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Posts Tagged ‘sharing economy’

Un mondo condiviso. Tra la necessità di scrivere la storia e l’abilitazione al tiki taka.

In Uncategorized on ottobre 2, 2016 at 10:23 am

condivisione_trento(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Un mondo condiviso. Il titolo dell’incontro ospitato dal Festival delle Resistenze porta dentro di sé una delle contraddizione più rilevanti del tempo che stiamo vivendo. Se da un lato la strabordante connettività della nostra società sembra aver eliminato dalla superficie terrestre qualsiasi ostacolo alla possibilità di generare reti sempre più articolate e diffuse (oltre che potenti e efficienti), dall’altra non passa giorno senza che emergano, ad ogni latitudine, i segni dell’incapacità umana di relazionarsi con l’altro, di mettere in comune, di superare le differenze. Un mondo condiviso è quindi allo stesso tempo un necessario auspicio, un orizzonte socialmente desiderabile (partendo anche da contesti molto piccoli dove sperimentarne le potenzialità e le conseguenze) e una sfida politica decisiva per lo stesso futuro del pianeta.
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Appunti di lettura | 4.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on novembre 8, 2015 at 10:59 pm

12189550_10153623565846011_5906737014703441401_nNicola Melloni | I lati oscuri della sharing economy | Pandora
Uber e Airbnb hanno cambiato le tue abitudini per quanto riguarda il tuo modo di spostarti e di organizzare le vacanze? Qui un articolo che offre qualche riflessione su ciò che meno viene raccontato della – ancora presunta – rivoluzione scatenata dall’avvento della sharing economy.

Anche Fomiche dedica un numero speciale al tema dell’economia della condivisione. Qui l’editoriale che apre la rivista.

Kim-Mai Cutler | Airbnb, Proposizione F e l’ipocrisia condivisa della Bay Area Housing | http://techcrunch.com/
Se volete capirci qualcosa sul referendum per regolamentare Airbnb di qualche giorno fa a San Francisco qui trovate tutto ciò che vi serve. Tantissimi dati da incrociare per rendersi conto delle mille contraddizioni che attraversano il pensiero referendario e il business di Airbnb che si vorrebbe regolamentare.

Serena Danna | Tech, dollari e sfratti. Lotta di classe a San Francisco | La Lettura
Un pezzo di qualche tempo fa che spiegava come i flussi della rivoluzione tecnologica impattino sui territori (anche quelli abituati come San Francisco) lasciando ferite profonde.

Sam Shank | Cosa ho imparato registrando ogni minuto del mio tempo | Wired
Segnalazione personalissima. Il tempo è fattore determinante alla base di ogni nostra scelta, soprattutto quando ne possediamo quantità limitate che non bastano a far fronte ad ogni nostra attesa. Fare i conti con il tempo che abbiamo a disposizione è un primo passo fondamentale. Quando comincerò? Leggi il seguito di questo post »

La partecipazione, tra il fare e il pensare

In Ponti di vista on agosto 23, 2015 at 10:00 pm

graffiti-569265_1280Milano, 1 maggio 2015. Durante un corteo contro l’inaugurazione di Expo gruppi di manifestanti danno alle fiamme alcune auto, distruggono vetrine e con bombolette spray tracciano scritte sui palazzi del centro città. Il giorno dopo migliaia di milanesi scendono in piazza – Sindaco Pisapia in testa – uniti dietro lo slogan “non toccate Milano”. Nelle stesse settimane è virale un video che ritrae un gruppo di cittadini, armati di tuta bianca e pennello, intenti a trasformare in tinta unita i variopinti colori di un murales nell’hinterland milanese. Peccato l’opera fosse stata realizzata – proprio per riqualificare il parco urbano – da un noto artista, addirittura con il benestare dell’amministrazione e dei residenti della zona. Corto circuito, totale.

Il tema della partecipazione e della presa in carico da parte dei cittadini di quelli che vengono catalogati come “beni comuni” è oggi al centro di una positiva e crescente attenzione. Grazie certamente a chi ha investito tempo e energie nello studio del fenomeno (primo tra tutti in Italia il professor Gregorio Arena, con il fruttuoso lavoro di Labsus), a chi “su strada” ha sperimentato – non senza ostacoli e frustrazione – la riappropriazione del concetto di sussidiarietà nel suo significato più autentico e vitale. Non vanno sottovalutati poi l’incidenza delle nuove tecnologie (la diffusione capillare dei social network, lo sviluppo di piattaforme ad hoc, l’utilizzo crescente degli open data e di servizi di geolocalizzazioni sempre più precisi, ecc.) e della spending review, che impone alle amministrazioni locali una gestione diversa delle risorse, facendole guardare con interesse all’intervento volontario e gratuito delle comunità nella cura del patrimonio pubblico, oggi a rischio degrado. Eppure non è tutto qui.

Deve essere chiaro che non va alimentata l’apologia del “fare” fine a se stesso, facendo riferimento a una sorta di operosità 2.0 che dovrebbe emergere – salvifica – dai quartieri. Certo c’è l’aiuola da ripulire e la staccionata da aggiustare, ma non solo. C’è un rinnovato modo di intendere l’utilizzo dello spazio pubblico. Leggi il seguito di questo post »