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Metamorfosi. Clima, migrazioni, distopie.

In Ponti di vista on agosto 11, 2017 at 8:50 am

Durante il recente G20 di Amburgo una delle iniziative dal più alto valore simbolico è stata la performance realizzata dal collettivo 1000 Gestalten. Una parata – lugubre e silenziosa – di centinaia di attori/zombie attraverso le vie centrali della città. Una massa uniforme che avanza al rallentatore, compatta. E’ uno strato di polvere grigia, finissima e senza sfumature, a nascondere i volti e impregnare i vestiti. Gli sguardi sono persi e le braccia ciondolanti. Il passo incerto e senza forza. Un movimento inerziale e senza meta. Il risultato angosciante. Volutamente la rappresentazione porta all’estremo i tratti omologanti che segnano la società che gli attivisti intendono criticare. Una distopia umana e sociale che – senza voler essere troppo radicali nell’analisi del tempo presente – non si discosta di molto dalla realtà che ogni giorno vediamo dispiegarsi intorno a noi. Uno scenario fatto di prassi consolidate, di abitudini ipersoggettive che non siamo disposti a mettere in dubbio.

Città che cambiano, se noi le aiutiamo a cambiare…

In Ponti di vista on agosto 5, 2017 at 8:33 pm

window-2152708_1920Per chi come me è appassionato di questo genere di processi è un piacere vedere che anche in Trentino fa capolino, timidamente, un fenomeno – quello del recupero di immobili in disuso attraverso progetti ad alto contenuto culturale, magari attraverso bandi aperti alla cittadinanza – che in giro per l’Italia e l’Europa viaggia in maniera spedita, generando opportunità imprenditoriali oltre che possibili impatti positivi sul territorio e la comunità che lo vive.

Ecco il link dove trovare tutte le informazioni utili.

Per quanto riguarda le due proposte trentine, una (quella di Roncafort) è piuttosto difficile da valorizzare perché in una zona urbanisticamente residuale – sotto un cavalcavia e di fatto all’interno di un cul-de-sac – e per le condizioni degradate dell’immobile, che probabilmente – anche rischiando un ammanco erariale – meriterebbe solo l’abbattimento. Anche attraverso la definizione dei suoi vuoti le città possono immaginare il proprio futuro. La seconda (quella di Meano) è invece decisamente più interessante e avrebbe bisogno – per dimensioni, investimento da attivare e molteplicità degli usi possibili – di una riflessione e di un impegno collettivo, a più voci e visioni.

Appunti di lettura | 35.

In Ponti di vista on agosto 2, 2017 at 3:42 pm

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Leggere come strumento di comprensione dell’esistente e condizione necessaria per poterlo migliorare. In questa raccolta di articoli si parla molto di città, mescolando linguaggi e approcci, argomenti ed esperienze. Poi la tecnologia e le sue ricadute sulle nostre esistenze. Tema che dovrebbe far parte – seriamente – di un’agenda politica per il futuro, che troverete abbozzata negli Appunti di lettura numero 36. Buona lettura.

*La città, o meglio le città…

Yona Friedman | La città continente | Quodlibet
Nel 1974 qualcuno aveva già intuito i possibili sviluppi (anche positivi) delle trasformazioni urbane. L’emersione di città che si fanno – collegate tra loro – continente potrebbe essere un’evoluzione interessante per l’Europa. Friedman lo disse, in tempi non sospetti. “L’Europa, e più precisamente l’Unione Europea, sta assumendo l’aspetto della prima città-continente: una città che ricopre un intero continente senza invadere le zone agricole. I terreni agricoli fanno parte della città, ne occupano gli interstizi; l’agricoltura diventa urbana.