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Posts Tagged ‘società’

Appunti di lettura | 31.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 7, 2017 at 8:19 am

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Lavoro e reddito.

Yuval Noah Harari | Il senso della vita in un mondo senza lavoro | The Guardian
Se c’è un tema potente, cruciale e allo stesso tempo sfuggente è quello del lavoro, declinato nella sua visione futura. “The crucial problem isn’t creating new jobs. The crucial problem is creating new jobs that humans perform better than algorithms. Consequently, by 2050 a new class of people might emerge – the useless class. People who are not just unemployed, but unemployable.” Abbiamo bisogno di visioni (anche parziali), di immaginari da mettere alla prova.

Marco DottiFrancesco: «C’è un’economia senza volto che uccide il lavoro, l’impresa, il sociale» | Vita
Un Papa popolare (quasi populista) affronta le contraddizioni del mondo – precario – del lavoro. Le sue sono parole ruvide, rispetto alle quali non si dovrebbe (come sembra accadere sempre più spesso) rimanere indifferenti. L’impresa ha bisogno di virtù, così come la democrazia, perché il bisogno «dei lavoratori e delle lavoratrici è il bisogno di fare il lavoro bene perché il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato: questa è una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perché nega la dignità del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignità, per onore. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro”. Leggi il seguito di questo post »

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Ripartire dai resti… [spunti da una mattinata con Giuseppe De Rita]

In Ponti di vista on maggio 5, 2017 at 9:55 pm

farmland-801817_1920L’Aula Kessler presso la Facoltà di Sociologia è quasi vuota, complice anche l’orario mattutino che esclude una fetta consistente di pubblico potenziale. Ci sono un po’ di (vecchia o vecchissima) classe dirigente e moltissimi capelli bianchi, a comporre una platea che molto ha a che fare con quelle che chiamiamo elitè, a cavallo della linea di faglia tra giudizio positivo e negativo del termine. Mancano quelli – ed è un peccato – che potrebbero trovare nelle parole di Giuseppe De Rita, ancora oggi uno degli osservatori più curiosi e acuti della (o delle) società contemporanee, spunti interessanti per avere maggiore consapevolezza rispetto alle condizioni del presente e tentare di riconoscere le destinazioni desiderabili da raggiungere nel futuro.

I resti generativi. Alla domanda “come va?” la risposta più ricorrente prevede una litania di cose che non vanno come dovrebbero, un elenco che contiene pezzi di vita incerta e precaria. Se comune è l’inizio spesso lo è anche la fine. “Per il resto tutto bene…” ci si sente ripetere, come a voler dar conto – chissà con quanta convinzione – di un’indefinita area di attività e relazioni che nel loro ripetersi quotidiano costituiscono le basi su cui costruire l’intera infrastruttura delle nostre esistenze. Una dimensione solo apparentemente marginale, fatta di piccole cose – i resti appunto, a comporre l’essenziale – che, oggi più che mai, dobbiamo intendere come generativa. Dobbiamo imparare a ripartire dai resti. Da quello che troppo spesso valutiamo come irrilevante, come privo di valore, e che invece rappresenta la nostra prima garanzia per l’avvenire. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 27.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on marzo 21, 2017 at 10:04 am

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Innovazione, Welfare e progetti belli.
Lo sguardo che insiste verso il futuro, diventa pratica e – a volte – prassi. Note di fine lavoro di scrittura del bando Welfare Km0.

Ilaria Giuliani | WeMake: un ecosistema produttivo | CheFare
Il progetto presentato in sinergia con altri soggetti del territorio cittadino vorrebbe avere – tra le altre cose – una sua dimensione laboratoriale, che in parte (almeno nella mia fantasia) assomiglia a questo FabLab.

Altro pezzo significativo del progetto [incrociare le dita è d’obbligo…] consiste nella collaborazione con FBK – Create Net nel progetto che sviluppa e anima la piattaforma Commonfare.net, appena rilasciata nella sua prima, e già interessantissima, versione.

Aree interne (e le città sullo sfondo)
Una mia ossessione. Un tema politica non secondario rispetto alle onnipresenti smart city e alle attraenti metropoli.

Claudia GrisentiLe Alpi rischiano di restare senza neve entro la fine del secolo | Internazionale
Alla fine di un inverno secco e con il superamento del limite simbolico dei 3000m per l’innevamento programmato ecco uno studio che affronta i rischi ambientali ed economici di un modello turistico senza garanzie di una sostenibilità futura. Leggi il seguito di questo post »

Cosa rimane della Smart City Week? Quali i prossimi passi per la città di Trento?

In Ponti di vista on settembre 26, 2016 at 8:47 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Il segnalare la complessità dell’argomento non vuole essere un atto d’indulgenza preventiva verso la classe politica. E neppure un segno di “cedimento” di fronte alle difficoltà, che pure esiste ed è evidente, nel far fronte alle sfide che i contesti urbani – e non solo – ci propongono. L’azione di governo delle città è argomento di discussione (e oggetto di messa alla prova quotidiana) che richiama una variegata articolazione di questioni, figlie di una complessità urbanistica e sociale che non può sfuggire neppure a uno sguardo superficiale, a meno che non si voglia ridurre la gestione dello spazio urbano, e delle relazioni a esso connesse, a pura e semplice ordinaria amministrazione, nel senso più deteriore e pericoloso del termine.

Baudelaire scriveva che “la forma di una città cambia più in fretta, ahimé, del cuore degli umani”. Affermazione che potrà apparire banale, ma che fotografa efficacemente il contesto dentro il quale siamo chiamati a muoverci oggi, laddove l’ipotesi della smart city (la città intelligente) non riguarda esclusivamente l’infrastruttura tecnologica che innerva vie, piazze, parchi palazzi e istituzioni ma anche le caratteristiche fondamentali del vivere insieme, della dimensione di comunità, del concetto stesso di democrazia e partecipazione. Leggi il seguito di questo post »

Libri con le orecchie / 7.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on agosto 7, 2015 at 3:32 pm

IMG_20150807_151708Di libri con a tema “la sinistra” ne sono stati scritti molti e certamente altri troveranno ancora spazio sugli scaffali delle librerie. Meno numerosi sono quelli che possono davvero dirsi utili a leggere i contesti (complessi) e a favorirne una definizione meno superficiale e sommaria. In questi mesi mi è capitato di leggerne un paio dai tratti interessanti. Romano Prodi – intervistato da Marco Damilano – e Giuliano Da Empoli, tutto da solo, si cimentano nella rilettura degli ultimi turbolenti vent’anni della politica italiana. Gli stili sono diversi. Intervista rigorosa la prima, monologo a tratti barocco e autocompiaciuto il secondo, hanno il pregio entrambi di muoversi in maniera molto libera dentro quelli che sono temi che ancora oggi dividono sanguinosamente l’Italia e contribuiscono a renderne l’interlocuzione politica faticosa, perennemente arrabbiata, povera e infruttuosa.
Prodi è puntiglioso nel rendicontare la sua esperienza – in chiaroscuro – all’interno del centrosinistra italiano, quello delle speranze coltivate e deluse nell’esperienza dell’Ulivo nata attorno alla sua discesa in campo. Da Empoli prende a schiaffi lo stesso periodo storico, i politici che lo hanno attraversato e i non sempre edificanti costumi della società che ne è stata plastica rappresentazione. Alla missione incompiuta (filo conduttore di entrambi i volumi) segue la missione da compiere, che nello scritto di Da Empoli prende forma attorno alla ribalta di una nuova classe dirigente composta da quarantenni.

Se è evidente – e lo dice bene Da Empoli – che  oggi i quarantenni in alcuni ruoli apicali si sono assunti la propria responsabilità (sgomitando e talvolta rottamando, spesso ripetendo le gesta tattiche di chi volevano rottamare), è altrettanto chiaro che per affrontare la missione a cui Prodi si riferisce è mancata e probabilmente manca oggi più che allora la capacità di far crescere collettivamente un’esperienza di trasformazione politica e sociale per la quale i confini italiani (e di qualunque altro stato nazionale) sembrano troppo angusti. Leggi il seguito di questo post »

Attenzione! Discesa pericolosa…

In Ponti di vista on agosto 5, 2011 at 12:10 am

Radio corsa. La maglia verde di Ivan Basso è da sola al comando sui tornanti che portano al traguardo di Passo S.Valentino. Da due giorni detiene il simbolo del primato del Giro di Padania. L’ha conquistato sul traguardo di Salsomaggiore Terme. A premiarlo è stata la neoeletta Miss Padania. Sul palco risuonava il Va Pensiero e sventolavano alcune bandiere con ben impresso il Sole delle Alpi (nda E’ così ogni giorno. La corsa si svolge regolarmente, ma è tutto ciò che le sta attorno che è diverso dal solito). Se oggi riuscirà a difendere il suo vantaggio sugli immediati inseguitori potrà sfilare da vincitore a Montecchio Maggiore e inscrivere il suo nome nell’albo d’oro di questa breve corsa a tappe organizzata dall’Asd Monviso – Venezia con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e il contributo della Lega Nord. Sarà presente alla premiazione il ministro Umberto Bossi con il figlio Renzo.

Mancano solo due chilometri alla vetta. Un minuto di vantaggio per il battistrada che prosegue nella sua azione solitaria. Sale sempre seduto. La sua pedalata è agile. Spinge un 39×17. Sulla linea del traguardo sono presenti anche l’europarlamentare leghista Mario Borghezio e il capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni. Non potevano mancare all’avvenimento sportivo voluto dalla Lega Nord e che nel corso degli ultimi giorni ha attraversato cinque regioni del Nord Italia (Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino). Prosegue l’azione di Ivan Basso. La sua andatura è ancora buona e nessuno sembra poterlo più raggiungere. Leggi il seguito di questo post »