trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Posts Tagged ‘sindacato’

Raccontare (e credere nel) #lavorobenfatto

In Ponti di vista, Uncategorized on dicembre 13, 2016 at 11:10 PM

15555710_10209191148810319_1139007795_n

Se non conoscete Vincenzo Moretti date una scorsa – non fermatevi alle prime pagine, perdetevi un po’ – al suo blog #lavorobenfatto. Leggete, non vi basteranno pochi minuti, quel Manifesto (sottoscrivetelo e condividetelo se vi convince) che è la fotografia più fedele di un approccio al lavoro frutto di una passione e una costanza rare da incontrare. Dentro questo archivio dell’Italia che lavora ancora (e bene) si riescono a leggere i tratti distintivi di un’esperienza – almeno per mia conoscenza – unica di narrazione, di rimessa a a fattor comune del valore sociale e comunitario del “far qualcosa pensando di essere il migliore al mondo”. Un turbinio di parole, scritte e pronunciate, che tengono insieme – in un ipotetico Pantheon di riferimento – un operoso padre del sud e lo Steve Jobs che invitava gli studenti a unire i punti delle loro esistenze, il Morpheus di Matrix e il Pavese di “La luna e i falò”. Parole che compongono storie, quelle stesse storie che “si prendono cura di noi”. Che ci permettono di identificarci, di coltivare la speranza che sia possibile, che il lavoro – nonostante tutto – può essere altro rispetto ai voucher, all’ennesimo contratto precario, alla costante sensazione di incertezza e impossibilità di descrivere con serenità il futuro.

Vincenzo Moretti – sociologo presso la Fondazione Di Vittorio a Roma  – è intervenuto all’interno dell’incontro di presentazione di #ipostidellavoro, contest narrativo organizzato dalla Cgil del Trentino rivolto ai più giovani. Ne ho approfittato per sottoporgli qualche domande che spaziano dal ruolo dello storytelling nella sua attività all’esigenza sempre più pressante di cambiare i paradigmi collegati al mondo del lavoro e a modello economico. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 3

In Libri con le orecchie... on ottobre 31, 2015 at 3:36 PM

12119155_10153573058546011_7897522320589342715_nAltra infornata di articoli usciti sulla stampa – cartacea e web – negli ultimi giorni. In ognuno di essi riconosco il tentativo di sfuggire al terribile difetto di affrontare ciò che accade oggi come completamente separato da ciò che abbiamo alle spalle e ciò che ci aspetta nel futuro. Spero aiutino anche voi a muovermi meglio dentro la frammentaria contradditorietà dei tempi che stiamo vivendo.
Volutamente il primo pezzo è dedicato al tema carne, in relazione al rapporto stilato dall’OMS, e finalmente inquadra il problema. Produciamo e mangiamo troppa carne, così come produciamo troppo e male in moltissimi altri settori, non solo in campo alimentari. Gli ultimi trent’anni (almeno) della nostra storia sono stati all’insegna della presunta illimitatezza delle risorse. Un errore di valutazione e di paradigma economico e culturale che mostriamo di non aver ancor compreso del tutto.

Giovanni De Mauro | Carne | Internazionale n°1126
“Più che (qui avrei scritto “oltre che per”) per la nostra salute, è per ragioni ambientali, economiche ed etiche che dovremmo smettere di consumare carne.”

Ugo Morelli | La sindrome dello struzzo | Hic et nunc
Che la sindrome dello struzzo sia di fatto la nostra peggiore patologia è ormai evidente, incapaci come siamo di assumerci la responsabilità di affrontare e vivere consapevolmente i processi conflittuali che ogni giorno ci vedono protagonisti.

Jan Zielonka | Un’altra Europa è possibile? | Eutopia
Una lettura disincantata e fortemente pragmatica dell’autore di Disintegrazione (ed. Laterza), libro che mi riprometto di leggere. “Poiché né europeisti né eurofobi offrono una visione plausibile del futuro, è tempo di pensare e parlare di alternative.” Leggi il seguito di questo post »