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Posts Tagged ‘tecnologia’

Appunti di lettura| 45.

In Ponti di vista on febbraio 27, 2018 at 11:22 pm

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La campagna elettorale si sta per concludere, e potrebbe essere l’unica buona notizia di questo periodo. Qui sopra un’istantanea dello stato d’animo, in avvicinamento al 4 marzo. Quel giorno decreterà la fine (temporanea) di un flusso di informazioni assolutamente ingovernato e ingovernabile che ho osservato – credo non da solo – con un certo sgomento. Con questo “Appunto di lettura” ho deciso di affiancare da distante, senza lasciarmi coinvolgere direttamente. In queste pagine credo si possano trovare spunti che, se raccolti e sistematizzati, potrebbero rappresentare un programma, o almeno un’ipotesi di immaginario alternativo (perché le alternative le dobbiamo costruire seriamente) rispetto a quelli che tanto si vedono proposti sulla piazza.

Mancano all’appello una serie di temi decisivi per decifrare la complessità del tempo che stiamo vivendo, mentre invece la propaganda batte su pochi, e non certamente centrali, argomenti che infestano le pagine dei giornali, gli spazi – pochi e mal presidiati – del “confronto”, le teste degli elettori. E’ un bel problema, nel momento in cui chi è chiamato a scegliere un candidato piuttosto che un altro, una proposto politica o quella che a essa si oppone, avrebbe bisogno di una visione d’insieme di ciò che un partito o una coalizione propone e si impegna a sviluppare durante un ipotetico periodo di governo.

*OLTRE LA CONTINGENZA.

Daniela PanosettiArjun Appadurai. Diritto all’immaginazione | Doppiozero
Cosa serve per approcciarsi alla vita con sufficiente apertura e curiosità? “La speranza è esattamente l’essenza dell’etica della possibilità.

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Generazione (pericolosamente) lo-fi

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on febbraio 19, 2018 at 5:25 pm

Mantellini
Inizio a scrivere questa recensione dall’angusta tastiera touch di un IPhone 6S, modello già datato della galassia Apple. Invio via e.mail le prime frasi composte di getto. Certamente conterranno qualche errore di battitura e, chissà, qualche strafalcione grammaticale. In un secondo momento le aggiusterò e ne arricchirò la forma. In allegato aggiungo l’immagine da utilizzare a corredo dell’articolo. L’applicazione per la posta elettronica mi chiede – grazie, troppo gentile – di quale dimensione ho bisogno. Da bassissima a mediocre risoluzione la differenza si vede eccome anche sul piccolo schermo che ho davanti agli occhi. Potrò sempre applicare un filtro per renderne migliore la resa. Sono appena sceso da un velivolo RyanAir, e ho speso circa 130 Euro per viaggiare in quattro, due bambini e due adulti, andata e ritorno. Non sono mancati in volo gratta e vinci e un ampio paniere di prodotti di consumo, così come le trombe e gli applausi sono arrivati puntuali all’atterraggio. Uno steward particolarmente loquace e, certamente dal suo punto di vista, molto ironico ha spiegato a tutti i passeggeri di custodire con cura i venti minuti di anticipo raggranellati sulla rotta per riequilibrare i prossimi, prevedibili, viaggi in ritardo offerti dalla compagnia irlandese. Condiglio cinico certo, ma sincero. A Palermo – nel breve volgere di una corsa d’auto nel rumoroso traffico cittadino – sono passato dalla bellezza barocca del Duomo di Monreale alla sciatteria monotona della periferia abusiva di parti non marginali della città che per il 2018 è Capitale Italiana della Cultura. Un pugno in faccia dopo una carezza. Mia figlia (sei anni ancora da compiere) vuole ascoltare “Una vita in vacanza” de Lo Stato Sociale. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 44.

In Libri con le orecchie... on gennaio 9, 2018 at 10:20 am

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Come inizia questo 2018? Ne scriverò a breve, dandomi lo spazio per riflettere insieme di questioni generali e personali che in questo tempo piacevolmente e radicalmente si incrociano aggiungendo allo stesso tempo confusione e curiosità del prossimo futuro.
Scrivere – soprattutto se non si vogliono ripetere all’infinito le stesse cose, inutilmente – richiede concentrazione e giusti ritmi, che finite le vacanze spero di ritrovare. Intanto la cosa che mi riesce meglio é rifugiarmi lontano dalla cronaca, tenere al minimo volume le prime fasi della campagna elettorale e allungare occhi e orecchie verso tutto ciò che di curioso mi passa nelle vicinanze. Questo lavoro di raccolta ed elaborazione mi sembra l’unica cosa utile da fare in questo momento, arricchendo il bagaglio che porto con me e che mi serve aggiornare e migliorare giorno dopo giorno. Qui sotto un po’ di arretrati dall’anno che si é appena chiuso e qualche primo spunto di 2018.

Se arrivate all’ultimo articolo della lista (oltre a ricevere un premio per la costanza) troverete il mio principale proposito per l’anno nuovo. 

Futuri diversi (non tutti desiderabili)

Andrew O’Hagan | The Fiction Machine | Rivista Studio
Daniele Rielli |
Andrew O’Hagan e la scissione digitale dell’io | La Stampa
Il tema della privacy, della tecnologia invasiva, delle trasformazioni che colpiscono le nostre vite quotidiane. Tutto attraverso la lente d’ingrandimento o di deformazione della letteratura che oggi si chiede se ci sia ancora spazio per la realtà o se quest’ultima ormai abbia riempito anche lo spazio dell’immaginazione. “Eravamo dipendenti dalle malattie del web molto tempo prima che capissimo come la tecnologia avrebbe cambiato le nostre vite.  Leggi il seguito di questo post »

Dalla prossimità al mondo. Un possibile vocabolario per il cambio dei paradigmi.

In Ponti di vista on dicembre 21, 2017 at 2:30 pm

Miniature businessman on map of EuropeNon si parte mai da zero. Abbiamo scelto di intitolare zero (dall’arabo sifr) il blog (http://www.zerosifr.eu/) che accompagna il “Viaggio nella solitudine della politica” che da qualche mese stiamo conducendo perché lo zero nella storia non ha rappresentato l’irrilevanza ma una vera e propria rivoluzione nella possibilità di svolgere operazioni matematiche complesse, fino a quel momento impossibili. Ambiziosamente auspichiamo che questo contributo al dibattito politico – in forma aperta e senza nessun tipo di copyright – possa avere lo stesso effetto nei confronti della necessaria ripoliticizzazione della società. Serve uno “zero” da introdurre nel sistema, capace di cambiare paradigmi inservibili e di mettere in comune sguardi oggi tra loro distanti e diversi.

Scarica la rappresentazione grafica dell’incontro del 16 dicembre scorso, dal titolo: “Autonomia, quel cambio di sguardo che serve all’Europa”. Le grafiche sono state curate da Alessandro Bonaccorsi

Incomprensioni | Dove impatta il “rancore” che il Censis ha descritto nel suo ultimo rapporto annuale? Aldo Bonomi ne parla da almeno dieci anni. E’ il sentimento di rabbia diffusa, latente, viscerale che avvelena le comunità e le relazioni che le compongono. Solo apparentemente si tratta di piccoli segni, di quotidiane incomprensioni, di lievi difetti di comunicazione. Sono invece il sintomo più evidente e pericoloso della crescente incapacità di agire la mediazione dei conflitti, di garantire spazio all’altro, di praticare la condivisione. Manca un vocabolario comune e mancano le chiavi per farne un buon uso. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 40.

In Ponti di vista on novembre 1, 2017 at 7:50 am

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Buttarsi nel grande mischione e provare a uscirne migliori. Questo l’obiettivo di questa puntata di Appunti di lettura. Sta succedendo qualcosa di particolarmente interessante – può essere solo una mia parzialissima interpretazione – dentro mondi molto diversi tra loro, ma che descrivono attraverso una strana e per nulla lineare emersione di contenuti e pratiche la possibilità di promuovere cambiamenti radicali nelle politiche pubbliche e, più in generale, nell’approccio generale al futuro. Europa e territori. Trasformazione delle città e delle loro comunità. Innovazione tecnologica, sociale e culturale. Gestione e cura dell’ambiente e del territorio. Immigrazione e cittadinanza. Più nel profondo – come dimensione trasversale e non del tutto compresa – azione politica, militante e radicale, di tipo collettivo. Scusate se è poco. Avanti!

Città, tra grandi rischi e grandi opportunità.

Maurizio Cilli |Rigenerazione urbana: l’approccio alle comunità | CheFare
Dopo l’outing di Richard Florida sulla fallibilità del suo approccio di rigenerazione basato sul ruolo centrale dei creativi e delle loro attività ora siamo chiamati a una riflessione più profonda e meno modaiola. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 35.

In Ponti di vista on agosto 2, 2017 at 3:42 pm

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Leggere come strumento di comprensione dell’esistente e condizione necessaria per poterlo migliorare. In questa raccolta di articoli si parla molto di città, mescolando linguaggi e approcci, argomenti ed esperienze. Poi la tecnologia e le sue ricadute sulle nostre esistenze. Tema che dovrebbe far parte – seriamente – di un’agenda politica per il futuro, che troverete abbozzata negli Appunti di lettura numero 36. Buona lettura.

*La città, o meglio le città…

Yona Friedman | La città continente | Quodlibet
Nel 1974 qualcuno aveva già intuito i possibili sviluppi (anche positivi) delle trasformazioni urbane. L’emersione di città che si fanno – collegate tra loro – continente potrebbe essere un’evoluzione interessante per l’Europa. Friedman lo disse, in tempi non sospetti. “L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.

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Appunti di lettura | 33.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on luglio 17, 2017 at 9:57 am

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*Ro-do-tà! 

Stefano Rodotà | Quale spazio per i beni comuni | CheFare
A pochi giorni dalla sua morte un pezzo utile a capire la profondità del pensiero di uno dei più importanti osservatori del fenomeno dei beni comuni. “Lungo sarebbe l’elenco delle esperienze rinvenibili in luoghi diversi, che vanno da quelle più comprensive riguardanti l’acqua alle pratiche sociali e istituzionali nelle quali emerge il protagonismo istituzionale di quelle che, secondo le parole dell’articolo 43 della Costituzione italiana, possono definirsi “comunità di lavoratori e di utenti”. Ma, come i beni comuni non sono un dato a priori da registrare naturalisticamente, così anche le soggettività sono l’effetto di una costruzione consapevole generata appunto dalla relazione concreta con i dati reali nei quali si riconoscono i soggetti storici di una possibile trasformazione.”

*Dove guardare per capire qualcosa…

Ezio Manzini e Victor Margolin | Stand up for democrary | Nova24
Che ci sia bisogno di un cambiamento radicale per ridare fiato alla democrazia è una dato condiviso da moltissimi. Ezio Manzini propone un campo di discussione interessante, aperto e includente. Chi vuole ci si butti dentro senza paura… Leggi il seguito di questo post »

Divieto di sosta…

In Ponti di vista on aprile 6, 2017 at 5:12 am

lot-1584056_1920Ogni volta che questa storia riemerge – una volta l’anno all’incirca, negli ultimi cinque – tento di sconfiggere la tristezza e lo scoramento che immediatamente mi colpiscono. La storia è quella dell’occupazione dell’Ex Dogana di Trento e del successivo tentativo di recupero crediti da parte della Provincia Autonoma di Trento, proprietaria dell’immobile. Centoventimila euro circa (da dividersi tra i sei “colpevoli”) dovute per aver ritardato la realizzazione – questo l’ambizioso “piano” provinciale – di un piccolo
numero di parcheggi. Un “divieto di sosta” piuttosto costoso, che avrà un’appendice giudiziaria con l’invito a comparire in tribunale il prossimo 26 luglio. Qui e qui trovate qualche informazione in più sul caso, visto che non intendo ritornarci in questo articolo.

L’esercizio che mi sono imposto ad ogni nuova puntata della telenovela Ex Dogana è quello di raccogliere appunti utili a capire – è quello che faccio comunque per lavoro e per curiosità – in che direzione si muovono realtà che stanno facendo i conti, con maggior prontezza e curiosità, con il tempo che cambia e con la necessità di immaginare modelli di governance dei fenomeni sociali ed economici più flessibili e resilienti. Si trasformano le città e con esse il modo di gestirne l’evoluzione. A Trento, e in Trentino, tutto ciò sembra avvenire con una lentezza e una rigidità di processo preoccupante, condizione che – ho già avuto occasione di scriverlo in diverse altre occasioni – pone questo territorio in chiara difficoltà nel saper intercettare le linee di innovazione che altri hanno fatto già proprie da tempo, o che almeno provano a elaborare e condividere. Leggi il seguito di questo post »

Cosa rimane della Smart City Week? Quali i prossimi passi per la città di Trento?

In Ponti di vista on settembre 26, 2016 at 8:47 pm

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(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Il segnalare la complessità dell’argomento non vuole essere un atto d’indulgenza preventiva verso la classe politica. E neppure un segno di “cedimento” di fronte alle difficoltà, che pure esiste ed è evidente, nel far fronte alle sfide che i contesti urbani – e non solo – ci propongono. L’azione di governo delle città è argomento di discussione (e oggetto di messa alla prova quotidiana) che richiama una variegata articolazione di questioni, figlie di una complessità urbanistica e sociale che non può sfuggire neppure a uno sguardo superficiale, a meno che non si voglia ridurre la gestione dello spazio urbano, e delle relazioni a esso connesse, a pura e semplice ordinaria amministrazione, nel senso più deteriore e pericoloso del termine.

Baudelaire scriveva che “la forma di una città cambia più in fretta, ahimé, del cuore degli umani”. Affermazione che potrà apparire banale, ma che fotografa efficacemente il contesto dentro il quale siamo chiamati a muoverci oggi, laddove l’ipotesi della smart city (la città intelligente) non riguarda esclusivamente l’infrastruttura tecnologica che innerva vie, piazze, parchi palazzi e istituzioni ma anche le caratteristiche fondamentali del vivere insieme, della dimensione di comunità, del concetto stesso di democrazia e partecipazione. Leggi il seguito di questo post »

The new Periscope…

In Ponti di vista on aprile 6, 2015 at 11:13 pm

laurent chehereSiamo nel bel mezzo – non da oggi – di una fase di profonda trasformazione del mondo dell’informazione. I media tradizionali – che siano giornali o tv generalista – non se la passano bene. Oggi è la Rete (nel bene e nel male) a dettare i tempi del dibattito, o dello scontro, e a rappresentare lo spazio privilegiato dei ogni tipo di comunicazione. Nessuno ne può apparentemente fare a meno. Gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuova tecnologia sono cospicui ad ogni latitudine, così come le opportunità che genera questa tempesta di innovazione che ci sta investendo. Non sono da meno i rischi connessi, così come avviene naturalmente ad ogni cambio d’epoca. Siamo certi di possedere la consapevolezza necessaria per affrontare tutto questo?

L’evoluzione degli strumenti a nostra disposizione viaggia a ritmi che rischiano di metterci seriamente in difficoltà. Da semplici fruitori di notizie e dati siamo diventati a tutti gli effetti produttori di contenuti, in ogni istante della nostra giornata. Dapprima come blogger (minoranza sufficientemente qualificata, ma comunque minoranza), poi partecipando a sempre più frequenti esperienze di citizen journalism, infine tramite le piattaforme social, vera e propria “liberalizzazione” dello spazio web. E’ innegabile lo stimolo che le (sempre) nuove tecnologie offrono alla crescita di un contesto privo di confini visibili, geografici e di contenuto. E’ altrettanto evidente che la “potenza” a nostra disposizione è talmente rilevante da poter ambire alla costituzione di un nuovo concetto di democrazia su scala planetaria (nella migliore delle ipotesi) o, al contrario, a contribuire alla distruzione della nostra stessa umanità. Leggi il seguito di questo post »