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Posts Tagged ‘viaggi’

Bentornato!

In Ponti di vista on agosto 2, 2011 at 7:49 pm

Jovan Divjak è libero di tornare a Sarajevo. Quando alcuni mesi fa lo incontrammo a Vienna lo trovammo tranquillo, solo dispiaciuto di essere lontano da quella che è diventata negli anni la sua città a dispetto della sua nazionalità. Nonostante sui suoi documenti ci sia scritto che è nato a Belgrado. Dall’altra parte di un confine non solo segnato su una carta geografica. Non tornerà in bicicletta – come ci aveva detto ridendo prima di salutarci – ma mi fa piacere immaginarlo percorrere la periferia sarajevese, dall’aeroporto fin lungo i viali che conducono verso il centro cittadino, le strade che circondano la Baščaršija e infine la salita che conduce fin sulla collina che sovrasta la città, dove ha posto la sede della sua associazione. Percorrerebbe questi chilometri con il sorriso, felice di essere di nuovo a casa.

La “liberazione” di Jovan Divjak – che ovviamente ha dato adito a nuove polemiche da parte della componente serba – arriva in un momento di grande tensione sui confini tra Serbia e Kosovo. Barricate, minacce, rabbia, odio che riemergono a testimoniare ferite che ancora non si sono chiuse. L’Europa tutta – già negli anni ’90 in difficoltà nell’affrontare le questioni balcaniche – ha gli occhi puntati verso altri obiettivi. Attraversata com’è dai venti della crisi economica fatica a mostrare attenzione per un contesto che solo pochi anni fa fa l’ha dilaniata nel profondo. E la storia sembra ripetersi senza che nessuno abbia imparato dai precedenti errori. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 5.

In Una storia da raccontare on luglio 26, 2011 at 10:01 pm

Padre nostro
che sei nei cieli
tu sia benedetto, venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo, così in terra
dacci oggi il nostro pane quotidiano
rimetti a noi i nostri debiti
così come noi li rimettiamo ai debitori
non mi indurre in tentazione
ma liberami dal male
liberami dal male
dal male
dal male e dalla malinconia
LIBERAMI
dal malaugurio
dai maldicenti
dagli ipocriti
dagli ignoranti
da questa congerie magari di uomini abbienti e miseri […] *

Il Male si riproduce con molta più velocità dei suoi anticorpi. Ha molti alleati che ne favoriscono la crescita e la diffusione. Il silenzio, il buio, l’ignoranza, la noncuranza, il rancore, l’odio e mille altri ancora. Gli antidoti sono la passione, la condivisione, la cultura e tutti quei sentimenti che si coniugano felicemente con l’amore. Inteso, è chiaro, nella maniera più ampia possibile. Mai ampia a sufficienza sfortunatamente per contrastare la rabbia violenta e contagiosa di un mondo sempre più crudo, oscuro e malato. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 4.

In Una storia da raccontare on giugno 16, 2011 at 9:47 am

Quando il giorno è lungo e la notte, la notte è tua soltanto,
quando sei sicuro di averne avuto abbastanza di questa vita, beh allora aspetta. *

Roberto, Irene, Barbara e Giulia arrivarono uno dopo l’altro – salendo velocemente le scale – sedendosi attorno al tavolo che usavamo per le riunioni. Come sempre, insieme.
Passammo tutto il pomeriggio ad interrogarci su cosa significassero quelle parole, e soprattutto che legame avessero con quelle cartelle cliniche. Con la morte del senzatetto della settimana scorsa. Con noi. Al centro, sparpagliate, le teche gialle contenute nella busta. Sulla lavagna alle mie spalle il foglietto con il testo. Gli occhi di tutti erano concentrati su quei documenti.
Non sapevamo da dove cominciare. Avevamo condotto battaglie legali per il rilascio di permessi di soggiorno, bloccato sfratti esecutivi, occupato insieme ai ragazzi del centro sociale alcune case per poter ospitare persone altrimenti costrette a dormire all’aperto. Avevamo portato in tribunale qualche agente di polizia capace solo di usare il manganello. Ma qui si aprivano scenari che mai avremmo potuto immaginare. E che ancora faticavamo ad interpretare. Si parlava di morti, morti ammazzati. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 3.

In Una storia da raccontare on giugno 5, 2011 at 4:57 pm

Ricordo bene quei giorni. Mancava poco a Natale e davanti all’osteria che una volta era frequentata dagli studenti universitari venne  ritrovato il corpo di un senzatetto. Venne notato da una signora, rientrando a casa dopo la messa. Cominciò a urlare e subito un ragazzo, affacciatosi al balcone, chiamò polizia e ambulanza. I medici lo dichiararono morto sul posto e lo trasportarono al vicino ospedale. Le forze dell’ordine parlarono immediatamente di morte naturale, di un malore causato dalla temperatura rigida dell’inverno. La stampa si soffermò sul caso dalle colonne dei giornali del giorno successivo. Si parlò di uno sbandato, da anni in strada. Si disse che nessuno aveva chiesto di poter seppellire il suo corpo e di conseguenza il giudice aveva immediatamente predisposto la cremazione dello stesso. Le sue ceneri sarebbero finite in un anonimo loculo del cimitero cittadino. Nessuna lacrima fu sprecata per quella vita. Non troppe parole furono spese dalla città, avvolta dal silenzio candido delle copiose nevicate di quel periodo. Leggi il seguito di questo post »

Una storia da raccontare / 1.

In Una storia da raccontare on aprile 4, 2011 at 12:14 pm

Il profumo di spezie mi colpisce appena affronto il primo gradino della scaletta che mi fa scendere dall’aereo. Vento fresco che trascina sabbia sottile mi accarezza il viso. Chiudo gli occhi e incontro la realtà che mi circonda solo con gli altri sensi.
Sono appena atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. E’ la seconda volta che mi infilo in questo labirinto infinito di controlli e tensione. In entrambi i casi sono atterrato di notte. In questi locali e corridoio dai soffitti altissimi non si muove un filo d’aria, le luci al neon illuminano i nastri trasportatori che mi portano da un lato all’altro dello scalo. Oltre le finestre – come enormi tv sintonizzate su di un documentario naturalistico – nonostante il buio si intravede l’ambiente che circonda lo scalo. Palme e costruzioni sfarzose in primo piano, terreni semidesertici e case povere sullo sfondo. Ancora niente rispetto a ciò che si incontra una volta usciti. Con la mente sono già la fuori, solo e molto più sereno. Leggi il seguito di questo post »