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Posts Tagged ‘sostenibilità’

La circolarità necessaria per una nuova economia…

In Ponti di vista on settembre 19, 2016 at 10:41 PM

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Che sia arrivato il momento di chiudere alcuni dei processi che il modello economico capitalista ha sempre lasciato aperti, correndo il rischio di aumentare a dismisura l’impronta ecologica della nostra società? Leggendo il libro “Economia innovativa” (2016, Edizioni Ambiente) si direbbe proprio di sì. E ascoltare Andrea Vecci – uno degli autori – invitato da Trentino Social Tank per presentare il volume, non fa che confermare la sensazione di un cambio di approccio, sia nel campo della produzione che del consumo, che lentamente prende piede.

“Viziata” in alcune sue parti da non nuovi fenomeni di green washing (i grandi player globali hanno interessi e risorse per fare qualche test in questa direzione) e rallentata da alcuni evidenti problemi di scala (nel piccolo si trovano esperienze molto innovative, ma più si allarga il contesto e più è difficile centrare l’ambizioso obiettivo di chiudere il cerchio) non si può negare che l’ipotesi dell’economia circolare sia oggi molto più sostenuta e pratica rispetto a qualche anno fa. La crisi dell’economia lineare – figlia anche del disaccoppiamento dei classici binomi energia/produzione e lavoro/reddito – offre nuovo spazio a modelli alternativi, capaci di valorizzare le eccedenze dei processi produttivi. Circular economy insieme a sharing economy e platform economy (capacità di valorizzare le risorse dentro meccanismi collaborativi e di rete) e blue economy (ne abbiamo già parlato in questo blog) tentano, non senza contraddizioni, di colmare il vuoto. Leggi il seguito di questo post »

Regeneration contest: sfida oltre la sostenibilità

In Ponti di vista on settembre 15, 2016 at 10:11 PM

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(Intervento introduttivo all’incontro previsto a Trento, in piazza Duomo, domenica 12 settembre 2016 – SmartCity Week 2016)

La mia è una breve e non certamente esaustiva introduzione all’incontro dedicato a Regeneration Competition, inserito nella cornice della Smart City Week di Trento. Serve a offrire alcune coordinate generali dentro le quali ci vogliamo muovere. Vuole essere una serie di spunti – spero utili – per comprendere fino in fondo la portata decisiva di tutti i ragionamenti che in questi giorni tenteranno di spingersi oltre l’interpretazione del concetto di sostenibilità come mero criterio di valutazione delle prestazioni di un oggetto o di un comportamento e ne sapranno sottolineare la valenza politica, sociale e culturale nell’affrontare le sfide che il tempo che stiamo vivendo ci sottopone. Procedo per flash e suggestioni all’approfondimento.

Overshoot day. Quest’anno la data cerchiata sul calendario è quella dell’8 agosto. In poco più di otto mesi abbiamo esaurito il budget delle risorse rinnovabili dal pianeta Terra. A partire da quel giorno iniziamo ad accumulare debito ecologico. Un conto alla rovescia che dagli anni ’70 (nel 1970 l’Overshoot Day cadeva il 23 dicembre) non siamo mai riusciti a sricacciare indietro e che si avvicina in maniera preoccupante all’inizio dell’anno. C’è chi – come Edward Wilson, nel suo ultimo libro “Metà della terra” [1], propone scelte radicali per affrontare il tema della conservazione della biodiversità (metà della terra, appunto, da gestire come riserva) e assumersi la responsabilità collettiva non solo di difendere l’ambiente, ma di preservarne le caratteristiche adeguate alla sopravvivenza della specie umana. Un passaggio per nulla scontato in questo frangente storico, che non ha ancora del tutto compreso l’insostenibilità sistemica di modelli orientati alla “crescita infinita”. Leggi il seguito di questo post »

Cosa resta delle trivelle?

In Ponti di vista, Uncategorized on Maggio 1, 2016 at 8:29 am

A due settimane esatte dal referendum sulle trivellazioni in mare (domenica 17 aprile) non avrebbe senso tornare sui numeri (tanti? pochi?), così come non sarebbe d’interesse alcuno – Ilvo Diamanti lo ha già fatto puntualmente… – soffermarsi sui molteplici significati dell’astensionismo e sul valore dello strumento referendario. Non cercherò neppure di orientare la mia breve riflessione dentro il poco entusiasmante (almeno per me) percorso che condurrà alla battaglia d’autunno sulle riforme costituzionali. Altro referendum – ma senza quorum – con le amministrative di primavera come passaggio intermedio. E’ necessario invece chiedersi cosa – “fenomeno” #ciaone a parte – rimanga oggi del dibattito nato attorno alla mobilitazione #notriv.

Resta, è del tutto evidente, la dimensione più politica e di prospettiva legata alla necessità di un cambio di paradigma nell’approccio ai modelli di sviluppo. Bene ne hanno scritto nei giorni scorsi Michele Nardelli e Ugo Morelli. Interessante a tale proposito è anche il contributo di Mauro Gallegati nel suo libro di recente uscita, dal titolo Acrescita (edizione Einaudi). E’ montante la consapevolezza – a ogni livello, da Papa Francesco in giù – che dentro l’epoca ribattezzata tristemente Antropocene (leggere Paul Crutzen, “Benvenuti nell’Antropocene”), a conseguenze definitive – né più né meno l’estinzione della specie umana – dovrebbero corrispondere azioni altrettanto radicali per determinare traiettorie alternative per il futuro degli abitanti del pianeta Terra. Alla consapevolezza però faticano a seguire impegni che sappiano raccogliere la portata della sfida, che ne accettino la scommessa, come si direbbe al casinò, all-in. Tutto in una mano. L’unica che ci è rimasta ancora da giocare. Si prosegue invece in ordine sparso. Con orizzonti troppo limitati e poco coraggiosi per offrire davvero un segno di discontinuità nell’approccio alla crisi ambientale (e non solo ambientale) che stiamo vivendo in questo tempo. Leggi il seguito di questo post »