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Posts Tagged ‘urbanistica’

Appunti di lettura | 31.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on giugno 7, 2017 at 8:19 am

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Lavoro e reddito.

Yuval Noah Harari | Il senso della vita in un mondo senza lavoro | The Guardian
Se c’è un tema potente, cruciale e allo stesso tempo sfuggente è quello del lavoro, declinato nella sua visione futura. “The crucial problem isn’t creating new jobs. The crucial problem is creating new jobs that humans perform better than algorithms. Consequently, by 2050 a new class of people might emerge – the useless class. People who are not just unemployed, but unemployable.” Abbiamo bisogno di visioni (anche parziali), di immaginari da mettere alla prova.

Marco DottiFrancesco: «C’è un’economia senza volto che uccide il lavoro, l’impresa, il sociale» | Vita
Un Papa popolare (quasi populista) affronta le contraddizioni del mondo – precario – del lavoro. Le sue sono parole ruvide, rispetto alle quali non si dovrebbe (come sembra accadere sempre più spesso) rimanere indifferenti. L’impresa ha bisogno di virtù, così come la democrazia, perché il bisogno «dei lavoratori e delle lavoratrici è il bisogno di fare il lavoro bene perché il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato: questa è una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perché nega la dignità del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignità, per onore. Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora con loro”. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 23.

In Ponti di vista, Uncategorized on gennaio 1, 2017 at 11:49 pm

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Prima raccolta di appunti di lettura del nuovo anno. Un anno cominciato decisamente in continuità con il precedente se la prima notizia allo scoccare della mezzanotte è quella che riguarda l’attentato al Reina di Istanbul. Ci sarà tempo di riflettere in maniera più approfondita della condizione in cui versa il pianeta Terra in questo momento storico ma due consigli di lettura a riguardo mi sento di farli fin da ora. Due libri usciti nel 2016 e che provano – in maniera diversa – a renderci più consapevoli nei confronti di ciò che ci sta succedendo attorno, senza accettare semplificazioni.

Il nostro male viene da più lontano | Alain Badiou (Einaudi)
Stato di paura | 
Carlo Bordoni (Castelvecchi)

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Populismi (per una riflessione diversa sul tema)

Toni Negri |Pour en finir avec la souvraineté? | Euronomade
Si può rimanere curiosi osservatori del contesto politico anche dopo aver superato gli ottanta? Leggi il seguito di questo post »

Regeneration contest: sfida oltre la sostenibilità

In Ponti di vista on settembre 15, 2016 at 10:11 pm

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(Intervento introduttivo all’incontro previsto a Trento, in piazza Duomo, domenica 12 settembre 2016 – SmartCity Week 2016)

La mia è una breve e non certamente esaustiva introduzione all’incontro dedicato a Regeneration Competition, inserito nella cornice della Smart City Week di Trento. Serve a offrire alcune coordinate generali dentro le quali ci vogliamo muovere. Vuole essere una serie di spunti – spero utili – per comprendere fino in fondo la portata decisiva di tutti i ragionamenti che in questi giorni tenteranno di spingersi oltre l’interpretazione del concetto di sostenibilità come mero criterio di valutazione delle prestazioni di un oggetto o di un comportamento e ne sapranno sottolineare la valenza politica, sociale e culturale nell’affrontare le sfide che il tempo che stiamo vivendo ci sottopone. Procedo per flash e suggestioni all’approfondimento.

Overshoot day. Quest’anno la data cerchiata sul calendario è quella dell’8 agosto. In poco più di otto mesi abbiamo esaurito il budget delle risorse rinnovabili dal pianeta Terra. A partire da quel giorno iniziamo ad accumulare debito ecologico. Un conto alla rovescia che dagli anni ’70 (nel 1970 l’Overshoot Day cadeva il 23 dicembre) non siamo mai riusciti a sricacciare indietro e che si avvicina in maniera preoccupante all’inizio dell’anno. C’è chi – come Edward Wilson, nel suo ultimo libro “Metà della terra” [1], propone scelte radicali per affrontare il tema della conservazione della biodiversità (metà della terra, appunto, da gestire come riserva) e assumersi la responsabilità collettiva non solo di difendere l’ambiente, ma di preservarne le caratteristiche adeguate alla sopravvivenza della specie umana. Un passaggio per nulla scontato in questo frangente storico, che non ha ancora del tutto compreso l’insostenibilità sistemica di modelli orientati alla “crescita infinita”. Leggi il seguito di questo post »

Ritorno al futuro…

In Ponti di vista on settembre 24, 2014 at 11:28 pm

10384219_686495864767898_3808079969949277271_n(Pubblicato domenica 28 settembre 2014 sul Corriere del Trentino)

Si è concluso sabato scorso “Tutta mia la città”, un piccolo Festival pensato per riattivare la comunità di Via del Suffragio e per offrire un momento di discussione a proposito della gestione dello spazio urbano. Ne parlerò più diffusamente – per un bilancio abbozzato – in un altro articolo.
L’ultimo appuntamento in programma era la proiezione di “2020. Viaggio nella città in trasformazione” – documentario prodotto da Filmwork nel 2007 – e a seguire un confronto che coinvolgeva il Sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Sono proprio le sue parole ad avermi colpito particolarmente. Non tanto quelle – magari un po’ retoriche e di maniera – spese per argomentare le scelte urbanistiche di ieri e di oggi, quanto quelle usate per descrivere il clima di curiosità e passione che si respirava (non più di 10/15 anni fa…) attorno alle ambiziose sfide che la città si apprestava ad affrontare. In quel periodo non vivevo a Trento, o vi ero appena arrivato, ma non ho motivo di dubitare che fossero in molti a guardare con interesse alla trasformazione in atto, che il documentario ben descrive. Gli addetti ai lavori (Busquets, Botta, Piano) ma anche e soprattutto i cittadini che, così ci ha raccontato il Sindaco, “ne parlavano anche dal fruttivendolo o al bar”. Certo furono anche gli anni della triste (e provincialissima) vicenda Auto In, ma è innegabile che l’idea di un contesto urbano in forte espansione – sotto la guida di alcune delle firme più prestigiose dell’architettura mondiale – potesse appassionare, animando le legittime speranze di molti.

Oggi quei giorni sembrano davvero distanti. Di quel disegno generale rimangono poche – e spesso contraddittorie – tracce. Lo scenario dentro il quale ci muoviamo è mutato radicalmente. Leggi il seguito di questo post »

Attorno all’idea dello spazio comune

In Ponti di vista on agosto 18, 2014 at 11:27 pm

NadavKanderAnno 2014. C’è un’operazione di cui apparentemente non ci stanchiamo mai: nominare – spesso con forme incomprensibili – i fenomeni che si verificano attorno a noi. Proprio in questi giorni ho scoperto che siamo riusciti a trovare un acronimo anche per descrivere il ritorno dei cittadini ad interessarsi del luogo in cui vivono: il condominio, il quartiere, la città. La sigla scelta è Yimby, che sta per Yes in my back yard, ed è posta volutamente in contrapposizione a quella che per anni è stata definita (a torto o a ragione) la “sindrome Nimby”, cioè l’opposizione alla realizzazione di un’opera – vista come dannosa, ad esempio una discarica, o una fabbrica o una strada – nelle vicinanze della propria abitazione, o per così dire “nel proprio giardino”. Per molti proprio questo porsi contro – questo dire no collettivamente – ha rappresentato la prima vera forma di difesa del proprio territorio, inteso come bene comune da tutelare. Non è mia intenzione – e probabilmente non sarebbe nemmeno troppo interessante – aprire una discussione sul fatto se sia l’interpretazione positiva o negativa dell’acronimo quella da ritenersi preferibile. Non basterebbe certo questo breve scritto per arrivare a una valutazione condivisa da tutti, compito davvero molto gravoso di questi tempi.
E’ però evidente che rimane sul tavolo un tema che è fondamentale provare ad analizzare con una certa attenzione. Esiste un terza via rispetto al contrapporsi classico tra spazio pubblico e spazio privato, oppure un’opzione che superi questa dicotomia è completamente impraticabile? Leggi il seguito di questo post »

La città si interroga per diventare città

In Ponti di vista on maggio 14, 2014 at 8:08 am

alexey titarenkoOgni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone
– Italo Calvino, Le città invisibili –

E’ bene sottolineare una cosa. Stazione Futuro e Udu sono riusciti con il loro “Laboratorio cittadino” in una piccola/grande impresa: hanno portato a confrontarsi sul tema della città e delle sue prospettive future gli attori politici, sociali e culturali presenti sul territori. Certo mancava qualcuno ma per la prima volta – almeno che io ricordi – il tema della gestione dello spazio urbano di Trento è passato attraverso l’attivazione comune delle sue diverse anime e non dentro la classica separazione fatta di contesti d’interesse o competenza totalmente slegati tra loro. Il vigile urbano ha dialogato con lo studente, il barista con il sociologo e il promotore culturale, l’urbanista con il rappresentante dell’amministrazione comunale. Un primo passo importante verso la definizione di quegli Stati generali della città da molti invocati. Certamente uno stimolo concreto per farsi carico delle scelte che riguardano la riqualificazione urbana (e non solo) del capoluogo trentino. Leggi il seguito di questo post »

Città possibili

In Ponti di vista on gennaio 8, 2014 at 10:19 pm

ErrorRisposta all’articolo di Roberto Bortolotti, pubblicato sul sito Politica Responsabile.

Due brevi news milanesi mi hanno colpito in questi giorni. La prima è quella che il Comune si dice pronto ad offrire gratis, o a prezzi molto vantaggiosi, spazi inutilizzati ad associazioni che li vogliano far rivivere attraverso iniziative o idee innovative. Alla buon’ora si potrebbe dire, visto che questo è il processo che da decenni (con alterne fortune e con qualche vistoso limite) sostengono le decine di esperienze di occupazione a scopo sociale che punteggiano l’Italia e l’Europa. Con ritardo si capisce che la miglior forma di manutenzione del patrimonio immobiliare – pubblico o privato che sia – è l’utilizzo, con grandi benefici per la collettività qualora le attività ospitate abbiano una effettiva ricaduta positiva sulla realtà che le circonda. In questo modo si “presidia”  la comunità, offrendo sicurezza e animazione, che altrimenti il pubblico non riuscirebbe a garantire. Non è forse questa riqualificazione urbana? Non è forse questo un modo di “fare città”? Leggi il seguito di questo post »

Other spaces? Si può fare…

In Ponti di vista on novembre 18, 2013 at 12:45 pm

basilico1Questa sera interverrò ad un incontro pubblico dal titolo Otherspaces, presso la sede di campomarzio. Si parlerà di come riqualificare spazi in disuso, immagino partendo dall’interessante esperienza di Piazze Vive, progetto immaginato da The Hub Rovereto e sostenuto dalla Cassa Rurale di Caldonazzo. Dateci un’occhiata, la merita. Per quanto mi riguardo non ho preparato un intervento strutturato,  ma ho immaginato di provare a soffermarmi sull’importanza di “immaginare la città”. Lo spunto me lo ha dato un interessante editoriale di Roberto Bortolotti – pubblicato settimana scorsa dal Corriere del Trentino – che richiama tutte le componenti cittadine a uno sforzo di ragionamento nel tentativo di offrire un’idea urbanistica organica per la città di Trento. Per il momento questa idea è completamente assente e il tessuto urbano ne risente. Lo si vede anche solamente dando uno sguardo dal belvedere del Bosco della Città, dove ieri pomeriggio sono stato con mia figlia Petra. Lo si capisce meglio dallo sterile dibattito che contraddistingue (almeno) quest’ultima legislatura in merito alla gestione del centro storico cittadino. Leggi il seguito di questo post »

Ferragosto e lo sguardo sulla città…

In Ponti di vista on agosto 18, 2013 at 9:23 pm

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Fa un po’ meno caldo in questi giorni. Si può passeggiare anche di primo pomeriggio, magari con un gelato in mano. La città d’agosto ormai si svuota relativamente, molte persone conservano qualche giorno di vacanza da sfruttare attorno a Ferragosto ma il centro storico non è poi così deserto.

Proprio la vigilia di Ferragosto, causa una mattinata caratterizzata da tempo incerto, la città di Trento si è riempita di turisti. Le vie del centro prese d’assalto, Muse e Castello del Buonconsiglio con code lunghissime di persone interessate a visitarli, ristoranti e bar riempiti. Il segnale di una città viva e attreante, anche se magari per un solo giorno e anche grazie ad una serie di fortunate coincidenze.

Lo sguardo di un osservatore attento – e curioso – però vede anche alcuni lati deboli del tessuto urbano; colpito, non diversamente da molte altre città italiane, da un certo svuotamento. Tante serrande abbassate (non solo per un errato giorno di chiusura), interi palazzi in cerca di affittuari o acquirenti, appartamenti o interi fabbricati di pregio che non trovano qualcuno disponibile a immaginarne un nuovo utilizzo. Leggi il seguito di questo post »

Piazza della Mostra e le buone pratiche della progettazione partecipata

In Ponti di vista on agosto 4, 2013 at 10:39 pm

Campomarzio è una realtà che da qualche mese ha trovato casa in via Suffragio, proprio vicino a casa mia. Un gruppo di architetti e non solo (tra l’altro giovani, e non guasta…) con la passione per l’urbanistica e più in generale una profonda curiosità per l’utilizzo dello spazio pubblico. Il loro primo progetto – anzi quello contrassegnato come #00 – è uno di quelli che negli ultimi trent’anni hanno messo più in difficoltà l’amministrazione comunale della città di Trento. Piazza della Mostra. Un po’ parcheggio e un po’ porta d’accesso al Castello del Buonconsiglio e al centro storico. Di certo ultimamente un angolo dimenticato e un quesito irrisolto per la gestione urbanistica comunale.
Una scelta ambiziosa e lastricata di difficoltà che però è stata percorsa in maniera intelligente, privilegiando il lavoro di gruppo e la messa in comune delle competenze di chi avesse voluto contribuire. Ne è emerso un risultato decisamente interessante. Un progetto e non il progetto, ma di sicuro un bel modo di immaginare la piazza e ciò che la circonda. Lo studio approfondito della storia urbanistica della città – e nello specifico del quartiere -, l’attenta rilettura delle varie ipotesi di lavoro proposte in precedenti studi, la corposa fase di analisi delle soluzioni attuabili e infine la stesura del progetto fino al preventivo di spesa.
Il risultato presentato lo scorso 18 luglio – lo vedete in parte nelle foto che rappresentano i materiali pubblicati – è una prospettiva che sembra coniugare il bello con la funzionalità, rispettando le peculiarità storiche e di utilizzo del luogo. Leggi il seguito di questo post »