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Terzo Statuto: processi, incroci, mediazioni, coraggio

In Ponti di vista on luglio 21, 2017 at 6:50 am

19420797_1700489926647343_6153534933314422211_nSi potrebbe tagliare corto. L’operazione di manutenzione dello Statuto di Autonomia non è andata a buon fine. Non è il momento buono, meglio ripensarci poi. Non c’è il giusto clima – si dice – così come per la legge sullo ius soli e, sembra, per ogni argomento che preveda una minima messa in discussione della visione più complessiva del mondo. Venuta meno l’urgenza imposta della (fu) riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi abbassare le ambizioni è diventata la parola d’ordine.
Se la questione si potesse risolvere tutta dentro la dimensione politica/partitica non sarebbe difficile spostare in avanti, posticipare, mettere in coda nell’agenda delle priorità. Temo però non ci sia permesso il lusso di evitare di prendere di petto la rivisitazione (non solo difensiva e non solo formale) del funzionamento dell’autogoverno e l’articolazione dell’infrastruttura – istituzionale, politica, sociale e culturale – dell’Autonomia. Leggi il seguito di questo post »

Aree interne, aree ferite, aree vive.

In Ponti di vista, Uncategorized on Maggio 21, 2017 at 8:27 PM

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Negli ultimi mesi un interessante dibattito riguardo la condizione della montagna e delle comunità che la abitano si è sviluppato sulle pagine de Il Manifesto. Qui (in formato .pdf) riporto gli interventi già pubblicati, tutti di autori che hanno saputo far emergere una o più questioni di assoluta rilevanza. Queste mie pagine – elaborazioni di un precedente articolo già condiviso in questo blog – intendono coniugare un ragionamento più generale sul presente e il futuro delle terre alte con la discussione attiva in Trentino (scarna e non troppo centrata, a mio avviso) attorno alla riforma dello Statuto di Autonomia. Servono inoltre come traccia per un’ipotesi di itinerario alpino (dentro il “Viaggio nella solitudine della politica”, www.zerosifr.eu) da realizzare nelle giornate tra il 2 e il 5 giugno prossimi.

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“Nè lo Stato né l’individuo possono da soli realizzare il mondo che nasce. Sia accettato e spiritualmente inteso un nuovo fondamento atto a ricomporre l’unità dell’uomo: la Comunità concreta.”
*Adriano Olivetti, “L’ordine politico delle Comunità”*

Questo contributo al dibattito arriva dal Trentino Alto-Adige, alle prese con la riforma del suo Statuto di Autonomia. La carta costituente di un territorio che ha (aveva?) nell’autogoverno il suo tratto distintivo, il tratto distintivo della sua (potenziale e decisiva) unicità. Per capire l’importanza di questa fase bisogna condividere un dato di partenza. Leggi il seguito di questo post »

C’è da spostare una macchina. La sfida del Terzo Statuto.

In Occhi sul mondo, Ponti di vista on febbraio 7, 2016 at 10:47 PM

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Vi sarà capitato almeno una volta di sentire il motore della vostra auto – a secco di carburante – ammutolirsi, costringendovi a parcheggiare mestamente a bordo strada. E’ una sensazione spiacevole, che genera – a seconda del carattere – imprecazioni o sconforto. Spesso entrambi. Saprete quindi quanto è faticoso a quel punto far muovere quel pesante mezzo di lamiera per provare a raggiungere la prima piazzola di sosta o un’area di servizio per fare il pieno. Se poi vi è successo di vivere questa disavventura da soli, avrete presente quanto la situazione possa diventare complessa. Se vi rimboccate le maniche e provate a spingere non potete controllare il volante, rinunciando a gestire la direzione del mezzo. Se invece rimanete al posto di guida, senza una spinta non vi sposterete di un centimetro, pur avendo le mani salde sul volante che indirizza la marcia.

Ho pensato immediatamente a questa esperienza di vita quotidiana quando le Province di Trento e Bolzano hanno iniziato i loro percorsi paralleli di avvicinamento alla scrittura del Terzo Statuto di Autonomia. Le ho immaginate come due fuoriserie (abbastanza lussuose, decisamente sofisticate ma anche piuttosto delicate nel funzionamento) rimaste in panne più o meno nello stesso punto e i cui autisti sono chiamati a decidere come comportarsi. Guardando alle due differenti strategie utilizzate si potrebbe dire che il pilota altoatesino ha scelto di chiedere agli altri passeggeri (attraverso la Convenzione) di scendere e contribuire alla ripartenza del mezzo, accettando da ciascuno anche un consiglio su quale strada percorrere. Per quanto riguarda invece il Trentino, recuperata la tanica d’emergenza dal portabagagli, si sta incamminando alla ricerca di qualche litro di benzina (la Consulta) per rimettersi in moto e proseguire il viaggio. Sono due approcci diversi che – per il momento – non si possono giudicare se non in maniera superficiale, appunto nei termini di un confronto squisitamente metodologico. Sbaglieremmo però a ridurre la questione solo a questo.
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