire dalle secche delle polemiche, troppo spesso inutili. Le città – da ogni punto di vista – tornano a essere laboratorio di sperimentazione politica, dentro progetti di riqualificazione partecipata e con all’orizzonte la sfida (con sfumature a volte tragicomiche) delle amministrative di primavera.  Gli Stati Uniti sono impegnati nel descrivere la complessa successione di Barack Obama, tra utopie socialiste e tycoon farneticanti.

*EUROPA

Andrea Seibel | Gli anni spensierati sono ormai finiti | La Repubblica
Uno spaccato del contesto europeo, e qualche spunto per guardare oltre. “Gli anni felici, gli anni spensierati e sereni sembrano passati. Ma non furono anche anni di troppo facile ottimismo, anni di illusione? L’Europa crede di essere senza confini, ma urta di continuo nei suoi limiti, anche in quelli della sua onestà e credibilità. La crisi di cui oggi siamo testimoni, si tratti della Brexit, dei profughi, della struttura interna dell’Ue, investe i fondamenti. Tuttavia, i discorsi su “più Europa”, “Europa senza confini” o “solidarietà” si dimostrano vuoti e pericolosi. È sempre lo stesso sound.” 

Claudio MagrisBarriere e confini, il ritorno asburgico e la furia nazionalista | Corriere della Sera
Una puntuale lezione di storia per un finale apocalittico, che dovrebbe farci riflettere oltre quella che ci ostiniamo a continuare a definire emergenza. “Il fenomeno delle migrazioni sta diventando un processo mondiale che il nostro sistema di vita non è capace di ordinare. Quelle fiumane di gente sventurata che chiede solo di poter vivere potrebbero diventare così grandi da rendere oggettivamente difficile dar loro la possibilità di vivere. Forse quelle migrazioni sono l’avanguardia oscura di un grande e non lontano cambiamento simile alla fine del mondo antico, un cambiamento che non riusciamo a immaginare. Leggi il seguito di questo post »

Il quartiere delle Albere

In Ponti di vista on luglio 17, 2014 at 7:54 am

Il quartiere delle Albere compirà tra pochi giorni un anno.
Dentro questo nuovo “pezzo” di città sembrano convivere tre sentimenti molto diversi: la gioia per il successo del MuSe, la curiosità per i possibili utilizzi del parco, i dubbi legati alla reale sostenibilità del progetto immobiliare. E’ strano dover parlare di ri-qualificazione per un quartiere appena costruito, ma sarebbe necessario di fronte al “vuoto” che Le Albere rappresentano oggi nel tessuto urbano cittadino. Tra i palazzi disegnati da Renzo Piano la città di Trento può crescere, oppure rischia di subire un doloroso schiaffo.
E’ pronta Trento – la sua amministrazione, i suoi attori economici e sociali, anche i suoi cittadini – ad affrontare questa sfida, non solo urbanistica?

| Good morning, Trento |
E’ un esperimento di narrazione che nasce dalla voglia di condividere uno sguardo sulla città.
E’ curioso, economico e autoprodotto. Si potrebbe dire indipendente.

| ideazione, riprese, interviste e montaggio |
Federico Zappini

Se l’arte del rammendare diventa un tema…

In Ponti di vista on giugno 18, 2014 at 9:46 pm

NicolasGrenier1Tema d’attualità o in ogni caso saggio breve, preferibilmente in campo socio/economico o storico/politico. Neppure quest’anno – con buona pace di Quasimodo – avrei avuto dubbi di fronte alle tracce dell’esame di maturità. O meglio, questa mattina avrei avuto solo l’imbarazzo della scelta. Riflettere dell’Europa nel secolo sfalsato che va dal 1914 al 2014 sarebbe stata una bella sfida, dovendosi interrogare su decisive differenze e pericolose assonanze. Avrebbe avuto senso anche provare a scrivere del come riuscire a globalizzare la responsabilità e – citando Papa Francesco – la solidarietà, nel tentativo di offrire un futuro al nostro Pianeta e ai suoi abitanti. Non di minor interesse era la traccia che chiedeva di esprimersi sulla dicotomia violenza/non violenza, argomento attualissimo dentro giornate i cui fatti di cronaca sollecitano riflessioni approfondite a proposito della banalità del male (o come la definisce Marco Revelli “malignità del banale”) e perchè no della banalità del bene, l’altro lato – non meno pericoloso – della medaglia dell’animo umano. Non avrei potuto fare a meno però di essere attratto dalla proposta di riflessione attorno alla città, alle sue periferie e all’opera che Renzo Piano ha definito di “rammendo” a cui siamo chiamati, necessaria di fronte alle ferite profonde che il tessuto urbano ha subìto soprattutto nel corso degli ultimi decenni. Leggi il seguito di questo post »