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Posts Tagged ‘tennis’

Appunti di lettura | 35.

In Ponti di vista on agosto 2, 2017 at 3:42 pm

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Leggere come strumento di comprensione dell’esistente e condizione necessaria per poterlo migliorare. In questa raccolta di articoli si parla molto di città, mescolando linguaggi e approcci, argomenti ed esperienze. Poi la tecnologia e le sue ricadute sulle nostre esistenze. Tema che dovrebbe far parte – seriamente – di un’agenda politica per il futuro, che troverete abbozzata negli Appunti di lettura numero 36. Buona lettura.

*La città, o meglio le città…

Yona Friedman | La città continente | Quodlibet
Nel 1974 qualcuno aveva già intuito i possibili sviluppi (anche positivi) delle trasformazioni urbane. L’emersione di città che si fanno – collegate tra loro – continente potrebbe essere un’evoluzione interessante per l’Europa. Friedman lo disse, in tempi non sospetti. “L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.

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Grazie Roger, in ogni caso…

In Ponti di vista on luglio 14, 2015 at 10:10 am

Avevo iniziato a scrivere questo breve pezzo sabato, dopo lo show contro Andy Murrey. Non cambiano contenuto e tono oggi, passata la finale 2015 di Wimbledon con Novak Djokovic vincente su Roger Federer in quattro set. Un match che – visto, tribolando, in streaming – non mi è sembrato mai veramente in discussione, con la “normale” costanza ad altissimo livello del gioco del numero 1 serbo capace di tenere a bada alcuni picchi di rendimento di Federer. Cambi di ritmo, variazioni d’angolo, veri e propri ricami a rete che sono stati meravigliose parentesi dentro lo spartito lineare di geometrie, potenti colpi da fondo e prodigiosi recuperi di Novak Djokovic. Risultato giusto quindi, che non toglie però nulla alla dimensione leggendaria della figura di Roger Federer.

Ci si potrebbe soffermare sui numeri, frutto di una carriera capace di smantellare un’infinità di record. Ma non basterebbe. Allora sarebbe il tempo di concentrarsi sui trentaquattro anni da compiere e la capacità di competere ancora ad altissimo livello, in uno sport che – escluse rarissime eccezioni – non riserva da anni grandi fortune a chi supera la soglia dei trent’anni. Aspetto importante anche quello anagrafico quindi, ma solo per aggiornare le statistiche. La potenza immaginifica che Federer emana – quella che David Foster Wallace tratteggiava come una vera e propria “esperienza religiosa” – ha radici più profonde, che superano i fatti (persino le vittorie e le sconfitte) e trascendono nei sentimenti.

Di Roger Federer non si è tifosi, non può essere sufficiente. Si è innamorati di gesti che sanno coniugare mirabilmente pulizia, potenza e precisione, fantasia e efficacia. Un’equazione dalle mille incognite, che Roger ha dimostrato di saper sempre risolvere a suo vantaggio. Leggi il seguito di questo post »

“Open” e il romanzo del tennis

In Ponti di vista on gennaio 1, 2014 at 10:44 pm

MathieuLevesque2Open. La mia storia. (Einaudi / 20,00 Euro). Non sono corso ad acquistare questo libro alla sua uscita in libreria. Non ho nemmeno letto con attenzione le varie recensioni, contenenti le anticipazioni sui passaggi più “hot”. Tra Andre Agassi e Pete Sampras ho sempre preferito il secondo. Non avevo dubbi. Negli anni ’90 ho tifato soprattutto per Stefan Edberg – prima – e Patrick Rafter – poi -. Ultime espressioni del tennis serve-and-volley in un’epoca in cui già andavano di moda i ribattitori da fondocampo. Il primo tra loro, appunto, Andre Agassi. Ho sempre rifiutato le geometrie schematiche e ripetitive dei giocatori da che rimanevano ancorati alla linea di fondo, preferendo gli svolazzi – a volte addirittura eccessivi e controproducenti – del gioco di volo o di una palla colpita in back. Era più facile appassionarsi alle evoluzioni di un giocoliere (pur perdente) come Fabrice Santoro che ai colpi di clava di Jim Courier (un giocatore di baseball prestato al tennis) o alle interminabili rincorse di Micheal Chang, armato di racchettone. Leggi il seguito di questo post »