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Posts Tagged ‘smart city’

Cosa rimane della Smart City Week? Quali i prossimi passi per la città di Trento?

In Ponti di vista on settembre 26, 2016 at 8:47 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Il segnalare la complessità dell’argomento non vuole essere un atto d’indulgenza preventiva verso la classe politica. E neppure un segno di “cedimento” di fronte alle difficoltà, che pure esiste ed è evidente, nel far fronte alle sfide che i contesti urbani – e non solo – ci propongono. L’azione di governo delle città è argomento di discussione (e oggetto di messa alla prova quotidiana) che richiama una variegata articolazione di questioni, figlie di una complessità urbanistica e sociale che non può sfuggire neppure a uno sguardo superficiale, a meno che non si voglia ridurre la gestione dello spazio urbano, e delle relazioni a esso connesse, a pura e semplice ordinaria amministrazione, nel senso più deteriore e pericoloso del termine.

Baudelaire scriveva che “la forma di una città cambia più in fretta, ahimé, del cuore degli umani”. Affermazione che potrà apparire banale, ma che fotografa efficacemente il contesto dentro il quale siamo chiamati a muoverci oggi, laddove l’ipotesi della smart city (la città intelligente) non riguarda esclusivamente l’infrastruttura tecnologica che innerva vie, piazze, parchi palazzi e istituzioni ma anche le caratteristiche fondamentali del vivere insieme, della dimensione di comunità, del concetto stesso di democrazia e partecipazione. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 3

In Libri con le orecchie... on ottobre 31, 2015 at 3:36 pm

12119155_10153573058546011_7897522320589342715_nAltra infornata di articoli usciti sulla stampa – cartacea e web – negli ultimi giorni. In ognuno di essi riconosco il tentativo di sfuggire al terribile difetto di affrontare ciò che accade oggi come completamente separato da ciò che abbiamo alle spalle e ciò che ci aspetta nel futuro. Spero aiutino anche voi a muovermi meglio dentro la frammentaria contradditorietà dei tempi che stiamo vivendo.
Volutamente il primo pezzo è dedicato al tema carne, in relazione al rapporto stilato dall’OMS, e finalmente inquadra il problema. Produciamo e mangiamo troppa carne, così come produciamo troppo e male in moltissimi altri settori, non solo in campo alimentari. Gli ultimi trent’anni (almeno) della nostra storia sono stati all’insegna della presunta illimitatezza delle risorse. Un errore di valutazione e di paradigma economico e culturale che mostriamo di non aver ancor compreso del tutto.

Giovanni De Mauro | Carne | Internazionale n°1126
“Più che (qui avrei scritto “oltre che per”) per la nostra salute, è per ragioni ambientali, economiche ed etiche che dovremmo smettere di consumare carne.”

Ugo Morelli | La sindrome dello struzzo | Hic et nunc
Che la sindrome dello struzzo sia di fatto la nostra peggiore patologia è ormai evidente, incapaci come siamo di assumerci la responsabilità di affrontare e vivere consapevolmente i processi conflittuali che ogni giorno ci vedono protagonisti.

Jan Zielonka | Un’altra Europa è possibile? | Eutopia
Una lettura disincantata e fortemente pragmatica dell’autore di Disintegrazione (ed. Laterza), libro che mi riprometto di leggere. “Poiché né europeisti né eurofobi offrono una visione plausibile del futuro, è tempo di pensare e parlare di alternative.” Leggi il seguito di questo post »

FuturaTrento, la piattaforma delle idee per migliorare la città

In Ponti di vista on settembre 16, 2015 at 10:33 pm

urban-438393_1280Smart city, sharing economy, open data, beni comuni, partecipazione, cittadinanza attiva, sussidiarietà, innovazione sociale. Parole che sono entrate a pieno titolo nel dibattito quotidiano (soprattutto per la parte di popolazione più giovane) e riempiono sempre più spesso – chissà con quanta consapevolezza… – anche i programmi elettorali. C’è una rivoluzione in corso, o almeno ci sono le premesse perché questa si verifichi e migliori sensibilmente diversi ambiti delle nostre vite.

Usiamo ancora la forma ipotetica. Potrebbero nascere forme di governance più orizzontali, partecipate e trasparenti. Potrebbero (ri)nascere esperienze diffuse di mutualismo, collaborazione, solidarietà. Potrebbero generarsi interessanti opportunità imprenditoriali, ad alto contenuto innovativo e dalle grandi ricadute sociali. Potremmo trovare, insieme, gli strumenti adatti a rendere le città che abitiamo migliori e più accoglienti. Potremmo anche accorgerci che – sarebbe una grande sorpresa, visto il contesto – il prevalere delle forme collaborative sull’individualismo può renderci davvero più felici. Potremmo renderci conto che – e sarebbe anche questa una piacevole novità – una nostra piccola idea può trovare l’aiuto di altri per avere realizzazione. Potremmo riscoprire addirittura il piacere di essere cittadini.

Volere è potere, o quasi. FuturaTrento è una piattaforma web che mette a disposizione dei cittadini e delle cittadine di Trento (con particolare attenzione verso i giovani dai 16 ai 29 anni) un luogo di informazione, incontro, dibattito e organizzazione per proporre idee utili alla valorizzazione degli spazi urbani e per assumersi la responsabilità di gestire i beni comuni della città. FuturaTrento si avvale del Regolamento dei Beni Comuni promosso da Labsus. Scaricatelo, vale la pena leggerlo e capire in che direzione si muove.

Non abbiamo scuse. Proviamola (è ancora in versione Beta, a disposizione per le nostre osservazioni, necessarie per migliorarne le funzionalità), riempiamola di idee e di commenti. Sentiamoci liberi di proporre le nostre idee, di partecipare ai progetti che altri pubblicheranno, di accettare le sfide che l’Amministrazione Comunale sottoporrà alla comunità e di sfidarla a nostra volta su ipotesi ambiziose e innovative.
Segnatevi l’indirizzo, sarà attivo tra poche ore: www.futuratrento.it

FuturaTrento siamo tutti noi, se lo vogliamo.

f.

#FuturaTrentoè…una storia che ha bisogno di un buon primo capitolo

In Ponti di vista on luglio 1, 2015 at 2:10 pm

FT bene comune positivoQuesta è la traccia dell’intervento che ho tenuto per la presentazione del progetto FuturaTrento.

C’era un volta… Le favole iniziano sempre così. E’ una consuetudine comunemente rispettata. In questo caso specifico non ci riferiamo ad una favola in senso stretto, anche se – a voler essere ottimisti – si potrebbe pensare di renderla tale, almeno pro futuro. Partiamo dall’origine allora…

Il progetto FuturaTrento nasce da un fortunato incastro di circostanze.

La più generale è collegata strettamente ad una mutazione di contesto che sta segnando il mondo intero, e di conseguenza anche l’Italia. Tutto ciò che raggruppiamo sotto i termine smart city e sharing economy è oggi il paradigma culturale, sociale e economico più efficace e anche, non dobbiamo nascondercelo, più accattivante e di moda per poter immaginare un cambiamento in termini migliorativi delle città che abitiamo, dei nostri stili di vita e addirittura dell’infrastruttura democratica nel suo complesso. L’emersione e l’espansione di un approccio diverso al vivere urbano ha convinto Anci a dedicare un bando (Meet Young Cities) per l’attivazione di buone pratiche sui territori. Il Comune di Trento ha saputo interpretare al meglio le richieste in esso contentute accedendo quindi al finanziamento del proprio progetto intitolato “I giovani si prendono cura degli spazi urbani. Il bello ci salverà.”.

Restringendo il campo anche quella che quotidianamente sentiamo chiamare spending review ha avuto un impatto non secondario nello stimolare uno sguardo nuovo (sia da parte delle istituzioni che dei cittadini) nei confronti della gestione dei beni comuni, siano essi pubblici o privati, materiali o immateriali, in stato di abbandono o di recente costruzione. Sarebbe strano Trento fosse rimasta estranea a questa necessità di migliore la gestione delle risorse a disposizione della macchina pubblica. Leggi il seguito di questo post »