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Posts Tagged ‘Ugo Morelli’

Un mondo condiviso. Tra la necessità di scrivere la storia e l’abilitazione al tiki taka.

In Uncategorized on ottobre 2, 2016 at 10:23 am

condivisione_trento(articolo pubblicato all’interno del blog ImpactBlog, curato da Impact Hub Trentino sull’edizione online del quotidiano l’Adige)

Un mondo condiviso. Il titolo dell’incontro ospitato dal Festival delle Resistenze porta dentro di sé una delle contraddizione più rilevanti del tempo che stiamo vivendo. Se da un lato la strabordante connettività della nostra società sembra aver eliminato dalla superficie terrestre qualsiasi ostacolo alla possibilità di generare reti sempre più articolate e diffuse (oltre che potenti e efficienti), dall’altra non passa giorno senza che emergano, ad ogni latitudine, i segni dell’incapacità umana di relazionarsi con l’altro, di mettere in comune, di superare le differenze. Un mondo condiviso è quindi allo stesso tempo un necessario auspicio, un orizzonte socialmente desiderabile (partendo anche da contesti molto piccoli dove sperimentarne le potenzialità e le conseguenze) e una sfida politica decisiva per lo stesso futuro del pianeta.
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Aspettando i barbari…

In Ponti di vista, Supposte morali on gennaio 16, 2016 at 9:00 PM

PaestumTaucherCi sono pochi contesti dentro i quali mi sento davvero a mio agio. Fatico spesso a riconoscermi – anche solo parzialmente – in un gruppo, rischiando di apparire addirittura diffidente. Non posso non sentirmi parte, invece, di una piccola comunità formativa (e allo stesso tempo di cura e amicizia) che conclude uno dei suoi incontri leggendo i versi – scritti agli inizi del Novecento – di un poeta che appare ai nostri occhi di incredibile attualità. Non è poi così diverso l’Impero Romano in disfacimento descritto in Aspettando i barbari dall’Europa stanca, sfilacciata e impaurita di questi tempi. Pronta a sigillare (come da oggi fa anche l’Austria, a un centinaio di chilometri da dove abito) i propri confini di fronte a un’imminente nuova “invasione”, ritenuta ostile. Evitiamo di assumerci la responsabilità di gestire nel complesso fenomeni epocali (ambientali, economici, politici, umanitari…) che riguardano l’idea stessa di futuro desiderabile e di vita in comune per l’umanità intera. Rifiutiamo di abitare il conflitto – consci delle difficoltà che comporta – e affiliamo le armi pronti a uno scontro al quale, diciamo, non ci sono alternative. Ci ostiniamo ad alzare muri e a dichiarare guerre, contro “quella gente”.

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?
Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia nel Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?
Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?
Oggi arrivano i barbari.
L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d’oro e argento?
Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?
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Il continuo posticipare il tempo dell’amore…

In Ponti di vista on settembre 30, 2014 at 11:04 PM

franco-fontana-basilicata-1978“Per tutti, anche per i più fortunati, l’amore comincia necessariamente con una sconfitta.”
Hermann Hesse

Forse dobbiamo prenderla proprio come scrive Hermann Hesse – come una sconfitta necessaria – ma la decisione della Giunta Provinciale di sospendere e posticipare la discussione a proposito della legge sull’omofobia è un brutto segnale. Non tanto per l’allungamento dei tempi – si è atteso molto, non sarebbero questi mesi a fare la differenza – quanto per il come questa scelta si è realizzata. Si era di fronte alla possibilità di trovare la quadratura del cerchio, sulla base di un’interlocuzione tra cittadini e istituzioni (difficile, macchinosa eppure efficace) capace di portare a un passo dalla conclusione un processo iniziato da lontano, con una proposta di legge d’iniziativa popolare firmata da migliaia di persone. Sembravano essersi smussati alcuni spigoli di una maggioranza non propriamente serena quando deve parlare di gay, lesbiche o transessuali. Eppure qualcosa si è inceppato. Si sottolineerà il rischio dell’ostruzionismo, ma se ci fermassimo a questo aspetto procedurale sbaglieremmo in pieno l’analisi. Il prendere tempo su questo tema – solo apparentemente ad uso e consumo di una minoranza da tutelare -, il buttar la palla avanti (sperando di non doverla più raggiungere?) è segno evidente di una fragilità di pensiero preoccupante, di quel “lento scivolare verso il basso” che bene descriveva Ugo Morelli in un suo illuminante editoriale di qualche tempo fa.

In queste settimane di confronto consiliare – spesso anche aspro, come è giusto che sia – sono state scritte cose estremamente importanti per spiegare la centralità e l’urgenza di questa legge all’interno della cornice di una comunità che si voglia definire civile. Leggi il seguito di questo post »