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Il racconto del reale. Una bella domenica.

In Ponti di vista on aprile 17, 2013 at 11:19 PM

FermateIl racconto del reale. Così si intitola il percorso che assieme ad altri sette ragazzi ho cominciato qualche mese fa. Lo facciamo insieme a ZaLab e toniCorti dentro Regards2Banlieue, progetto biennale di scambio e azione comune fra laboratori video attivi in Europa, con l’obiettivo di raccontare la crisi economica e civile dal punto di vista di chi vive la dimensione della banlieue (nda della periferia, del margine) in cinque città europee: Parigi, Barcellona, Amsterdam, Padova e Bruxelles.

Obiettivo degli incontri di formazione è quello di offrire gli strumenti per immaginare, scrivere e realizzare un documentario. Ad ognuno dei partecipanti non è richiesto però solo di immagazzinare capacità tecniche ma di mettersi in gioco nella condivisioni di piccoli percorsi di produzione. Provare a raccontare il reale, con occhi diversi ma con la stessa curiosità verso ciò che ci succede intorno.
Domenica abbiamo potuto sperimentare per la prima volta la nostra capacità di lavorare in troupè. Sei persone (più due attori) per le riprese del soggetto scritto da me, “Fermate”. Una giornata intera passata dentro il campo di addestramento della Protezione Civile di Marco, vicino a Rovereto. Lo spazio, attrezzato con decine di container, che ha ospitato al loro arrivo i migranti scappati dalla Libia nel 2011. Leggi il seguito di questo post »

Vol Spécial – Uno squarcio sull’immigrazione in Europa

In Ponti di vista on aprile 12, 2013 at 10:55 PM

La democrazia in Svizzera. Domenica 24 settembre 2006. Referendum 1. Con quasi il 70% di voti favorevoli vengono approvate due leggi che inaspriscono le norme sul diritto d’asilo e l’immigrazione. Una di queste istituisce lo strumento del Vol spécial, la pratica di rimpatrio forzoso che da il nome a questo bellissimo documentario del regista Fernand Malgar, distribuito in Italia da ZaLab.
Domenica 28 novembre 2011. Referendum 2. Viene autorizzata la revoca immediata del titolo di soggiorno per lo straniero condannato in ultimo grado per una serie di reati che vanno dall’omicidio alla rapina.
Referendum 3. Nelle ultime settimane è stato presentato un testo (corredato da oltre 100.000 firme) per una nuova consultazione che chiede di limitare numericamente i flussi migratori in ingresso al fine di tutelare l’ambiente svizzero. Leggi il seguito di questo post »

“Mare chiuso”, di Andrea Segre e Stefano Liberti

In Ponti di vista on marzo 20, 2012 at 1:04 am

UNA TRAGEDIA ITALIANA. Un documentario per descrivere la tragedia di un’Italia (e anche di un’Europa) colpevole e condannata. Sessantatre minuti di immagini (prodotte da ZaLab) per buttare uno sguardo al largo, dove nel 2009 avvennero materialmente i respingimenti, e uno a terra, sulla violenza libica e l’accettazione dell’opinione pubblica italiana. Andrea Segre ancora una volta raccoglie le storie del Mar Mediterraneo, le miscela con la cronaca politica e ci propone la fotografia di un paese sgangherato e impaurito, in cui il Parlamento (con una maggioranza di più dell’80%!!!) approva gli accordi con Mu’ammar Gheddafi e una grossa fetta di cittadini condivide la necessità di opporsi con ogni mezzo all’assalto dei migranti ai confini italici. L’Italia delle emergenze e della propaganda.

NARRAZIONI. Le immagini sgranate salvate nei telefonini – le stesse usate per accusare lo stato italiano – si michiano alla fotografia grandiosa delle riprese originali. I gialli e i blu, il buio profondo, la luce accecante. Il contrasto esasperato. Il documentario incontra il film, in quella che è la doppia strada intrecciata che Andrea Segre sta percorrendo felicemente. Le narrazioni dei tanti protagonisti sono frammenti di sentimenti, di migliaia di chilometri percorsi, di sogni infranti, di speranze ancora cullate. Le musiche – della Piccola Bottega Baltazar, scarica qui – sorreggono un’onda emotiva che cresce fino a esplodere in una conclusione che mescola il lieto fine e l’amarezza di una sentenza, che seppur positiva, ha il gusto della beffa. Del doloroso sollievo.

ANCORA PER QUANTO? La storia non sembra insegnarci nulla. Nel 2009 consegnavamo nelle mani dei carcerieri libici uomini e donne che avevano il diritto di essere accolti. Due anni e mezzo dopo – con gli interessi di torture e morti direttamente collegate a quella sciagurata scelta – ascoltiamo una sentenza che ci condanna ma dalla quale non traiamo insegnamenti. Leggi il seguito di questo post »