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Cinque tesi e una proposta…

In Ponti di vista, Uncategorized on aprile 13, 2019 at 11:57 am

IMG_6447TESI UNO – Il corpo del capo e la brevità dei cicli politici. Nei giorni scorsi Matteo Renzi ci metteva al corrente di aver perso dieci chili accumulati durante il suo impegno da Presidente del Consiglio. L’altro Matteo sembra invece nella fase dell’accumulo, all’ingrasso. Il corpo del capo parla (Marco Belpoliti ne scriveva ai tempi di Silvio Berlusconi) e la relazione bulimica con il cibo diventa in questo caso metafora di un agire famelico che alla pancia punta con i suoi messaggi e che la pancia utilizza per ingurgitare tutto. Senza digerirne la complessità. Evitando l’opera di decodificazione che dovrebbe essere propria della politica stessa. Tutto in pancia quindi, fino a scoppiare. Se la dieta di Renzi sembra premessa – non si impara mai dai propri errori – al tentativo di rimettersi “a tavola”, per Salvini siamo invece alla saturazione prima dell’esplosione (ricordate i Monty Phyton? Tenete pronta una mentina) che è propria di fenomeni politico/sociali sempre più basati sulla viralità mediale e digitale, qui e ora. Leader (!?) usa e getta.

Il peggio è passato quindi? Non sono così ottimista. Eppure – è una tesi ardita, ma che va percorsa – si direbbe che si sia scollinato l’apice della curva di consenso e di penetrazione della propaganda salviniana e più in generale sovranista? I cicli politici sono disordinati. Sono processi concatenati alla comunicazione, fino a quando funziona. Qualche scricchiolio proprio negli andamenti della propaganda social si accompagnano ai primi sondaggi – per quanto valgono – in leggera contrazione, a dare corpo all’idea che entrambi i campi non si possano espandere all’infinito.
Altri segnali, in ordine sparso, provengono da altri fronti. La prima frattura nel gruppo di Visegrad, con l’elezione di Zuzana Caputova in Slovacchia e le sconfitte di Erdogan nelle principali città turche. Il tentativo, scomposto, di uscita dall’UE del Regno Unito che mostra i limiti dell’ipotesi di fuga dalla cornice europea. Per quanto riguarda la politica interna le fibrillazioni dell’asse giallo-verde non sono dovute solo alle contraddizioni del contratto di governo che cominciano una dopo l’altra a venire a galla, ma dalla fragilità globale della dinamica economica, con crescita asfittica o addirittura accenni di recessione tecnica.

Una scuola. Cercare insieme la meraviglia negli spiazzi.

In Ponti di vista on marzo 13, 2019 at 9:39 am

bolle

La scuola deve essere un po’ meglio della società che la circonda, se no che ci sta a fare?
– Franco Lorenzoni, I bambini ci guardano – Sellerio –

Una scuola migliore del mondo che la contiene non per una posa giudicante ma come tendenza vitale al miglioramento del mondo stesso, che oggi scricchiola. Esigenza di ricerca e confronto sul come siamo diventati – come società di cui ognuno di noi fa parte – e sul come potremmo essere. Più attenti ed empatici. Più consapevoli e curiosi. Più cooperativi. Certamente meno soli.

Si tratta di un’idea semplice. Piccola. Poco rumorosa. Un seme. Un innesco. All’apparenza utopica ma in realtà molto concreta. Quanto lo può essere una via diventata spiazzo lastricata con meticolosa precisione e nemmeno un pizzico di fantasia con un’infinità di quadratissimi sampietrini. Quanto lo dovranno essere i corpi che la sapranno riempire. Incontrandosi e riconoscendosi. Parlando e ascoltando. Immaginando e progettando.

Una scuola di comunità – pensata con la comunità – impegnata a definire il programma delle attività, la cadenza degli incontri (una volta al mese? sempre di sabato mattina?) e ulteriori spiazzi da occupare oltre a quello da cui si parte, in via San Martino. Una scuola di Politica, prendendo le mosse dal contesto cittadino dove Politica deve riscoprirsi compagna quotidiana nelle relazioni tra uomini e donne che interpretano il proprio ruolo di cittadini.