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Appunti di lettura | 42.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on dicembre 1, 2017 at 1:26 am

People_Tubo

La crisi (da risolvere) della politica.

Mauro MagattiQuesta politica è lontana dai problemi reali del paese | Corriere della Sera
Sarà che il suo ultimo libro si intitola Cambio di paradigma e mi sento molto affine a questo approccio trasformativo ma trovo le riflessioni di Mauro Magatti sempre puntuali e utilissimi per capire quali siano le condizioni da ricercare per rimettere in moto un dialogo efficace sulle prospettive dell’economia. “Oggi le difficoltà individuali — non più anestetizzate dall’immagina-rio di una crescita illimitata — stagnano nel vissuto quotidiano, alimentando quel risentimento che affiora ormai senza più alcun freno inibitore.” E ancora “In questa situazione è giusto chiedere ai partiti che si apprestano a cominciare una lunga campagna elettorale di dire chiaramente come pensano di risolvere il rebus che abbiamo davanti: interrompere il decalage intergenerazionale riattivando la crescita senza far finta di non sapere che ciò non basterà per placare il grido di rabbia che sale da ampie parti del corpo sociale; soprattutto se non si metterà mano a quelle riforme strutturali che il Paese aspetta da anni (e che, cambiando assetti consolidati, sono sempre, in certa misura, dolorose). Sarebbe già tantissimo avere il coraggio di dire la verità al Paese. Forse un atto di parresia potrebbe coagulare le tante forze positive e costruttive che ancora esistono nel Paese.” Leggi il seguito di questo post »

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Appunti di lettura | 40.

In Ponti di vista on novembre 1, 2017 at 7:50 am

Inquinamento_Pouya Derakhshan

Buttarsi nel grande mischione e provare a uscirne migliori. Questo l’obiettivo di questa puntata di Appunti di lettura. Sta succedendo qualcosa di particolarmente interessante – può essere solo una mia parzialissima interpretazione – dentro mondi molto diversi tra loro, ma che descrivono attraverso una strana e per nulla lineare emersione di contenuti e pratiche la possibilità di promuovere cambiamenti radicali nelle politiche pubbliche e, più in generale, nell’approccio generale al futuro. Europa e territori. Trasformazione delle città e delle loro comunità. Innovazione tecnologica, sociale e culturale. Gestione e cura dell’ambiente e del territorio. Immigrazione e cittadinanza. Più nel profondo – come dimensione trasversale e non del tutto compresa – azione politica, militante e radicale, di tipo collettivo. Scusate se è poco. Avanti!

Città, tra grandi rischi e grandi opportunità.

Maurizio Cilli |Rigenerazione urbana: l’approccio alle comunità | CheFare
Dopo l’outing di Richard Florida sulla fallibilità del suo approccio di rigenerazione basato sul ruolo centrale dei creativi e delle loro attività ora siamo chiamati a una riflessione più profonda e meno modaiola. Leggi il seguito di questo post »

Divieto di sosta…

In Ponti di vista on aprile 6, 2017 at 5:12 am

lot-1584056_1920Ogni volta che questa storia riemerge – una volta l’anno all’incirca, negli ultimi cinque – tento di sconfiggere la tristezza e lo scoramento che immediatamente mi colpiscono. La storia è quella dell’occupazione dell’Ex Dogana di Trento e del successivo tentativo di recupero crediti da parte della Provincia Autonoma di Trento, proprietaria dell’immobile. Centoventimila euro circa (da dividersi tra i sei “colpevoli”) dovute per aver ritardato la realizzazione – questo l’ambizioso “piano” provinciale – di un piccolo
numero di parcheggi. Un “divieto di sosta” piuttosto costoso, che avrà un’appendice giudiziaria con l’invito a comparire in tribunale il prossimo 26 luglio. Qui e qui trovate qualche informazione in più sul caso, visto che non intendo ritornarci in questo articolo.

L’esercizio che mi sono imposto ad ogni nuova puntata della telenovela Ex Dogana è quello di raccogliere appunti utili a capire – è quello che faccio comunque per lavoro e per curiosità – in che direzione si muovono realtà che stanno facendo i conti, con maggior prontezza e curiosità, con il tempo che cambia e con la necessità di immaginare modelli di governance dei fenomeni sociali ed economici più flessibili e resilienti. Si trasformano le città e con esse il modo di gestirne l’evoluzione. A Trento, e in Trentino, tutto ciò sembra avvenire con una lentezza e una rigidità di processo preoccupante, condizione che – ho già avuto occasione di scriverlo in diverse altre occasioni – pone questo territorio in chiara difficoltà nel saper intercettare le linee di innovazione che altri hanno fatto già proprie da tempo, o che almeno provano a elaborare e condividere. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 22.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on dicembre 2, 2016 at 2:30 pm

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Urgenza di radicalità. Questa è quella che provo in questi ultimi – finalmente – giorni di avvicinamento al referendum costituzionale, scadenza che è riuscita da sola a provocarmi senso di scoramento, nausea e – non da ultimo – di profonda e dolorosa solitudine. Non che mi aspettassi un’esplosione di passione e sarebbe stato da illusi pensare che da un contesto sociale, politico e culturale gravemente malato potesse scaturire una campagna elettorale qualitativamente rilevante. Ciò che però più mi indispone dell’intera situazione – tragica e comica allo stesso tempo – è l’assenza di un pensiero radicale che sappia mettere sotto stress l’esistente di cui siamo parte e che, nonostante una crisi diventata nuovo paradigma, nessuno sembra essere in grado di affrontare con reale spirito trasformativo. “Il sole sorgerà ancora domattina” sono state le parole di Barack Obama durante la notte che ha portato all’elezione di Donald Trump. Sono piaciute molto – tanto che tutti le usano anche in queste lunghe ore di vigilia referendaria – e hanno forse fatto passare in secondo piano l’idea che il problema non stia tanto nella costanza con cui il sole si alza al mattino e tramonta alla sera ma in quello che quotidianamente gli costringiamo a illuminare, che lui lo voglia o meno.

Suggestioni (da leggere, in ogni caso)

Senso Comune – Un manifesto
Non ho sottoscritto questo manifesto, però trovo interessante il punto di vista che cerca di sviluppare. Affrontare il tema del populismo – cattivo – fuori dalla logica binaria che lo contrappone alla responsabilità – buona, of course – dell’establishment (sia esso inglese, americano o italiano) credo sia esercizio tutt’altro che banale e varrebbe la pena di approfondirlo seriamente. In questa prima parte di segnalazioni ci proverò. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 21.

In Ponti di vista on novembre 14, 2016 at 10:26 am

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Giornata convulse. Donald Trump eletto alla guida degli Stati Uniti d’America richiederebbe – se la situazione si muovesse su binari lineari – un surplus di analisi, tutta dedicata al capire come tale risultato possa essersi verificato. Credo invece serva del tempo per far depositare un po’ del polverone che le Presidenziali americane hanno alzato. Un tempo necessario per uscire dall’autoreferenzialità di stampa mainstream (e non) nel leggere il prima, il durante e l’immediatamente dopo il voto, per rifocalizzare l’attenzione più che sull’evento macro (quello giocoforza più evidente, quello che destabilizza perché dannatamente sovraesposto) sulla moltitudine delle incognite e fragilità micro – una vera e propria agopuntura sociale – che segnano ogni comunità e ogni territorio. Dentro quelle stesse particolarità, guardando bene, si potrebbero trovare anche le energie per innovare l’esistente e per tracciare possibili linee di futuro desiderabile, sia a livello locale che globale. Certo ci vuole un po’ di impegno e in questi giorni un certo coraggio.

1-nnpzte1hx74wkicl3gj34aUtile – a mio parere – è un articolo di qualche tempo fa, suggeritomi da un amico. Parla di organizzazione dei sistemi e in maniera assolutamente sintetica (e quindi non esaustiva) propone un’alternativa ai modelli centralizzati e decentrati. Una terza via – come piace a me – con alla base un’idea di governance distribuita, diffusa. Vale per la politica, oggi in crisi profonda, ma per mille altri settori. Già la sola grafica utilizzata spiega molte cose.

Ecco il pezzo. Centralized vs Decentralized vs DistributedSaurabh Goyal (da Medium) Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 20.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 23, 2016 at 11:09 pm

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Idee e azioni per città migliori.

Paolo Venturi | Proposta per un ecosistema umano cooperativo | BeneComune.net
“La rigenerazione non più come atto speculativo (costruisco e rivendo)…ma generativo”. Da questa idea si muove Paolo Venturi in questa ricognizione del terreno nel quale necessariamente dovrà muoversi chiunque intende immaginare una città diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. “Le città che investiranno su queste politiche “abilitanti” (ossia ecosistemiche) saranno quelle capaci di costruire una più solida democrazia economica e una maggiore capacità di generare Ben-essere.”

Ivana Pais | Promuovere la sharing city | BeneComune.net
Un’idea che andrebbe approfondita e – soprattutto – sperimentata. “L’elemento di novità sta nel passaggio da un coinvolgimento del cittadino organizzato attraverso associazioni nelle politiche proposte dall’amministrazione a uno «Stato relazionale» o «Stato-regia» (Iaione 2015) che abilita l’iniziativa autonoma dei cittadini. La sfida è quella di riuscire a veicolare e valorizzare il singolo “contributo”, anche in forma sporadica e non organizzata. L’esperienza delle piattaforme di mercato dimostra che è possibile, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo, nell’ambito dei processi redistributivi questo passaggio deve però essere accompagnato da una riflessione sulle relative implicazioni sociali in termini di potenziale rafforzamento della partecipazione civica, riduzione delle diseguaglianze sociali e ripensamento del ruolo dell’amministrazione locale.”
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Appunti di lettura | 19.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on ottobre 14, 2016 at 10:03 pm

typewriter-1245894_1920Si affastellano le cose da leggere perché – per fortuna – molti pensano e scrivono. Poi alcuni scrivono davvero molto bene e non si può fare a meno di leggerli. Era indispensabile aggiungere qualche info sul tema del referendum costituzionale (se possibile utile non solo alla scelta di voto ma anche per comprendere il contesto nel quale il voto si inserisce), proseguire nei miei filoni d’interesse legato all’economia della condivisione, mischiare città e montagna nell’analisi dei fenomeni che le stanno trasformando. Sullo sfondo – anche a partire dal recente incontro organizzato da Rena dal titolo “Le comunità del cambiamento” – l’idea forte che dall’enunciazione della lista infinita delle politiche virtuose si debba passare a un ruolo maggiormente attivo dentro la politica che si ha la legittima ambizione di voler rendere migliore.

Referendum

Gianni Giovannelli | La questione referendum | Effimera.org
Uno sguardo – di movimento – rivolto al referendum costituzionale, dentro una stagione che trova nei referendum strumenti potentissimi (e contraddittori) di trasformazione dell’esistente. Un ragionamento articolato che non slega la questione referendaria dalla situazione sociale ed economica in Italia e Europa. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 3

In Libri con le orecchie... on ottobre 31, 2015 at 3:36 pm

12119155_10153573058546011_7897522320589342715_nAltra infornata di articoli usciti sulla stampa – cartacea e web – negli ultimi giorni. In ognuno di essi riconosco il tentativo di sfuggire al terribile difetto di affrontare ciò che accade oggi come completamente separato da ciò che abbiamo alle spalle e ciò che ci aspetta nel futuro. Spero aiutino anche voi a muovermi meglio dentro la frammentaria contradditorietà dei tempi che stiamo vivendo.
Volutamente il primo pezzo è dedicato al tema carne, in relazione al rapporto stilato dall’OMS, e finalmente inquadra il problema. Produciamo e mangiamo troppa carne, così come produciamo troppo e male in moltissimi altri settori, non solo in campo alimentari. Gli ultimi trent’anni (almeno) della nostra storia sono stati all’insegna della presunta illimitatezza delle risorse. Un errore di valutazione e di paradigma economico e culturale che mostriamo di non aver ancor compreso del tutto.

Giovanni De Mauro | Carne | Internazionale n°1126
“Più che (qui avrei scritto “oltre che per”) per la nostra salute, è per ragioni ambientali, economiche ed etiche che dovremmo smettere di consumare carne.”

Ugo Morelli | La sindrome dello struzzo | Hic et nunc
Che la sindrome dello struzzo sia di fatto la nostra peggiore patologia è ormai evidente, incapaci come siamo di assumerci la responsabilità di affrontare e vivere consapevolmente i processi conflittuali che ogni giorno ci vedono protagonisti.

Jan Zielonka | Un’altra Europa è possibile? | Eutopia
Una lettura disincantata e fortemente pragmatica dell’autore di Disintegrazione (ed. Laterza), libro che mi riprometto di leggere. “Poiché né europeisti né eurofobi offrono una visione plausibile del futuro, è tempo di pensare e parlare di alternative.” Leggi il seguito di questo post »

Attorno all’idea dello spazio comune

In Ponti di vista on agosto 18, 2014 at 11:27 pm

NadavKanderAnno 2014. C’è un’operazione di cui apparentemente non ci stanchiamo mai: nominare – spesso con forme incomprensibili – i fenomeni che si verificano attorno a noi. Proprio in questi giorni ho scoperto che siamo riusciti a trovare un acronimo anche per descrivere il ritorno dei cittadini ad interessarsi del luogo in cui vivono: il condominio, il quartiere, la città. La sigla scelta è Yimby, che sta per Yes in my back yard, ed è posta volutamente in contrapposizione a quella che per anni è stata definita (a torto o a ragione) la “sindrome Nimby”, cioè l’opposizione alla realizzazione di un’opera – vista come dannosa, ad esempio una discarica, o una fabbrica o una strada – nelle vicinanze della propria abitazione, o per così dire “nel proprio giardino”. Per molti proprio questo porsi contro – questo dire no collettivamente – ha rappresentato la prima vera forma di difesa del proprio territorio, inteso come bene comune da tutelare. Non è mia intenzione – e probabilmente non sarebbe nemmeno troppo interessante – aprire una discussione sul fatto se sia l’interpretazione positiva o negativa dell’acronimo quella da ritenersi preferibile. Non basterebbe certo questo breve scritto per arrivare a una valutazione condivisa da tutti, compito davvero molto gravoso di questi tempi.
E’ però evidente che rimane sul tavolo un tema che è fondamentale provare ad analizzare con una certa attenzione. Esiste un terza via rispetto al contrapporsi classico tra spazio pubblico e spazio privato, oppure un’opzione che superi questa dicotomia è completamente impraticabile? Leggi il seguito di questo post »