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Posts Tagged ‘speranza’

Sulla soglia di un mondo nuovo

In Ponti di vista on dicembre 23, 2020 at 7:25 am

Mancano pochi giorni alla fine dell’anno. Difficilmente dimenticheremo questo 2020 e sarebbe assurdo non fosse così. La rimozione – in nome dell’ipotetico ritorno alla “normalità” – ci toglierebbe la possibilità, non scontata, di imparare da ciò che abbiamo vissuto, di far tesoro dell’esperienza per ritrovarci se non migliori almeno diversi.

E’ necessario prima di ogni altra cosa tentare di tracciare un bilancio. Esercizio difficile di fronte a uno scenario (tanto nelle dinamiche pandemiche, quanto negli impatti economici e sociali) ancora in movimento, dove la proiezione di medio termine sembra ridursi nella migliore delle ipotesi al fine settimana successivo.

Utili a diradare almeno un po’ la nebbia che ci circonda sono le analisi annuali del Censis. Il 2020 è quindi l’anno della “paura nera”, del ritorno iper-reale sulla scena di dolore e sofferenza. Si è incrinata la certezza di aver diritto a un benessere crescente, dentro un sistema-Paese che è disegnato come una “ruota quadrata, che gira faticosamente”. Conseguenza primaria è l’ulteriore avvitamento di quel “rancore psichico” che il rapporto già segnalava nel 2018. E’ la ricerca ossessiva di un nemico – di una minaccia – risultato dello spaesamento dei più (quel ceto medio diffuso che doveva avere funzioni di stabilizzatore sociale) di fronte a un Mondo il cui equilibrio economico, politico e sociale sta mutando in maniera sensibile.

E’ l’anno infine dello “squarcio del velo sulle nostre vulnerabilità strutturali” e – se ne sapremo fare buon uso – dell’apertura di possibilità per un obbligato “altrimenti” frutto di un ripensamento dei paradigmi fondanti il precedente modello di riferimento, quello che ci ha portati fin qui.

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Mondo 2.0, effetti collaterali…

In Ponti di vista on giugno 12, 2012 at 11:19 PM

Di Facebook e della rete. Le librerie sono piene di volumi che descrivono la straordinaria importanza di internet. Si organizzano convegni e master per studiare le eccezionali potenzialità della comunicazione in rete. Il primo decennio di questo millennio sarà ricordato come il tempo di Facebook e del Web 2.0. Vista la centralità di questi strumenti dentro la nostra quotidianità non c’è nulla di strano in tutto questo. Ciò che è meno studiato e viene spesso sottovalutato sono gli effetti collaterali della comunicazione aperta, orizzontale, libera. Non sta a me definire se il bilancio tra costi e benefici sia globalmente in positivo o meno, ma mi sento – in queste settimane che della rete e del suo dibattito sono argomento – di avanzare alcune riflessioni. La rete, la sua potenza comunicativa e la possibilità di mettere in relazione milioni di persone, ha la capacità di essere detonatore di emozioni e sentimenti, nel bene e nel male. Può essere strumento per la sollevazione di un popolo contro un dittatore sanguinario, base su cui costruire esperienze cooperative, luogo della conoscenza e dell’informazione. Ma può essere anche valvola di sfogo (a costo zero e magari nell’anonimato) delle nostre più viscerali pulsioni, arena dentro la quale mostrare il “pollice verso” nei confronti di chi vogliamo soccomba, campo di battaglia nel quale esprimere il proprio pensiero di tifoso. Lo spazio sconfinato a disposizione, la relazione non fisica ma mediata dal computer, il poter limitare la responsabilità di ciò che si afferma fanno il resto. In questo secondo caso a prevalere sono il livore, il rancore, l’odio; sentimenti che offrono la fotografia di una società che è giusto chiedersi se stia volgendo il proprio sguardo verso la civiltà o verso nuove barbarie, verso la mediazione dei conflitti o la ricerca dell’annientamento dell’altro e del diverso. Siamo animali sociali, capaci di grandi azioni e di enormi atrocità. Allo stesso modo gli strumenti che utilizziamo possono essere grimaldello per il cambiamento e il miglioramento di ciò che ci circonda o spade taglienti con cui infilzare chi è a noi avverso. Leggi il seguito di questo post »

Un’iniezione di vitamina C.

In Ponti di vista on luglio 19, 2011 at 9:54 PM

Il Paese visto da fuori.
Sono mancato tre settimane dall’Italia. Novemila chilometri tra me e il Paese in cui sono nato, in cui vivo e che mi auguro di poter contribuire a migliorarlo abitandoci anche in futuro.
La distanza e l’assenza di internet hanno ridotto di molto le mie possibilità di accesso alle fonti di informazioni che invece, di norma utilizzo massicciamente. Le uniche notizie che ho intravisto sono l’ennesima emergenza rifiuti a Napoli, condita delle consuete polemiche sul rimbalzarsi delle responsabilità;  un nuovo tentativo di iniziare i lavori per la TAV in Val di Susa (con manganellate di circostanza) e l’avvicinarsi dell’ennesima manovra finanziaria correttiva, con annessi ragionamenti sul debito pubblico, tagli alla spesa e costi della politica.  Non entro nel merito di questi tre casi specifici che sono però  sintomi evidenti di un corto circuito che coinvolge almeno due aspetti del paese Italia. In primis la strategia e la pianificazione del paese. E poi il ruolo del potere politico e del suo rapporto con i cittadini. Leggi il seguito di questo post »