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Posts Tagged ‘unità d’italia’

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In Ponti di vista on ottobre 12, 2011 at 12:44 pm

CONTRO E PER. In un interessante articolo – uscito il 30 settembre su Repubblica – dal titolo La democrazia della sfiducia, Ivan Kratsev descrive in maniera tranchant ma efficace la crisi delle democrazie contemporanee come fenomeno non temporaneo e non solo legato alla crisi economica e ne descrive il contraltare di un “popolo che insorge non esprimendo una concezione chiara di ciò che vuole cambiare, bensì per reclamare vendetta e punizioni” e di “ribelli che oggi non si oppongono allo status quo di ieri ma che al contrario cercano di preservarlo”. Proseguendo nella sua analisi si sofferma sul ruolo di internet – e aggiungo io di ogni strumento comunicativo dei nostri tempi – che “pur avendo dato agli individui il potere di sollevarsi contro chi governa, non ha contribuito a consolidare la natura deliberativa del processo democratico”. Cosa può aiutare allora a uscire dalle sabbie mobili della crisi economica, sociale e culturale di questi anni? Qualcosa che sappia andare oltre il rancore generalizzato e spesso cieco e una tendenza – tutt’altro che rivoluzionaria – a porsi a difesa del mondo in cui hanno vissuto i nostri genitori piuttosto che ad assumersi la responsabilità di immaginare e costruire un’altra prospettiva di futuro. Per citare Adriano Sofri – sempre in un articolo di pochi giorni fa -, che consiglia di assumere la crisi come grande occasione di cambiamento, si sente la mancanza di “una forza politica che raddrizzi la deriva indecente di ricchezza e povertà, che sappia affrontare le sfide più impegnative del passato – pensioni e demografia comprese – e del futuro e restituire alla politica – in Italia e in Europa – i suoi diritti.” Da dove cominciare?

Parto da lontano, da una riflessione che ho letto con attenzione nonostante in alcuni punti possa risultare fin troppo pessimista e critica,  per arrivare ad abbozzare alcuni appunti rispetto ad un articolo scritto da Steven Forti per il sito politicaresponsabile.it sul movimento degli Indignados. Leggi il seguito di questo post »

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Un’iniezione di vitamina C.

In Ponti di vista on luglio 19, 2011 at 9:54 pm

Il Paese visto da fuori.
Sono mancato tre settimane dall’Italia. Novemila chilometri tra me e il Paese in cui sono nato, in cui vivo e che mi auguro di poter contribuire a migliorarlo abitandoci anche in futuro.
La distanza e l’assenza di internet hanno ridotto di molto le mie possibilità di accesso alle fonti di informazioni che invece, di norma utilizzo massicciamente. Le uniche notizie che ho intravisto sono l’ennesima emergenza rifiuti a Napoli, condita delle consuete polemiche sul rimbalzarsi delle responsabilità;  un nuovo tentativo di iniziare i lavori per la TAV in Val di Susa (con manganellate di circostanza) e l’avvicinarsi dell’ennesima manovra finanziaria correttiva, con annessi ragionamenti sul debito pubblico, tagli alla spesa e costi della politica.  Non entro nel merito di questi tre casi specifici che sono però  sintomi evidenti di un corto circuito che coinvolge almeno due aspetti del paese Italia. In primis la strategia e la pianificazione del paese. E poi il ruolo del potere politico e del suo rapporto con i cittadini. Leggi il seguito di questo post »

Perchè l’Italia e l’Italia…

In Ponti di vista on febbraio 18, 2011 at 2:07 pm

Non sono mai stato troppo attratto dalla retorica della bandiera e dell’inno. Ancor meno da quella della patria e dell’identità. Quindi quando ne sento parlare con tanta enfasi – molto spesso sottolineata da aggettivi come straordinario o memorabile – non mi entusiasmo più di tanto. Anzi. Sia che ne parli La Russa al funerale di qualche militare morto in Afghanistan o in Iraq, Benigni a Sanremo, Napolitano ogni giorno in quest’anno di celebrazioni o il telecronista prima delle partite della nazionale di calcio.

Quando sento parlare di bandiera e inno ho sempre la sensazione di qualcosa di sbiadito, di distante dalla realtà. Di formalità che vengono rispettate per protocollo e che assumono ritualità e solennità dentro un copione scritto senza prendere minimamente in considerazione il contesto storico che stiamo vivendo. Leggi il seguito di questo post »