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Posts Tagged ‘storie’

Libri con le orecchie… /1.

In Libri con le orecchie... on febbraio 26, 2014 at 10:35 PM

foto (6)Claudio Magris
Segreti e no
Bompiani (2014)
55 pp. / 7 euro

Il tema della segretezza (del potere e non solo) al tempo dello streaming.

“Un mio cugino, di dieci anni più giovane di me, quando era un bambino desiderava ardentemente che gli regalassi un distintivo da agente segreto. Essere agente segreto era la cosa che gli stava a cuore più di ogni altra e in questo assomigliava non solo a tanti altri bambini, ma anche agli adulti.”

“Il segreto politico è forse quello che dimostra più di ogni altro la natura di potere insita nel segreto stesso, in ogni segreto, e anche la sua franchigia rispetto alle leggi della morale. Il custode del segreto (o lo scopritore del segreto del nemico) ignora, nel suo agire, le norme morali e persegue, nella totale indifferenza rispetto ai mezzi, il fine che giustifica ogni operato, ossia la difesa o la cancellazione del segreto ovvero la sua scoperta e la sua ostentazione, se si tratta del segreto del nemico.”

“La più bella difesa del segreto l’ha forse scritta un grande autore italiano barocco, Torquato Accetto, nel suo capolavoro Della dissimulazione onesta. Se simulare comunica il falso, dissimulare può essere un modo non di falsificare la verità, bensì di rispettare il suo pudore. Non apre cassetti che potrebbero esplodere distruttivi, ma lascia che il loro potenziale esplosivo si disinneschi poco a poco, senza portare precipitosamente rovina.”

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Una storia da raccontare/ 12.

In Una storia da raccontare on febbraio 24, 2014 at 6:07 am

03-geometry2L’amicizia, come il diluvio universale,
è un fenomeno di cui tutti parlano,
ma che nessuno ha mai visto con i propri occhi.
Enrique Jardiel Poncela –

Il centro sociale avrebbe aspettato. Avevo bisogno di altre conferme prima.
Il quartiere di San Carlo negli ultimi dieci anni era diventato il rione degli immigrati. Inizialmente perché i prezzi vantaggiosi degli affitti avevano spinto diversi cittadini nordafricani ad aprire le loro attività in quella zona della città. Ora perché la normativa nazionale sull’immigrazione imponeva la costruzione, in ogni città, di un quartiere dove far confluire tutti gli stranieri. Maggior controllo, dicevano i politici di destra e sinistra. Nuovi ghetti, dicevano in pochi, opponendosi all’idea che potesse essere l’obbligo per una persona di vivere in uno spazio circoscritto, senza poter scegliere nemmeno la casa da condividere con la propria famiglia. Era infatti un comitato, composto dai proprietari delle case e da un gruppo di vecchi abitanti del quartiere, a decidere la disposizione negli appartamenti e l’apertura e la chiusura dei negozi posti ai piani bassi degli edifici. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare/ 11.

In Una storia da raccontare on gennaio 30, 2014 at 2:04 am

tumblr_lhbs9cj2WH1qb65nso1_500Are you demanding love
when you keep away from me…*

Lungo le pareti della fabbrica abbandonata il freddo era pungente. L’umidità ti entrava nelle ossa e da lì sembrava gelarti l’anima. Camminavo veloce in direzione dell’uscita.
Continuava a nevicare, anche se con minor intensità. Avevo deciso di muovermi a piedi. L’auto – dopo il racconto di Irene – non mi sembrava il mezzo adatto per non farmi notare. Raggiunsi il cancello. Prima di superarlo appoggiai la schiena al muro. Respirai a fondo. Deglutii la saliva impastata dalla temperatura rigida e dallo sforzo del cammino. Guardai le punte delle scarpe, completamente immerse nella neve. Leggi il seguito di questo post »

Pagine del 2013, in ritardo…

In Ponti di vista on gennaio 9, 2014 at 11:38 PM

EtienneZack1In colpevole ritardo, ecco la lista dei libri – iniziati e finiti; non solo sfogliati, consultati o letti a metà – del mio 2013. Sono certamente la fotografia di un anno particolare, dominato dalle letture francesi e dai tempi dettati da Petra e dagli orari del suo addormentamento. Mi dichiaro soddisfatto della quantità e della qualità, certo una serie di titoli aspettano impilati sul comodino di essere affrontati. Se solo gli sgravi fiscali fossero stati approvati prima dal governo Letta, avrei anche risparmiato una manciata di Euro…o comprato qualche libri in più. In Italia oggi si legge poco e male. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare /10.

In Una storia da raccontare on dicembre 18, 2013 at 12:32 am

mondrianSe non ci credi più, se dormi e sei più stanco.
se oggi è già domani e non è successo niente
se l’hai capito già, e poi non riesci a dirlo
che i nostri sogni sono più tristi uno dell’altro*

Di nuovo sangue nelle vie di Hebron. Tre bambini palestinesi, a terra. Un pallone che corre giù per una strada ripida e piena di buche. Nessun piede che interrompe quei rimbalzi irregolari. Nessun muro contro il quale il pallone sbatte, fermandosi. La palla va senza ostacoli in direzione di un check-point israeliano al limitare di uno dei tanti campi profughi. Dietro la palla quattro bambini. Una gara al primo che la raggiungerà. Una gara come tante altre, se fossimo in un luogo diverso, in una situazione diversa. Ma qui siamo a Hebron, e ciò che succede raramente si può definire normale. Una raffica di mitra da parte del militare israeliano che presidia il check-point. Poco più di vent’anni, e la possibilità ogni mattina di decidere della vita o della morte di chi passa per quel punto di controllo. Tre corpi, alti un metro e poco più, uno a fianco all’altro, macchiati di sangue. Uno appoggiato all’angolo di una casa, con una gamba che penzola all’altezza del ginocchio. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare/ 9.

In Una storia da raccontare on novembre 2, 2013 at 1:50 PM

tumblr_lbjl95mJ8J1qaqpoqo1_500Di tutte le parole scritte o pronunciate,
queste sono le più tristi:
“Avrebbe potuto essere!”

Irene non chiuse occhio quella notte. Si era confrontata con Giulia e Barbara, condividendo con loro il testo scarno della telefonata ricevuta. Decisero che non si sarebbero mosse insieme. Irene sarebbe venuta all’incontro. Barbara e Giulia avrebbero continuato, come ogni mattina, a presentarsi al lavoro per poi nel pomeriggio raggiungere il centro sociale. Si sarebbero fermate a dormire a casa di Barbara quella notte, pensavano fosse meglio così. Fuori aveva ripreso a nevicare forte. Muoversi in città era molto difficile. 
Barbara e Giulia abbracciarono forte Irene prima di infilarsi a letto. La preoccupazione era tanta per ciò che poteva essere successo, ma ancor più per ciò sarebbe potuto accadere il giorno successivo.
Per Irene, che di prima mattina avrebbe dovuto scavalcare il muro delle vecchie fabbriche abbandonate e avventurarsi nel cuore di quello che era il rifugio di emarginati e fuggiaschi. Spesso faticava persino la polizia ad entrarci. Lei lo aveva attraversato più volte insieme a me e, in uno dei capannoni che sorgevano proprio al limitare di quelli che un tempo erano i depositi di cemento, avevamo allestito anni addietro un ostello d’emergenza dove senzatetto e migranti trovavano conforto e sicurezza. Leggi il seguito di questo post »

Ferragosto e lo sguardo sulla città…

In Ponti di vista on agosto 18, 2013 at 9:23 PM

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Fa un po’ meno caldo in questi giorni. Si può passeggiare anche di primo pomeriggio, magari con un gelato in mano. La città d’agosto ormai si svuota relativamente, molte persone conservano qualche giorno di vacanza da sfruttare attorno a Ferragosto ma il centro storico non è poi così deserto.

Proprio la vigilia di Ferragosto, causa una mattinata caratterizzata da tempo incerto, la città di Trento si è riempita di turisti. Le vie del centro prese d’assalto, Muse e Castello del Buonconsiglio con code lunghissime di persone interessate a visitarli, ristoranti e bar riempiti. Il segnale di una città viva e attreante, anche se magari per un solo giorno e anche grazie ad una serie di fortunate coincidenze.

Lo sguardo di un osservatore attento – e curioso – però vede anche alcuni lati deboli del tessuto urbano; colpito, non diversamente da molte altre città italiane, da un certo svuotamento. Tante serrande abbassate (non solo per un errato giorno di chiusura), interi palazzi in cerca di affittuari o acquirenti, appartamenti o interi fabbricati di pregio che non trovano qualcuno disponibile a immaginarne un nuovo utilizzo. Leggi il seguito di questo post »

MP2013 – Qualche immagine della Capitale

In MP2013 - Una piccola inchiesta. on gennaio 26, 2013 at 12:31 am

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“Nella vita non dobbiamo accettare niente che sia contro la nostra felicità.”
Jean-Claude Izzo, da Vivere stanca

Soundtrack 2012. Musica per un anno decisamente diverso…

In Ponti di vista on dicembre 26, 2012 at 11:50 PM

foto-1Premessa. L’anno scorso avevo specificato che la mia selezione sarebbe stata piuttosto scarna, senza recensioni in calce ai dischi scelti. Quest’anno aggiungo che il mio ascolto è stato decisamente disattento. Per sei mesi – fino a giugno – in attesa della piccola Petra, per i sei successivi a condividere con Beatrice le gioie e le fatiche delle prime esperienze da genitori. La musica non è stata al centro delle nostre giornate, se si escludono le indimenticabili melodie dei mille giochetti colorati di nostra figlia. Non una grande colonna sonora…

Canzone del 2012 – fuori gara per la sua bellezza – Cromatica di Marta sui Tubi (contenuta in Carne con gli occhi – 2011/Tamburi usati), nella versione registrata con Lucio Dalla. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 7.

In Una storia da raccontare on novembre 20, 2012 at 11:13 PM

La colpa, caro Bruto,
non è nelle stelle ma in noi stessi…
Buonanotte, e buona fortuna.

Continuavo a dire a Roberto di correre. E lo strattonavo. Giù per la scarpata prima del parco della chiesa di S.Giorgio. Poi via, seguendo il lato della navata fino all’abside e dopo aver superato il campanile di nuovo dentro il reticolo di vicoli della città. Lo spingevo. In mezzo alla neve procedeva più lentamente di me. Rischiavo ad ogni passo di farlo cadere, ma era l’unico modo di farlo andare avanti. Con una mano si teneva la gamba destra, all’altezza della coscia. Si muoveva piegato in due dal dolore. Un rivolo sottile di sangue cadeva sulla neve, lasciando dietro di noi tracce ben visibili. Non era il nostro unico problema.
Non era la prima volta che scappavo da qualcuno. E a questo punto immaginavo non sarebbe stata l’ultima. Ne ero certo dopo quella sera. Dopo gli spari. Non mi era mai successo di riportare a casa un amico ferito da un’arma da fuoco. Di teste rotte o pelli abrase ne avevo viste molte durante le manifestazioni degli anni precedenti. Leggi il seguito di questo post »