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Condividere il presente per disegnare il futuro

In Ponti di vista on aprile 20, 2018 at 3:49 pm
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Articolo pubblicato su Vita Trentina, 20 aprile 2018.

QUI E ALTROVE. Nel 2000 – appena dopo il passaggio (innocuo ma iper-raccontato) del Millenium Bug, il difetto informatico che avrebbe dovuto portare al collasso del sistema della gestione e elaborazione dati mondiale – Tiscali in un suo famoso spot faceva sfoggio di tutto il repertorio dello storytelling collegato alla prima fase, quella davvero espansiva, dell’era della rete. Una fase in cui il mito di internet sembrava capace di recuperare tutto quello che la cultura classica aveva fino a quel punto prodotto mettendola a disposizione (on demand) di ogni singolo abitanti di un Mondo nuovo, senza confini e senza limiti, aperto e interconnesso.

“Ho visto me stesso in migliaia di mondi e più cose ho visto, più cose sono diventato…” è il messaggio che la voce narrante accompagna a immagini che hanno il compito di descrivere le molteplici differenze che possono trovare spazio dentro un contesto – tra il virtuale e e il reale – in rapidissima trasformazione.

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Movimento disordinato. Equilibrio da trovare.

In Ponti di vista on aprile 13, 2018 at 6:21 am

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(pubblicato sul Corriere del Trentino il 13 aprile 2018)

Non c’è che dire. Neanche il tempo di segnalare – da parte del Presidente Ugo Rossi in persona – che i risultati delle elezioni politiche non avevano poi grande relazione per la situazione trentina ed ecco che proprio il contesto locale subisce una serie di scossoni.
Scricchiolano le coalizioni, quella di centro-sinistra in particolare. Si muovono, disordinatamente, i partiti. Fanno capolino, creando più o meno scompiglio, ragionamenti che richiamano alla discesa in campo di non meglio identificati pezzi di cittadinanza, non soddisfatti della proposta politica presente sul campo.

Tutti in movimento quindi, non senza una certa confusione. Forza Italia prova a coprire il fronte territoriale con una serie di liste civiche, dalla rappresentatività tutta da valutare. Vorrebbe riequilibrare il rapporto con la Lega, che mai si è fermata ed è riuscita a imporre agenda politica, linguaggio e senso comune anche in Trentino, dove mai era stata così forte e decisiva.
Il Patt – con Ugo Rossi in prima fila – non chiude ad alcun orizzonte, disposto a spostarsi all’occorrenza lì dove possa essere confermato il proprio ruolo di potere, a costo anche di repentini cambi della linea ideale, come sta avvenendo in queste ultime settimane.
Il PD tenta delle mosse – per il momento – solo al proprio interno, subendo però contemporaneamente i riflessi della crisi nazionale del partito e la difficoltà di capire cosa possa significare essere partito territoriale, ma non localista.
Il M5S è alla ricerca invece di un moltiplicatore (il candidato Presidente?) del proprio peso elettorale – quasi interamente “di simbolo” – che in Trentino non sfonda il 20%.

La città e il futuro. Bambini, margini, creatività.

In Ponti di vista on aprile 11, 2018 at 1:00 pm

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Questo testo racchiude la traccia per l’intervento che avrei dovuto tenere all’interno dell’evento introduttivo alla seconda edizione della Smart City Week di Trento, intitolata “La speranza dell’appartenere”.

Quando mi è stato proposto di essere uno dei tre relatori di questo appuntamento la prima cosa che ho fatto e stata domandarmi quale potesse essere il mio apporto alla discussione. Non sono un architetto e neppure un urbanista. Non un sociologo o un antropologo. Non sono un esperto di big data e nemmeno un programmatore, abile nel dare forma a nuove app. Sfogliando il ricchissimo programma della Smart City Week che inizia in Piazza Duomo tra pochi giorni – una lista di proposte senza fine, addirittura troppo fitta per essere apprezzata in pieno – mi sono detto che probabilmente tutto quello che c’è da dire sul rapporto tra tecnologia e futuro delle città lo si potrà trovare lì dentro, declinato in mille diversi modi e attraverso interventi certamente più pertinenti del mio.

Ad offrirmi però la possibilità di non sentirmi totalmente fuori posto sono intervenute, in tempi diversi, alcune favorevoli circostanze. Il titolo di questa edizione della Smart City Week – “La speranza dell’appartenere” – e il commento dell’Assessora Chiara Maule pubblicato su un quotidiano locale (Il Trentino) nei giorni scorsi mi hanno aiutato a descrivere i contorni di questo mio breve ragionamento. Come si attiva – in una società che Julia Hobsbawm definisce info-obesa, produttrice e consumatrice di informazioni senza sosta – il tema delle relazioni e della comunità come caratteristiche fondanti del vivere urbano, e non solo?