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Riparliamo di Codici Urbani…

In Ponti di vista on luglio 2, 2014 at 9:40 am

trento_1860Scenari possibili dalla città che sarà

.

La città è da sempre terreno fertile di discussione. Non da oggi attorno ai contesti urbani – spesso in relazione o in contrasto con ciò che li circonda – si sviluppa gran parte del dibattito che riguarda le trasformazioni sociali, culturali e politiche.
 Le città – come luogo di incontro e produzione, di differenze e conflitti, di ricerca e sperimentazione – sono oggi più che mai attraversate da una crescente richiesta di protagonismo da parte di una molteplicità di soggetti. I cittadini “semplici” in primis, che sembrano essersi resi conto in anticipo della “fine dell’egoismo” che Antonio Galdo bene descrive in un libro che raccoglie una serie di buone pratiche di cooperazione cittadina. Le associazioni, le cooperative o le imprese che guardano con interesse all’innovazione e che trovano nella city (più o meno smart) lo spazio perfetto per avviare le proprie start up, siano esse orientate alle energie rinnovabili, ai trasporti sostenibili o alla condivisioni di progetti culturali. Gli architetti e gli urbanisti che – mai così attratti da una declinazione social del proprio lavoro – associano sempre più l’opera di progettazione ad un forte richiamo alla riqualificazione e al riuso dell’esistente, puntando a quella che Renzo Piano descrive come opera di “rammendo urbano”. Infine le amministrazioni pubbliche che, schiacciate dentro la morsa spending review/patto di stabilità, oscillano tra la corretta interpretazione del concetto di sussidiarietà come riconoscimento del valore aggiunto dato dall’attivazione di cittadini e corpi intermedi e il suo strumentale utilizzo come risposta emergenziale alla progressiva riduzione delle risorse iscritte a bilancio.
 Non è oggi un delitto immaginare che la governance delle nostre città si debba orientare al “fare meglio con meno”, ma tale scelta (in quanto scelta la si immagina consapevole e ragionata) conduce necessariamente ad una riflessione articolata sulle forme della relazione fra gli attori sociali a cui poco fa si è fatto cenno. “La città è un acceleratore dell’innovazione, da sempre,” scrive bene Luca De Biase presentando una ricerca sulla possibilità di liberare le città dai flussi automobilistici, “ma se cresce male può frenare ogni cambiamento.”
Tutti questi appunti calzano a pennello anche per la situazione attuale della città di Trento.

E’ dentro questa cornice di riferimento che Codici Urbani/ n° 0 (l’appuntamento “Una nuova cittadinanza per i beni comuni”, che qui sotto presento) vuole essere un primo momento condiviso, che metta a verifica la definizione stessa di una serie di termini che permettano la ri-composizione di un linguaggio e di un agire urbano adatto alle sfide che i tempi che viviamo ci propongono. Sussidiarietà. Condivisione. Cooperazione. Bene Comune. Responsabilità. Riqualificazione. Socialità. Vicinato. Regole. Spazi. Uso. Ri-uso. Valore aggiunto. Cittadinanza attiva. Questi sono solo alcuni degli argomenti dentro quello che vuole essere – come si direbbe per un progetto editoriale – un numero 0, una prova generale di un processo che sappia mettere in rete tutte le energie presenti sul territorio cittadino, che stimoli un dialogo proficuo tra cittadini e amministratori, che favorisca la collaborazione tra associazioni, che offra strumenti adatti a dare forma ad una città più condivisa e partecipata, che si ponga l’obiettivo di attivare un confronto/progettazione permanente dello spazio urbano della città di Trento.


CodiciUrbaniWeb - FronteAssociazione Bottom-Up
Movimento Stazione Futuro
Associazione Il Funambolo
The Hub – Trento
Campomarzio
Arci
Udu
Fondazione Ahref
Uisp
Atas
Sps – Scuola di preparazione sociale

presentano

UNA NUOVA CITTADINANZA PER I BENI COMUNI

Lunedì 7 luglio 2014, ore 17.30
Biblioteca Comunale, Sala degli Affreschi
Via Roma, 55 Trento

In Italia sta succedendo qualcosa di strano, mai visto prima in queste dimensioni. Ovunque, nelle città come nei paesi, semplici cittadini si organizzano autonomamente per prendersi cura di parchi, strade, piazze, fontane, portici, scuole, teatri, sentieri, boschi, spiagge… In altri termini, dei beni comuni materiali e immateriali presenti nei luoghi dove vivono.
E’ una nuova forma di cittadinanza, attiva, responsabile e solidale, da incoraggiare perché contiene in sé un potenziale di energia enorme, che potrebbe contribuire in maniera decisiva alla rinascita morale e materiale del Paese.
Anche a Trento si potrebbero liberare le energie dei cittadini che vogliono prendersi cura della città. Le condizioni ci sono tutte, salvo una. L’amministrazione comunale non ha infatti gli strumenti giuridici che consentirebbero ai cittadini di essere suoi alleati nella cura della città. Ma queste regole esistono, basterebbe che il comune di Trento adottasse il Regolamento per l’amministrazione condivisa scritto da Labsus insieme con il comune di Bologna. Se ne parlerà in un incontro per capire come questo Regolamento si potrebbe applicare a Trento, ma anche in altri comuni trentini. Ma si parlerà anche di beni comuni, materiali e immateriali, e delle nuove esperienze di vicinato solidale che si stanno diffondendo in tutta Italia.

17.30 – 17.45 / Progetti e processi.
Federico Zappini

17.45 – 18.05 / Il regolamento per l’amministrazione condivisa
Gregorio Arena, Università di Trento – Presidente di Labsus

18.05 – 18.25 / Social street, buone pratiche di vicinanza
Saverio Cuoghi, Social street Via Fondazza, Bologna

18.25 – 18.45 / Alla ricerca dei beni comuni
Paola Giacomoni, Università di Trento

18.45 – 19.15 / Parliamone, spazio libero per la discussione

Presso la Biblioteca Comunale di Trento verrà organizzata una bibliografia dedicata ai temi dei Beni Comuni, della sussidiarietà e della riqualificazione urbana.

19.30 – 21.00 / presso the Hub, via Belenzani, 39 Trento
#sbloccatrento, tre minuti per le buone pratiche della città che si racconta

Info
bottomup.trento@gmail.com
Telefono
+39 3473242667

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