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Posts Tagged ‘social street’

Riparliamo di Codici Urbani…

In Ponti di vista on luglio 2, 2014 at 9:40 am

trento_1860Scenari possibili dalla città che sarà

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La città è da sempre terreno fertile di discussione. Non da oggi attorno ai contesti urbani – spesso in relazione o in contrasto con ciò che li circonda – si sviluppa gran parte del dibattito che riguarda le trasformazioni sociali, culturali e politiche.
 Le città – come luogo di incontro e produzione, di differenze e conflitti, di ricerca e sperimentazione – sono oggi più che mai attraversate da una crescente richiesta di protagonismo da parte di una molteplicità di soggetti. I cittadini “semplici” in primis, che sembrano essersi resi conto in anticipo della “fine dell’egoismo” che Antonio Galdo bene descrive in un libro che raccoglie una serie di buone pratiche di cooperazione cittadina. Le associazioni, le cooperative o le imprese che guardano con interesse all’innovazione e che trovano nella city (più o meno smart) lo spazio perfetto per avviare le proprie start up, siano esse orientate alle energie rinnovabili, ai trasporti sostenibili o alla condivisioni di progetti culturali. Gli architetti e gli urbanisti che – mai così attratti da una declinazione social del proprio lavoro – associano sempre più l’opera di progettazione ad un forte richiamo alla riqualificazione e al riuso dell’esistente, puntando a quella che Renzo Piano descrive come opera di “rammendo urbano”. Leggi il seguito di questo post »

Se l’arte del rammendare diventa un tema…

In Ponti di vista on giugno 18, 2014 at 9:46 pm

NicolasGrenier1Tema d’attualità o in ogni caso saggio breve, preferibilmente in campo socio/economico o storico/politico. Neppure quest’anno – con buona pace di Quasimodo – avrei avuto dubbi di fronte alle tracce dell’esame di maturità. O meglio, questa mattina avrei avuto solo l’imbarazzo della scelta. Riflettere dell’Europa nel secolo sfalsato che va dal 1914 al 2014 sarebbe stata una bella sfida, dovendosi interrogare su decisive differenze e pericolose assonanze. Avrebbe avuto senso anche provare a scrivere del come riuscire a globalizzare la responsabilità e – citando Papa Francesco – la solidarietà, nel tentativo di offrire un futuro al nostro Pianeta e ai suoi abitanti. Non di minor interesse era la traccia che chiedeva di esprimersi sulla dicotomia violenza/non violenza, argomento attualissimo dentro giornate i cui fatti di cronaca sollecitano riflessioni approfondite a proposito della banalità del male (o come la definisce Marco Revelli “malignità del banale”) e perchè no della banalità del bene, l’altro lato – non meno pericoloso – della medaglia dell’animo umano. Non avrei potuto fare a meno però di essere attratto dalla proposta di riflessione attorno alla città, alle sue periferie e all’opera che Renzo Piano ha definito di “rammendo” a cui siamo chiamati, necessaria di fronte alle ferite profonde che il tessuto urbano ha subìto soprattutto nel corso degli ultimi decenni. Leggi il seguito di questo post »