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Divieto di sosta…

In Ponti di vista on aprile 6, 2017 at 5:12 am

lot-1584056_1920Ogni volta che questa storia riemerge – una volta l’anno all’incirca, negli ultimi cinque – tento di sconfiggere la tristezza e lo scoramento che immediatamente mi colpiscono. La storia è quella dell’occupazione dell’Ex Dogana di Trento e del successivo tentativo di recupero crediti da parte della Provincia Autonoma di Trento, proprietaria dell’immobile. Centoventimila euro circa (da dividersi tra i sei “colpevoli”) dovute per aver ritardato la realizzazione – questo l’ambizioso “piano” provinciale – di un piccolo
numero di parcheggi. Un “divieto di sosta” piuttosto costoso, che avrà un’appendice giudiziaria con l’invito a comparire in tribunale il prossimo 26 luglio. Qui e qui trovate qualche informazione in più sul caso, visto che non intendo ritornarci in questo articolo.

L’esercizio che mi sono imposto ad ogni nuova puntata della telenovela Ex Dogana è quello di raccogliere appunti utili a capire – è quello che faccio comunque per lavoro e per curiosità – in che direzione si muovono realtà che stanno facendo i conti, con maggior prontezza e curiosità, con il tempo che cambia e con la necessità di immaginare modelli di governance dei fenomeni sociali ed economici più flessibili e resilienti. Si trasformano le città e con esse il modo di gestirne l’evoluzione. A Trento, e in Trentino, tutto ciò sembra avvenire con una lentezza e una rigidità di processo preoccupante, condizione che – ho già avuto occasione di scriverlo in diverse altre occasioni – pone questo territorio in chiara difficoltà nel saper intercettare le linee di innovazione che altri hanno fatto già proprie da tempo, o che almeno provano a elaborare e condividere. Leggi il seguito di questo post »

Cosa resta delle trivelle?

In Ponti di vista, Uncategorized on maggio 1, 2016 at 8:29 am

A due settimane esatte dal referendum sulle trivellazioni in mare (domenica 17 aprile) non avrebbe senso tornare sui numeri (tanti? pochi?), così come non sarebbe d’interesse alcuno – Ilvo Diamanti lo ha già fatto puntualmente… – soffermarsi sui molteplici significati dell’astensionismo e sul valore dello strumento referendario. Non cercherò neppure di orientare la mia breve riflessione dentro il poco entusiasmante (almeno per me) percorso che condurrà alla battaglia d’autunno sulle riforme costituzionali. Altro referendum – ma senza quorum – con le amministrative di primavera come passaggio intermedio. E’ necessario invece chiedersi cosa – “fenomeno” #ciaone a parte – rimanga oggi del dibattito nato attorno alla mobilitazione #notriv.

Resta, è del tutto evidente, la dimensione più politica e di prospettiva legata alla necessità di un cambio di paradigma nell’approccio ai modelli di sviluppo. Bene ne hanno scritto nei giorni scorsi Michele Nardelli e Ugo Morelli. Interessante a tale proposito è anche il contributo di Mauro Gallegati nel suo libro di recente uscita, dal titolo Acrescita (edizione Einaudi). E’ montante la consapevolezza – a ogni livello, da Papa Francesco in giù – che dentro l’epoca ribattezzata tristemente Antropocene (leggere Paul Crutzen, “Benvenuti nell’Antropocene”), a conseguenze definitive – né più né meno l’estinzione della specie umana – dovrebbero corrispondere azioni altrettanto radicali per determinare traiettorie alternative per il futuro degli abitanti del pianeta Terra. Alla consapevolezza però faticano a seguire impegni che sappiano raccogliere la portata della sfida, che ne accettino la scommessa, come si direbbe al casinò, all-in. Tutto in una mano. L’unica che ci è rimasta ancora da giocare. Si prosegue invece in ordine sparso. Con orizzonti troppo limitati e poco coraggiosi per offrire davvero un segno di discontinuità nell’approccio alla crisi ambientale (e non solo ambientale) che stiamo vivendo in questo tempo. Leggi il seguito di questo post »