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Posts Tagged ‘spaesamento’

Ripartire dai resti… [spunti da una mattinata con Giuseppe De Rita]

In Ponti di vista on maggio 5, 2017 at 9:55 pm

farmland-801817_1920L’Aula Kessler presso la Facoltà di Sociologia è quasi vuota, complice anche l’orario mattutino che esclude una fetta consistente di pubblico potenziale. Ci sono un po’ di (vecchia o vecchissima) classe dirigente e moltissimi capelli bianchi, a comporre una platea che molto ha a che fare con quelle che chiamiamo elitè, a cavallo della linea di faglia tra giudizio positivo e negativo del termine. Mancano quelli – ed è un peccato – che potrebbero trovare nelle parole di Giuseppe De Rita, ancora oggi uno degli osservatori più curiosi e acuti della (o delle) società contemporanee, spunti interessanti per avere maggiore consapevolezza rispetto alle condizioni del presente e tentare di riconoscere le destinazioni desiderabili da raggiungere nel futuro.

I resti generativi. Alla domanda “come va?” la risposta più ricorrente prevede una litania di cose che non vanno come dovrebbero, un elenco che contiene pezzi di vita incerta e precaria. Se comune è l’inizio spesso lo è anche la fine. “Per il resto tutto bene…” ci si sente ripetere, come a voler dar conto – chissà con quanta convinzione – di un’indefinita area di attività e relazioni che nel loro ripetersi quotidiano costituiscono le basi su cui costruire l’intera infrastruttura delle nostre esistenze. Una dimensione solo apparentemente marginale, fatta di piccole cose – i resti appunto, a comporre l’essenziale – che, oggi più che mai, dobbiamo intendere come generativa. Dobbiamo imparare a ripartire dai resti. Da quello che troppo spesso valutiamo come irrilevante, come privo di valore, e che invece rappresenta la nostra prima garanzia per l’avvenire. Leggi il seguito di questo post »

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E intanto il tempo se ne va…

In Ponti di vista on ottobre 20, 2013 at 7:10 am

matthew porterNei giorni scorsi – per curiosità e non con troppo coinvolgimento – sono stato per qualche minuto all’incontro di Matteo Renzi a Trento all’interno della campagna elettorale per le elezioni provinciali. Non sono rimasto a lungo, ma tutto mi ha dato il senso del già visto. L’attesa, la folla, l’acclamazione, l’accentramento dell’attenzione di tutti sull’uno, Renzi appunto.
Non sottovalutando la fondamentale importanza in politica del carisma del leader e del riconoscersi in lui è inevitabile riflettere sui rischi di una tale personalizzazione del consenso attorno a una figura di riferimento. Lo faccio partendo dal fatto di averlo votato sia al primo che al secondo turno delle primarie del centrosinistra, e quindi di non avere nei suoi confronti nessun pregiudizio di fondo.
Un anno e mezzo fa Matteo Renzi aveva l’opportunità di voltare pagina rispetto agli ultimi vent’anni di storia politica. Come sarebbero andate poi le cose non possiamo dirlo, non avendo la necessaria controprova. La stessa opportunità era nelle mani nel Partito Democratico e di tutti quei cittadini che potevano decidere nelle primarie il miglior candidato per quella sfida elettorale. Leggi il seguito di questo post »