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Appunti di lettura | 14.

In Libri con le orecchie... on aprile 25, 2016 at 11:42 pm

Appunti di lettura dedicati a #nuitdebout. Il mio sguardo è rivolto alla Francia. Mentre il primo ministro Valls conferma lo stato di emergenza fin oltre Tour de France e campionati europei migliaia di persone vivono Place de la Republique (e decine di altre piazze) nel tentativo di dare forma a un movimento costituente che sappia descrivere i contorni del “nouveau monde“. L’esperienza mi affascina e – senza l’enfasi che in alcuni commentatori italiani trovo – mi piace condividerla in questo mio piccolo spazio di comunicazione e approfondimento.

Cornice.

Dario Gentili | L’agonia del potere | Doppiozero
“Come sembra suggerire lo stesso Gramsci, per uscire da quella condizione costitutiva dell’interregno che è la crisi a nulla serve cercare di riportare in vita ciò che è moribondo: “la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” (Gramsci, 2001, p. 311 [Q 3, 34]). L’interregno consiste dunque nel procrastinarsi dell’agonia del vecchio in mancanza del nuovo che deve nascere; anzi, più precisamente: è proprio tale perpetuarsi del vecchio a dilazionare l’avvento del nuovo, che pertanto non “può” nascere.”

Marco Belpoliti | Risentimento | Doppiozero
Rancore. Ha mille sinonimi – livore, astio, ostilità, odio, inimicizia, invidia, malignità, acredine, malevolenza, accanimento, vendetta – e rappresenta probabilmente il tratto caratteristico della stagione politica e culturale che stiamo vivendo. “Perché lui sì e io no? Questa è la domanda principale, forse la sola, che gli invidiosi si pongono. Il filosofo sloveno Slavoj Žižek, ha sostenuto che l’invidia è qualcosa di più, o di meno, del desiderio di possedere quello che ha l’altro – ricchezza, amore, potere. Un sentimento decisamente rivolto al “negativo”: impedire all’altro quel possesso che si agogna. Žižek racconta in vari suoi libri una storiella emblematica. Una strega dice a un contadino: “Farò a te quello che vuoi, ma ti avverto, farò due volte la stessa cosa al tuo vicino!” E il contadino con un sorriso furbo le risponde: “Prendimi un occhio!””

#nuitdebout

Frédéric Lordon | Noi non rivendichiamo nulla
Partiamo dall’inizio. L’intervento che Frédéric Lordon ha tenuto in Place de la Republique il 28 marzo 2016. Descrive bene – anche con tutte le sue contraddizioni – l’orizzonte che descrive il movimento delle piazze francesi. Radicale e affermativo oltre che (è qui che si gioca molto della sua credibilità) popolare e inclusivo.

José Bautista | Frédéric Lordon: “Mi domando se Podemos non indichi quello che non dobbiamo fare: tornare al contesto elettorale” | La Marea
“Adesso ti domanderai: come trasformare queste riunioni in risultati politici affinché non siano successe invano? È una domanda strategica di prim’ordine. La mia risposta per uscire da questa terribile tenaglia è che se tornare al gioco elettorale istituzionale significa la morte, allora non ci rimane altra soluzione che rifare le istituzioni. È per questo che credo che l’obiettivo politico che dobbiamo fissarci, e lo ho detto durante l’Assemblea Generale di domenica, consiste nel riscrivere la costituzione. Senza che ciò diventi un esercizio giuridico formale e lontano dalla strada, come spesso succede. Dobbiamo scrivere la costituzione di una Repubblica Sociale.”

Una narrazione politica che va oltre i confini. Descrive una cittadinanza mondiale che sperimenta relazioni solidali, condividendo speranze e processi di trasformazione. Ora serve verificare la continuità del movimento e la sua capacità di tradurre in azioni efficaci le proposte che si accumulano nelle ore passate in piazza.

Alberto ManconiNuit Debout: piattaforma (tecno)politica per un movimento europeo? | Euronomade
Qualche valutazione su come #nuitdebout si sta muovendo nella rete, costruendo reti. Uno sguardo al prossimo 15 maggio (o 76 marzo) lanciato come momento globale – almeno europeo – di attivazione.

Roberto Ciccarelli |Anche i robot vogliono il reddito di base | Doppiozero
“Al Forum di Davos 2016 i robot hanno fatto una proposta seria: il reddito di base per gli umani, a loro le incombenze del lavoro. “Mentre noi faremo i lavori più faticosi, noiosi e ripetitivi, gli umani saranno liberi di creare, socializzare, inventare nuove attività utili per la società – hanno scritto in una dichiarazione. – Molte persone hanno bisogno di un reddito. La nostra missione è fornire alle persone beni e servizi. Il compito della politica è fornire alle persone un reddito di base incondizionato”. “Abbiamo una cattiva coscienza. La gente ha paura di noi e ha paura del futuro – hanno aggiunto. – È preoccupata perché perderà il posto di lavoro e quindi lo scopo della sua esistenza. In Europa vediamo che soprattutto i giovani non trovano lavoro, in Italia è il 40%. Prospettiva: Nessun futuro!”.”

Innovazione.

Daniele Cassandro | Il latinorum delle start-up | Internazionale 
Nel campo dell’innovazione di solito trovo sempre qualche articolo interessante da proporre. In questo caso non è l’apologia delle nuove tecnologie o l’osservazione affascinata del loro utilizzo. Non è neppure l’analisi di un fenomeno emergente. E’ il racconto senza fronzoli dei lati oscuri delle start-up e del mercato dentro le quali agiscono.

Calcio.

Fabrizio Gabrielli | Il serpente piumato | L’ultimo uomo
Omaggio a André-Pierre Gignac.

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