trento|italia|europa|mediterraneo|mondo

Search for “di”

Fuga da flatlandia. Ovvero il bisogno di una nuova dimensione politica.

In Ponti di vista on agosto 17, 2018 at 7:53 am

adventure-beautiful-boat-210271C’è (più di) qualcosa che non torna nel percorso di avvicinamento alla scadenza elettorale del prossimo 21 ottobre. Ma come siamo arrivati a questo punto?

Guasto è il mondo, come diceva Tony Judt, e in pochi sembrano seriamente impegnati nel tentare di dargli un nuovo – diverso e migliore – equilibrio. Troppo concentrati a difendere il ricordo dei “bei tempi andati”, descritti ironicamente da Michel Serres in un recente pamphlet. Convinti che dalla confusione di quest’epoca in transizione si esca innestando la retromarcia e affidandosi alla retrotopia di cui ha scritto Zygmunt Bauman. Lisciando il pelo alla nostalgia – galleggiando nel “lutto per ciò che non è stato…” raccontato da De Rita – invece di assumersi la responsabilità e coltivando l’ambizione di essere i costruttori del mondo nuovo di cui abbiamo bisogno.

Il riverbero della condizione globale non risparmia neppure la piccola e periferica provincia che abitiamo. Un flusso che impatta di cui bisogna tenere conto, accorgendosi inoltre dell’esaurimento – ormai evidente – di un ciclo politico, e non solo. Si è sgretolato il consenso, collegato anche alla filiera di potere e relazioni costruita negli ultimi vent’anni. Si è inceppata la visione, con responsabilità evidente di una classe politica invecchiata e fragile, poco propensa alla propria sostituzione. Si è sfarinato il corpo sociale, perché a soffrire non è solo la componente politica ma l’infrastruttura stessa su cui essa si trova ad agire (basti pensare in questi anni alle difficoltà del mondo cooperativo, ai casi Itas o Trento Rise o ai conflitti crescenti all’interno dei mondi associativi e comunitari).

Da questo stato di passaggio deriva l’incerta geografia politica di questa fase, caratterizzata da spaesamento e incertezza, rinserramento nelle identità particolari e tentativi velleitari di conservazione dell’esistente. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Una strada di persone…

In Supposte morali on luglio 8, 2018 at 8:38 pm

Elisa_Vettori_21

Giovedì scorso mi sono svegliato e sono scoppiato a piangere. Un pianto nervoso, unito a un senso di smarrimento che mi ha accompagnato per tutta la giornata. Mi sentivo svuotato. Scarico di qualsiasi tipo di energia. Ho attraversato ventiquattro ore ciondolanti, difficili e – per alcuni versi – angoscianti. Ho ripensato a un bel pezzo scritto qualche giorno prima da Alessandro D’Avenia (eccolo). Elogio della fragilità si intitolava e io ero proprio quella roba lì. Mi ci ritrovavo totalmente. Mi ci potevo specchiare, riconoscendomi triste e affaticato.

Fragile. Fragilissimo. Incapace di riconoscere il valore generativo di quella mia condizione (chi ci può riuscire da solo?) e chiuso dentro una spirale di negatività che mi faceva progressivamente ripiegare su me stesso. “Una strada di libri” era alle porte e la sentivo come un cappio al collo che andava via via stringendosi. Mi mancava il fiato e con esso la necessaria lucidità. Avrebbe retto il tempo? Sarebbe passato un numero sufficiente di persone durante i due giorni di attività? Come avrei gestito la disposizione dei volumi, l’allestimento, l’organizzazione dei singoli eventi? Dove sarebbero finiti i libri avanzati?

Ansia (da prestazione) la si potrebbe chiamare se si volesse semplificare. Premesse di depressione mixate con un certo senso di solitudine che – al netto del mio essere estroverso agli occhi di tutti, un pezzo di maschera che ognuno di noi applica quando ne sente bisogno – mi accompagna da un po’ in esperienze lavorative (la prossima nascita della libreria due punti), politico/culturali (la mia esigenza di esprimere i mie punti di vista sul futuro del mondo che abito, e di non volerlo fare da solo), genitoriali. Un buco nero – fortunatamente temporaneo, ma in ogni caso latente e pronto a rifarsi vivo – che mi ha portato addirittura a riflettere della possibilità di annullare all’ultimo l’intera iniziativa (soluzione poi accantonata…) e a dubitare delle mie capacità a ogni livello. Organizzativo e professionale, così come umano e famigliare.

Leggi il seguito di questo post »

Una strada di libri. Un esperimento di culture e comunità.

In Ponti di vista on giugno 18, 2018 at 6:04 am

16f9a264-fb47-4cd4-bd24-a40315cdd78b

(articolo pubblicato su www.labsus.org)

Un (non) festival. Diverse sfide. Ho pensato, parlato e scritto di “Una strada di libri” troppe volte. Tanto da rendere complicato oggi per me trovare un punto di partenza diverso dai precedenti, già sviluppati. Il contesto nel quale si inserisce questo articolo – il sito di Labsus – permette però di muovermi su linee diverse e complementari rispetto a quelle già battute, trovando argomenti interessanti (spero) per i lettori.

“Una strada di libri” è una sfida al caldo estivo che invade i centri storici foderati di cemento e svuotati dagli alberi. Può essere un motivo crediamo valido per saltare un fine settimana al lago o nei boschi e per passare un po’ di tempo insieme. I libri stesi sul selciato sfidano anche il cambiamento climatico che fa sembrare una cittadina alpina come Trento una zona a influenza tropicale, con almeno un fenomeno piovoso (spesso di carattere monsonico) al giorno. Incrociamo le dita.

“Una strada di libri” è una sfida che arriva alla fine di due mesi ricchi di eventi, motivo che ci ha portati a collocarci tra giugno e luglio, nel bel mezzo dell’estate. FilmFestival della Montagna, Festival dell’Economia e Feste Vigiliane sono appuntamenti ormai tradizionali, che riempiono (di persone certo, ma anche di pesanti infrastrutture) piazze e strade. Adunata degli Alpini e – in maniera sorprendente per numeri e potenza del messaggio inviato – il recente Dolomiti Pride sono stati momenti di occupazione creativa e diffusa dello spazio pubblico, non abbastanza valorizzato e anzi spesso interdetto alla libera sperimentazione dei cittadini. Speriamo di  proseguire proprio sull’interessante rotta tracciata dal Pride, modello virtuoso di ricomposizione sociale, azione collettiva, condivisione cittadina. Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura | 46.

In Ponti di vista, Uncategorized on giugno 6, 2018 at 8:46 pm

piedi_M A R T I N A • D I M U N O V A
Ho cominciato questo Appunto diverse settimane fa, ma è rimasta in sospeso a lungo.
Parallelamente si stanno riempiendo le caselle delle numero 47 e 48, che ovviamente arriveranno con ulteriore ritardo. Spero comunque il tempo non faccia venir meno l’interesse di alcuni spunti contenuti in questa raccolta.

*LA DEMOCRAZIA DI RISTRUTTURARE

Mauro Magatti | Rompere lo schema | Avvenire
Di strettissima attualità sono le consultazioni per costruire un Governo. Si può evitare o superare la tattica che ingessa il dialogo tra diversi? “Hannah Arendt diceva che l’azione è libera solo quando non è spiegata dalla sue cause. Cioè quando riesce a sottrarsi alle logiche dominanti cambiando davvero la logica del gioco. E mai come in questo momento l’Italia ha bisogno di questa libertà: dal cul de sac in cui la nostra democrazia è finita si esce solo con politici responsabili e generosi capaci di smontare lo schema, di cambiare passo e, là dove necessario, di fare un passo di lato. Al di là delle logiche sottosistemiche, assumendosi la responsabilità del futuro del Paese.”

Cristina Tajani | Non un solo leader, ma molti broker | Gli Stati Generali
A due mesi di distanza dalle elezioni politiche, riflessioni interessanti sul ruolo della politica. Dai territorio – in questo caso la città di Milano – spunti da raccogliere. “In attesa di vedere come andrà a finire la storia, al PD – partito cui insieme ad altri ho deciso di aderire nel momento della sua massima difficoltà – conviene mettersi alla ricerca non di un nuovo capo dalle sperate virtù taumaturgiche, ma di nuovi “broker” sociali, quadri intermedi, organizzatori di territorio e di comunità che siano in grado di stabilire un collegamento durevole e non episodico tra i luoghi dove si fa la società e quelli dove la si interpreta e si prendono le decisioni. Possibilmente attingendo proprio da costoro per costruire una nuova leadership collettiva.” Leggi il seguito di questo post »

Condividere il presente per disegnare il futuro

In Ponti di vista on aprile 20, 2018 at 3:49 pm
condividere.jpeg

Articolo pubblicato su Vita Trentina, 20 aprile 2018.

QUI E ALTROVE. Nel 2000 – appena dopo il passaggio (innocuo ma iper-raccontato) del Millenium Bug, il difetto informatico che avrebbe dovuto portare al collasso del sistema della gestione e elaborazione dati mondiale – Tiscali in un suo famoso spot faceva sfoggio di tutto il repertorio dello storytelling collegato alla prima fase, quella davvero espansiva, dell’era della rete. Una fase in cui il mito di internet sembrava capace di recuperare tutto quello che la cultura classica aveva fino a quel punto prodotto mettendola a disposizione (on demand) di ogni singolo abitanti di un Mondo nuovo, senza confini e senza limiti, aperto e interconnesso.

“Ho visto me stesso in migliaia di mondi e più cose ho visto, più cose sono diventato…” è il messaggio che la voce narrante accompagna a immagini che hanno il compito di descrivere le molteplici differenze che possono trovare spazio dentro un contesto – tra il virtuale e e il reale – in rapidissima trasformazione. Leggi il seguito di questo post »

Movimento disordinato. Equilibrio da trovare.

In Ponti di vista on aprile 13, 2018 at 6:21 am

black-and-white-city-crowd-842339
(pubblicato sul Corriere del Trentino il 13 aprile 2018)

Non c’è che dire. Neanche il tempo di segnalare – da parte del Presidente Ugo Rossi in persona – che i risultati delle elezioni politiche non avevano poi grande relazione per la situazione trentina ed ecco che proprio il contesto locale subisce una serie di scossoni.
Scricchiolano le coalizioni, quella di centro-sinistra in particolare. Si muovono, disordinatamente, i partiti. Fanno capolino, creando più o meno scompiglio, ragionamenti che richiamano alla discesa in campo di non meglio identificati pezzi di cittadinanza, non soddisfatti della proposta politica presente sul campo.

Tutti in movimento quindi, non senza una certa confusione. Forza Italia prova a coprire il fronte territoriale con una serie di liste civiche, dalla rappresentatività tutta da valutare. Vorrebbe riequilibrare il rapporto con la Lega, che mai si è fermata ed è riuscita a imporre agenda politica, linguaggio e senso comune anche in Trentino, dove mai era stata così forte e decisiva.
Il Patt – con Ugo Rossi in prima fila – non chiude ad alcun orizzonte, disposto a spostarsi all’occorrenza lì dove possa essere confermato il proprio ruolo di potere, a costo anche di repentini cambi della linea ideale, come sta avvenendo in queste ultime settimane.
Il PD tenta delle mosse – per il momento – solo al proprio interno, subendo però contemporaneamente i riflessi della crisi nazionale del partito e la difficoltà di capire cosa possa significare essere partito territoriale, ma non localista.
Il M5S è alla ricerca invece di un moltiplicatore (il candidato Presidente?) del proprio peso elettorale – quasi interamente “di simbolo” – che in Trentino non sfonda il 20%. Leggi il seguito di questo post »

Dalla Catalunya al Trentino. Indipendenza e autonomia. Federalismo europeo. Sovranità da condividere e un pugno che deve farsi carezza.

In Ponti di vista on aprile 3, 2018 at 3:45 pm

IMG_1708

Abbiamo deciso di intraprendere un viaggio dentro la crisi politica catalana dopo esserci chiesti – a metà dicembre scorso – quale potesse essere il ruolo dell’Autonomia nella delicata fase che sta vivendo l’Europa. Siamo arrivati a Barcellona mentre sei indipendentisti catalani entravano in carcere o erano costretti all’esilio. Sulla via del ritorno abbiamo appreso che Carles Puigdemont era in stato di arresto e si andavano formando le prime manifestazioni di solidarietà e protesta nelle piazze catalane.

Questo il contesto nel quale ci siamo mossi, tra incontri con partiti politici e conversazioni con soggetti sociali e culturali. Un contesto che, visto lo spropositato utilizzo della carcerazione preventiva da parte dello Stato spagnolo, rischia di veder chiudersi ogni possibilità di dialogo politico, favorendo una maggiore polarizzazione delle posizioni in campo e attivando una crescente radicalizzazione dei metodi di lotta da un lato e di tentativo di reprimerli dall’altro.

A tal proposito Marta Rovira, una delle dirigenti di ERC che ha scelto di sottrarsi alla giustizia spagnola fuggendo all’estero, ha lanciato un monito a chi rimane:

“Vi voglio dire un’ultima cosa: non lasciate che il rancore si impadronisca di voi. L’analisi di una realtà antidemocratica e profondamente ingiusta non deve cedere il passo al risentimento. Contro nessuno. Contro niente. Solo a partire dal rispetto e dall’amore verso tutti i cittadini e tutte le opinioni costruiremo cambiamenti radicali e profondi. Solo dal lavoro comune otterremo una Repubblica per tutti. Come dice Oriol Junqueras [ex vice-presidente della Generalitat Catalana , oggi in carcere]: ‘In questi giorni che verranno rimanete forti e uniti, trasformate l’indignazione in coraggio e perseveranza. La rabbia in amore.  Leggi il seguito di questo post »

Di un quarto polo possibile, forse necessario, in Trentino…

In Ponti di vista on marzo 20, 2018 at 5:16 am

nebbione

Il 4 marzo ha accelerato – anche, e forse soprattutto – in Trentino una trasformazione di contesto che era già in corso e che, sbagliando, alcuni credevano di poter gestire in termine di continuità rispetto al passato. Quello che si vorrebbe leggere come un segnale interno allo schema nazionale ha assunto nella comunità trentina un tratto di rottura più profondo che oggi, a distanza di un paio di settimane dal voto, comincia a far venire a galla una serie di questioni che è bene analizzare. Avevo lasciato per un momento successivo una riflessione più ampia – dopo questa, più generale – che qui provo a abbozzare. La scadenza autunnale delle elezioni provinciali diventerà più centrale di quanto immaginassi, nel combinato disposto con alcuni altri appuntamenti prossimi a venire (l’elezione della nuova presidenza della Federazione della Cooperazione ad esempio) e con una più generale necessità di interpretare l’evoluzione (progressiva o regressiva?) sociale, economica e culturale della comunità trentina. Comunità da intendersi come infrastruttura minima sulla quale basare la capacità di Autonomia e autogoverno di ripensarsi in continuazione e sapere immaginare una propria generativa tensione collettiva al futuro.

A muovere questo mio ragionamento è anche – detonatore di una molla già carica, non da oggi – la notizia che da un paio di giorni ha fatto capolino sulle pagine del quotidiano “Il Trentino”: l’ipotesi della nascita di un fronte largo – si direbbe, per usare termini comprensibili, civico e post-ideologico – che faccia riferimento a Geremia Gios, economista ed ex Sindaco di Vallarsa. Lo stesso Gios, interpellato, non esclude questa possibilità e anzi rilancia annunciando la prossima pubblicazione del suo “Manifesto per il Trentino”.
Parto da questa possibile novità nel quadro politico locale non per semplice reazione a un’emergenza sopraggiunta ma perché permette di mettere in campo una serie di riflessioni che hanno a che fare da un lato con la teoria politica e dall’altro con l’organizzazione della politica stessa. Leggi il seguito di questo post »

“Cambio di paradigma”. Intervista a Mauro Magatti.

In Libri con le orecchie..., Ponti di vista on marzo 16, 2018 at 11:17 am

People_Tubo

“Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come” (Nietzsche).

Possediamo ancora un “perché” tanto potente da indicarci la strada – magari tortuosa e piena di ostacoli – che ci porta a individuare un “come” condiviso, la forma pratica per far atterrare i sogni, per dare gambe agli ideali, per concretizzare le utopie?
Mauro Magatti – autore del libro “Cambio di paradigma” (ed. Feltrinelli, 2017) –  é a mio avviso uno degli osservatori più attenti e curiosi del tempo che stiamo vivendo. Lo é perché il suo sguardo sociologico ed economico sul mondo riesce a mescolare efficacemente l’offerta di una visione – lo sguardo lungo, la prospettiva, la cornice – alla quotidianità della vita, necessario ancoraggio alla realtà che permette di mettere alla prova le intuizioni teoriche.
Chi vogliamo essere? Quali sono gli obiettivi che intendiamo darci, come singoli esseri umani e come specie? Come intendiamo collaborare affinché possa farsi largo – tra tensioni e complessità, tra rancori ed egoismi – un’ipotesi diversa di presente e futuro?

“abbiamo bisogno di un’idea più relazionale della nostra individualità,” – scriveva in un recente editoriale uscito sul Corriere della Sera – “riconoscendo che la realtà non coincide con noi stessi, che c’è qualcosa d’altro oltre il nostro Io, che nessuno si salva da solo e che, per quanto potente, la tecnica da sola non basta.Insomma, oggi come ieri, un’idea di futuro passa per una nuova idea di libertà. È questa la posta in gioco della transizione in corso. In Italia come in Europa. O si riuscirà ad andare avanti, ricostruendo il nesso tra economia e democrazia, o si tornerà indietro. Le scorciatoie possono anche far vincere le elezioni. Ma spesso sono il modo per finire nel burrone.” Leggi il seguito di questo post »

Appunti di lettura| 45.

In Ponti di vista on febbraio 27, 2018 at 11:22 pm

ballo_miniature

La campagna elettorale si sta per concludere, e potrebbe essere l’unica buona notizia di questo periodo. Qui sopra un’istantanea dello stato d’animo, in avvicinamento al 4 marzo. Quel giorno decreterà la fine (temporanea) di un flusso di informazioni assolutamente ingovernato e ingovernabile che ho osservato – credo non da solo – con un certo sgomento. Con questo “Appunto di lettura” ho deciso di affiancare da distante, senza lasciarmi coinvolgere direttamente. In queste pagine credo si possano trovare spunti che, se raccolti e sistematizzati, potrebbero rappresentare un programma, o almeno un’ipotesi di immaginario alternativo (perché le alternative le dobbiamo costruire seriamente) rispetto a quelli che tanto si vedono proposti sulla piazza.

Mancano all’appello una serie di temi decisivi per decifrare la complessità del tempo che stiamo vivendo, mentre invece la propaganda batte su pochi, e non certamente centrali, argomenti che infestano le pagine dei giornali, gli spazi – pochi e mal presidiati – del “confronto”, le teste degli elettori. E’ un bel problema, nel momento in cui chi è chiamato a scegliere un candidato piuttosto che un altro, una proposto politica o quella che a essa si oppone, avrebbe bisogno di una visione d’insieme di ciò che un partito o una coalizione propone e si impegna a sviluppare durante un ipotetico periodo di governo.

*OLTRE LA CONTINGENZA.

Daniela PanosettiArjun Appadurai. Diritto all’immaginazione | Doppiozero
Cosa serve per approcciarsi alla vita con sufficiente apertura e curiosità? “La speranza è esattamente l’essenza dell’etica della possibilità.

Leggi il seguito di questo post »